Continuano le attività del progetto Fili di carta, che coinvolge i ragazzi del Centro “La Vignola” di Mondovì nella trasformazione creativa di materiali di scarto. Nel corso di questi mesi, attraverso la lavorazione della carta riciclata e l’utilizzo di tessuti recuperati, sono stati realizzati numerosi prodotti nuovi, belli e funzionali: quaderni, biglietti, oggetti decorativi e piccoli accessori oggi disponibili presso la Cartoleria Calcagno di Cuneo e nel negozio solidale dell’Associazione “A più mani” di Mondovì. Un modo concreto per dimostrare come ciò che è destinato allo scarto possa rinascere in forme nuove, utili e sostenibili.
Accanto alla produzione di cartoleria, i ragazzi hanno portato avanti un percorso speciale nato dall’incontro con il Canile Rifugio 281di San Michele. Durante una visita autunnale avevano conosciuto i cagnolini ospiti, osservato i loro comportamenti e ascoltato le loro storie: da quel momento è nata l’idea di creare qualcosa pensato proprio per loro.
Nei mesi successivi hanno lavorato con cura e pazienza alla realizzazione di coperte, giochi sensoriali e piccoli “morbidossi”, scegliendo colori, forme e materiali in base al carattere dei cani incontrati. Ogni oggetto è stato immaginato come un gesto di attenzione: qualcosa che potesse farli sentire più protetti, stimolati o rassicurati.
La consegna al rifugio è stata il momento più significativo del percorso. I ragazzi hanno portato cinque coperte cucite a mano con stoffe recuperate, tre giochi sensoriali di grandi dimensioni per i cani più energici, un gioco più piccolo per quelli più timidi e ventotto “morbidossi”, morbidi compagni da annusare, mordicchiare o tenere vicino. Oggetti semplici, ma capaci di offrire conforto e compagnia agli ospiti del rifugio.
Il progetto Fili di carta, promosso dalla Cooperativa sociale “Il Melograno” e sostenuto dalla Fondazione CRC attraverso il Bando “Percorsi di Sostenibilità – Misura 2: Economia circolare e transizione ecologica”, porta i principi dell’economia circolare dentro il mondo del sociale, dimostrando come materiali destinati allo scarto possano diventare risorse preziose. Ma soprattutto racconta lo spirito che lo anima: valorizzare le capacità dei ragazzi, riconoscere ciò che sanno e imparano a fare, e permettere loro di sentirsi parte attiva della comunità.
La collaborazione con il Canile Rifugio 281 nasce proprio da questo desiderio di incontro. Pur essendo realtà molto diverse, entrambe conoscono – in forme differenti – la fatica di trovare il proprio spazio nel mondo.
Un gesto semplice, capace di far sentire entrambi importanti, e di ricordare che a volte le fragilità possono avvicinare invece che allontanare. È anche la prova di come il lavoro manuale, quando è guidato da cura e intenzione, possa diventare un ponte tra persone, animali e comunità. Un’iniziativa che unisce creatività, inclusione e sostenibilità, e che merita di essere conosciuta, sostenuta e replicata.
Un ringraziamento speciale va ai volontari del Canile Rifugio 281 e a tutti i partner del progetto per la disponibilità, l’entusiasmo e la volontà di collaborare. Grazie ai loro materiali, al loro tempo e alle loro competenze, continuano a sostenere la realizzazione di un’iniziativa che unisce creatività, inclusione e sostenibilità, generando valore per l’intera comunità.












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