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Attualità | 06 giugno 2026, 17:09

Niente da fare per il pozzo di vicolo del Teatro a Mondovì, l'associazione che si batte per il recupero non ci sta: "Non ci demoralizziamo"

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'onlus “col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo” c

Niente da fare per il pozzo di vicolo del Teatro a Mondovì, l'associazione che si batte per il recupero non ci sta: "Non ci demoralizziamo"

Niente da fare per il pozzo in vicolo del Tetro (leggi qui), ma l'onlus “col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo” che per prima, vari anni addietro, si è fatta sostenitrice del recupero della struttura, non ci sta e interviene: “Non poniamo minimamente in dubbio che si ignori la proprietà del manufatto. Pare il solito modo di dire un disco rotto. Però di sicuro esso svolgeva , fin dalla sua realizzazione nel 1600 se non prima, una funzione per tutto il quartiere e non solo per questo o quel proprietario, non essendo situato in un cortile recintato".

"Anche la Sovrintendenza competente - aggiungono dall'associazione -, in una nota scritta di qualche mese addietro, ha sottolineato che la proprietà non è affatto l’unico titolo giuridico competente per consentire all’Ente comunale di liberamente intervenire con una dazione economica per il restauro. Erano corse voci, ben individuate, che proprietari di garage ricavati negli edifici limitrofi, fossero ben felici se una manovra involontaria di un automezzo lo buttasse a terra, per consentire più facili accessi. Per quel motivo, sostenuti pure da altri enti tipo Italia Nostra e Pro Natura, abbiamo portato alla attenzione l’importanza di salvaguardare questa struttura storica, posta pure nel contesto di una Pala Sacra fatta affiggere dal Console Regio di Boston, Melano Rossi, assieme alla Pietra d’Inciampo di un sott’ufficiale della Guardia di Finanza ucciso in campo di concentramento dalla truppe della ex Jugoslavia, ed ancora con la possibilità di inserire un ricordo della locale Bottega di Mascalgia, per farne, nel complesso, un luogo di sicuro interesse turistico per le comitive, a fianco del Moro di piazza San Pietro e dal lato opposto al San Filippi dell’architetto monregalese Francesco  Gallo. 

Avevamo addirittura ottenuto gratuitamente la redazione di un progetto di recupero dall’arch. Lanza e dal geom. Ferrero. Siamo ben convinti che alla banalità  politica si può ben applicare il vecchissimo detto “Senatori boni viri, Senatus mala bestia”, se non all’incontrario. Avevamo sollecitato, in vari modi, larga parte del Consiglio Comunale, dai vertici ai semplici componenti. 

Siamo convinti che la non appartenenza nostra alla ampia composizione politica della attuale maggioranza, sia chiaramente la ragione della opposizione ad un intervento, molto interessante e neppure pesante economicamente. Siamo davvero riconoscenti al Gruppo di minoranza ed al relatore l’ing. Rocco Pulitanò, che pure ugualmente non riflette il nostro pensiero ideologico, di aver ancora una volta portato il problema all’attenzione del consesso cittadino.  

Non ci demoralizziamo affatto e ci è dato guardare ad un nuovo spiraglio, vale a dire l’impegno di proprietari di alloggi dei condomini di volersi impegnare nel recupero, con il sostegno di monregalesi di buona volontà, che vogliano aggiungere il loro contributo, come già  si verificò quando l’associazione “Amici  di Piazza” si occupò di restaurare la immagine della Vergine di Mondovì a Vico, che ancor oggi continua a far bella immagine di fede ed arte.”

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