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Attualità | 16 maggio 2026, 19:00

Cherasco nel Parco Gesso Stura: l'Amministrazione accelera, ma le associazioni chiedono più tutele

Dopo l'incontro pubblico dell'11 maggio, si accende il dibattito sulla mappa della nuova area protetta. I comitati locali: "Il 99% del territorio proposto è configurato come area contigua, serve più coraggio"

Immagine di repertorio

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Il percorso per l’ingresso del Comune di Cherasco nel Parco Fluviale Gesso e Stura è ufficialmente avviato, ma la strada verso l'accordo definitivo richiederà ancora un confronto approfondito tra le parti. È quanto emerso dall'incontro pubblico svoltosi lo scorso 11 maggio, un appuntamento fortemente voluto dal sindaco Claudio Bogetti per presentare alla cittadinanza la prima bozza del progetto di inserimento.

Le ragioni del Comune e la spinta della comunità

La scelta dell’Amministrazione cheraschese poggia su basi scientifiche e naturalistiche ben precise: l’area interessata si distingue infatti per un elevato valore ambientale, caratterizzata da boschi fitti, rii e una flora che conta circa 790 specie censite, in grado di offrire habitat idonei anche a specie animali che richiedono acque di alta qualità.

A dare un'accelerazione decisiva all'iter, oltre alla maturata sensibilità della comunità locale, è stato il successo della Marcia lungo il fiume Stura dello scorso febbraio, un evento ampiamente partecipato in particolare dalle scolaresche cittadine e organizzato dal coordinamento Comuneroero insieme a numerose sigle del territorio.

Il nodo tecnico: "Area Parco" o "Area Contigua"?

Durante la serata, i delegati del Parco e il tecnico Bruno Tibaldi hanno illustrato la storia dell’area protetta, i suoi habitat e la distinzione tra i diversi livelli di tutela: l'Area Parco vera e propria (soggetta a vincoli più stringenti a salvaguardia della biodiversità) e l'Area Contigua (una zona di transizione adiacente, con tutele decisamente più blande).

Proprio su questo punto si è concentrata l'analisi delle associazioni ambientaliste*. Dallo studio della mappa presentata dal sindaco, i rappresentanti dei comitati hanno evidenziato come la proposta comunale configuri circa il 99% del territorio cheraschese da inserire come "area contigua", una formula ritenuta dai firmatari "praticamente inesistente" dal punto di vista dell'effettiva salvaguardia. Viene inoltre segnalata la mancanza di dati numerici sull'estensione esatta dell'area e l'assenza di alcuni rii nella mappatura.

La controproposta delle associazioni: "Serve coraggio collettivo"

A prendere la parola a nome delle numerose associazioni a sostegno dell'iniziativa è stato Cesare Cuniberto, presidente di Comuneroero. Nel suo intervento, Cuniberto ha richiamato una delibera del 2006 (la n. 17 per l'istituzione della zona di salvaguardia dei rii e delle rocche) votata allora all'unanimità ma rimasta poi lettera morta, esortando la politica locale a superare i vecchi timori legati al consenso elettorale di specifiche categorie (agricoltori, cacciatori, cavatori).

La controproposta ufficiale avanzata dal fronte ambientalista prevede di inserire come "Area Parco" (e non come area contigua) tutte le aree demaniali del territorio dei rii e dello Stura, l’Oasi della Rana, il Sentiero del Bacio e l’area umida della Cava Molinetta. Questa integrazione andrebbe ad aggiungersi a quanto già previsto dal Comune, ovvero la Rocca del Campione (circa 4 ettari) e le rive dello scolmatore verso la Stura. Secondo i promotori, l'impatto sul settore agricolo sarebbe minimo, poiché la maggior parte delle aree demaniali dei rii non è coltivata. Inoltre, è stato specificato dai tecnici che l'attività di contenimento della fauna selvatica (come i cinghiali) resta praticabile anche in regime di Parco, su disposizione della Provincia.

Verso un Consiglio Comunale aperto

Il sindaco Bogetti si è mostrato aperto al dialogo, dichiarandosi disponibile a esaminare e discutere la proposta delle associazioni senza pregiudizi. Nel dibattito si inserisce anche la proposta della minoranza consiliare, che ha richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc e aperto al pubblico, ai sindacati degli agricoltori, ai cavatori e alla cittadinanza attiva, per ridiscutere la bozza cartografica. L'obiettivo auspicato dalle associazioni è che la Commissione Ambiente possa far propria la richiesta di estendere l'alta tutela ambientale a tutte le aree demaniali fluviali.

*(Le associazioni firmatarie: Camminare Lentamente, Canale Ecologia ODV, Casa Rotta, Comuneroero ODV, Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Italia Nostra APS Sezione del Braidese, Italia Nostra Consiglio Regionale del Piemonte, Laudato Si’ Alba/Gazzetta d’Alba, Laudato Si’ Bra 2 ODV, Laudato Si’ Cherasco ODV, Legambiente Langhe e Roero APS, Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, Pedibus Cherasco, Piedixterra, Pro Natura Piemonte)

Files:
 REV.1 - TAVOLA PARCO FLUVIALE (2.9 MB)

Sara Aschero

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