Se l'emergenza abitativa rappresenta oggi una delle principali sfide sociali del territorio, ce n'è un'altra che continua a crescere lontano dai riflettori. È quella della ludopatia, un fenomeno che il vescovo di Alba Marco Brunetti (nella foto sotto) definisce sempre più presente anche nelle comunità di Langhe e Roero.

L'allarme nasce dall'esperienza quotidiana dei centri d'ascolto della Caritas Diocesana Albese, dove spesso le difficoltà economiche raccontate dalle persone nascondono problematiche più profonde.
"È un tema che mi preoccupa molto. Anche nelle nostre zone il gioco d'azzardo sta creando situazioni di grande sofferenza. Ci sono persone che arrivano a perdere interi patrimoni e famiglie che si trovano improvvisamente in difficoltà."
Secondo Brunetti il fenomeno è molto più diffuso di quanto emerga nelle cronache e richiederebbe una maggiore attenzione anche da parte delle istituzioni.
"Forse dovremmo essere più incisivi. Servono norme che aiutino a limitare questo fenomeno. La Regione Piemonte, anni fa, aveva una legislazione presa ad esempio anche altrove. Oggi credo sia necessario tornare a riflettere su strumenti efficaci di prevenzione."
Nei centri d'ascolto il problema raramente si presenta in modo esplicito. È soltanto entrando nelle storie delle persone che emergono le reali cause dell'indebitamento.
"Capita che una persona chieda un aiuto economico e, approfondendo la situazione, si scopra che stipendi o pensioni sono stati completamente assorbiti dal gioco. Spesso si tratta di persone sole, fragili o in situazioni di grande disagio."
Alla ludopatia si accompagna frequentemente un'altra emergenza meno visibile: quella dell'usura.
"Quando la situazione precipita, qualcuno finisce anche nelle mani di chi presta denaro approfittando della disperazione. È una catena che rimane sommersa, ma esiste ed è molto pericolosa."
Per il vescovo è inoltre sbagliato pensare che il problema riguardi esclusivamente le persone già ai margini della società.
"Molte volte ci troviamo davanti a situazioni che nessuno immaginerebbe. È un fenomeno trasversale, che può coinvolgere persone assolutamente insospettabili. Proprio per questo non va sottovalutato."
Brunetti invita quindi a considerare la ludopatia non soltanto come una dipendenza individuale, ma come una questione sociale che coinvolge famiglie, relazioni e comunità, richiedendo interventi di prevenzione, accompagnamento e sostegno prima che il disagio diventi irreversibile.















