Ci sono libri che raccontano una storia e altri che nascono da una vita vissuta. Tutta la luce che ho trovato per te appartiene alla seconda categoria. Scritto da Francesca Imberti insieme ad Andrea Lamonica e illustrato da Giulia Quagli, il volume devolve integralmente i ricavi alla Collina degli Elfi di Govone, che accompagna bambini guariti da patologie oncologiche e le loro famiglie nel ritorno alla quotidianità.
Dietro quelle pagine c'è il percorso personale di Francesca, che nel 2021 ha affrontato un linfoma di Hodgkin. Un'esperienza che prima è diventata racconto sui social su @pilloledifra e poi una favola capace di parlare ai bambini senza mai nominare la malattia.
Il libro nasce da un'esperienza molto personale, ma anche dall'incontro con la Collina degli Elfi. Quando hai capito che quella storia poteva diventare qualcosa di concreto per gli altri?
"È stata una storia molto bella. Era il settembre del 2023 e io avevo raccontato sul mio profilo la mia quotidianità dopo il linfoma di Hodgkin che avevo avuto nel 2021. Una mamma della mia community mi aveva segnalato la Collina degli Elfi e mi aveva detto che magari poteva essere utile ad altri bambini. Mi sono informata, ho conosciuto la realtà e ne ho parlato sui social semplicemente per far sapere che esisteva. Quelle storie sono state viste da Andrea Lamonica, che mi ha chiamata dicendomi: "Ho un'idea". Da lì è nato tutto. Non volevamo fare una raccolta fondi generica: volevamo creare qualcosa che rimanesse alle persone e che, allo stesso tempo, sostenesse concretamente la Collina degli Elfi. Noi non volevamo guadagnarci nulla".
Il protagonista gioca in casa.
"Si tratta di Aaron, il mio golden retriever, Quando abbiamo parlato del libro, io e Andrea non abbiamo avuto dubbi: chi altro può essere protagonista se non Aron, che appunto fa sempre delle facce super buffe?"
Dentro quella storia c'è il tuo vissuto, eppure la malattia non viene mai nominata. È stata una scelta per lasciare che fossero le emozioni a parlare?
"Sì, è stata una scelta precisa. È un libro che può essere letto dai bambini e non volevamo che fosse pesante in alcun modo. Però ci sono tanti piccoli sottotesti. Chi ha vissuto un percorso oncologico probabilmente li riconoscerà: ci sono la paura, lo sconforto, la ricerca della speranza. C'è anche un personaggio, il gufo, che continua a cercare le stelle e che, in qualche modo, richiama la ricerca oncologica che continua ogni giorno. Abbiamo preferito raccontare la paura del buio, perché è qualcosa che tutti i bambini conoscono. Ognuno può ritrovare in quella storia il proprio significato."
Ascoltandoti viene da pensare che ci siano stati due momenti: prima il bisogno di ritrovare una luce per te, poi quello di condividerla con gli altri. Quanto questa condivisione è diventata parte del tuo percorso di guarigione?
"Tantissimo. Quando mi sono ammalata era il 2021 e c'erano ancora tutte le limitazioni dovute al Covid. In ospedale ero molto sola. Se non avessi avuto il sostegno della mia famiglia, del mio compagno e degli amici non so come avrei fatto. Quando poi sono guarita ho pensato a quante persone potessero sentirsi sole come era successo a me. Io cercavo qualcuno che raccontasse la vita quotidiana dopo una diagnosi, non soltanto gli aspetti medici. Così ho deciso di farlo io. Mi sono detta che, se anche una sola persona si fosse sentita meno sola grazie a quello che raccontavo, sarebbe stato sufficiente."
Da quella scelta è nata anche una comunità che oggi si confronta ogni giorno. Che cosa ti ha insegnato questo dialogo continuo con le persone che ti seguono?
"Che, anche se ogni esperienza è diversa, c'è sempre qualcosa che ci accomuna. Le persone nei commenti raccontano la loro storia e questo aiuta gli altri. Parlare di quello che succede fa bene. È nato tutto per combattere la solitudine e credo che questo continui ancora oggi."
Quel percorso oggi porta inevitabilmente anche a parlare di prevenzione. È un messaggio che senti il dovere di trasmettere?
"Assolutamente sì. Parlare di cancro significa anche parlare di prevenzione. La ricerca sta facendo passi enormi e molti tumori sono prevenibili oppure possono essere diagnosticati precocemente. Credo che ognuno di noi possa fare qualcosa per ricordare quanto sia importante prevenire prima ancora che curare. È un messaggio che sento molto forte."
Prima della pubblicazione avete chiesto anche il parere delle educatrici e delle psicologhe della Collina degli Elfi. Perché era un passaggio così importante?
"Perché la nostra priorità era creare un libro sensibile. Il tema è delicato e non volevamo che potesse fare male a qualcuno. Le educatrici e le psicologhe della Collina lo hanno letto e ci hanno aiutato a verificare che il linguaggio fosse adatto ai bambini. È stato un confronto prezioso. Lo stesso vale per le illustrazioni di Giulia Quagli: quando le abbiamo viste ci siamo detti che erano esattamente come avevamo immaginato questa storia".
Si può acquistare il libro al seguente link: https://lacollinadeglielfi.it/blog/tutta-la-luce-che-ho-trovato-per-te-un-libro-per-la-collina/

(Aron, il golden retriever protagonista del libro)

(Francesca Imberti, autrice con Andrea Lamonica, del libro solidale "Tutta la luce che ho trovato per te")

(La copertina del libro)

(Il content creator e coautore Andrea Lamonica)

(Una delle preziose illustrazioni di Giulia Quagli)


















