Dal 18 luglio al 2 agosto, la Cappella di Sant’Anna di Castiglione Falletto, in via Cavour 28, vicino al Municipio, ospiterà la mostra “Fotografie” di Gianni Petronio, artista albese che da anni porta avanti una ricerca fotografica intensa, essenziale e profondamente umana.
L’inaugurazione è in programma sabato 18 luglio alle ore 18. La mostra sarà poi visitabile il venerdì dalle 15.30 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Per informazioni è possibile contattare il numero 333 8381283.
Il titolo scelto per l’esposizione è semplice, quasi spoglio: “Fotografie”. Una parola sola, senza cornici superflue, come spesso accade davanti alle immagini di Petronio. Il suo lavoro non cerca l’effetto immediato, ma invita alla sosta. Non impone una lettura, piuttosto apre una soglia. A guidare il percorso è una citazione attribuita a Meister Eckhart: «Togli la mente e l’occhio s’apre invano».
Una frase che sembra indicare la direzione stessa della mostra: guardare non basta, se lo sguardo non diventa presenza, ascolto, disponibilità all’incontro.
Gianni Petronio è nato ad Alba e coltiva da sempre la passione per la fotografia. Il suo percorso si è nutrito di incontri decisivi, a partire da quello con il fotografo Enrico Necade, figura che lo stesso Petronio considera non soltanto un riferimento del passato, ma una presenza capace di continuare a ispirarne la ricerca: a questo dialogo si sono aggiunti, negli anni, il confronto e l’amicizia con altri autori, tra cui Giovanni Montaldo e il fotoreporter Ivo Saglietti, che hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo e ad affinare una sensibilità personale, mai gridata, ma riconoscibile.
Elemento centrale del suo linguaggio è il bianco e nero, come precisa posizione poetica: togliendo il colore, Petronio sembra togliere il rumore. Restano la luce, l’ombra, i volti, i gesti, le distanze tra lepersone, i dettagli che spesso sfuggono: il bianco e nero gli permette di avvicinarsi all’essenza dei soggetti, di isolare ciò che conta e di trasformare l’immagine in una forma di meditazione visiva.
Nelle sue fotografie tornano spesso l’umano, la strada, il tempo, la memoria. Lo sguardo di Petronio sa cogliere ciò che accade ai margini dell’attenzione: un’espressione, una pausa, un corpo attraversato dalla luce, un gesto quotidiano che improvvisamente diventa rivelatore. Non è una fotografia che consuma il reale, ma che lo trattiene con pudore, e ogni scatto diventa un piccolo atto di resistenza contro la fretta: un invito a fermarsi, a riconoscere la densità degli istanti, a vedere ciò che normalmente passa davanti agli occhi senza lasciare traccia.
Le sue precedenti esposizioni hanno già messo in evidenza questa cifra. Con “Fermati attimo”, inserita nel Circuito Off di Alba Foto Festival, Petronio aveva posto al centro il rapporto tra fotografia e tempo: la possibilità di catturare un momento effimero e sottrarlo alla dispersione. Con “Note Bianche”, alla Lastra Gallery di Alba, aveva invece raccolto una selezione di immagini in bianco e nero legate alla sua vita e al suo percorso artistico, confermando una ricerca intima, poetica e introspettiva.
La mostra di Castiglione Falletto prosegue idealmente questo cammino e porta le fotografie di Petronio in un luogo raccolto e suggestivo come la Cappella di Sant’Anna, spazio che ben si presta a un’esperienza lenta, silenziosa, quasi contemplativa. Qui le immagini non saranno soltanto da osservare: chiederanno tempo, attenzione, forse anche un po’ di disponibilità a lasciarsi guardare.
Con questa proposta culturale, Castiglione Falletto conferma la volontà di valorizzare luoghi, artisti e linguaggi capaci di creare occasioni di incontro autentico con la bellezza. Una bellezza non decorativa, ma viva: quella che si nasconde in un volto, in una luce, in un frammento di realtà che la fotografia riesce a rendere visibile.














