La Giunta comunale della città di Alba ha deliberato l’intitolazione di una via a Don Valentino Vaccaneo (1934-2012), onorando la memoria di una figura profondamente legata alla comunità.
La cerimonia ufficiale è stata fissata nel mese di settembre, sabato 19 alle ore 10:30, momento in cui il sacerdote e educatore verrà ricordato in sala Ordet e verrà scoperta nella via la targa.
A Don Valentino sarà dedicato l'attuale tratto di via Romita che parte da corso Langhe e si congiunge con piazza Cristo Re, proprio nei pressi della chiesa in cui il sacerdote ha svolto gran parte del suo ministero.
L’iniziativa è stata accolta con parere favorevole e unanime dalla Commissione comunale consultiva per la Toponomastica cittadina. L’iter si è poi concluso con la formale approvazione da parte della Giunta, che ha deliberato l’intitolazione.
Il sindaco Alberto Gatto e l’assessore Davide Tibaldi, con deleghe alla Toponomastica, dichiarano: "L'intitolazione di una via a Don Valentino è un gesto di riconoscenza che la città di Alba compie verso una persona che ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità. Don Valentino è stato uno dei sacerdoti più carismatici e amati di Alba, un punto di riferimento per intere generazioni, soprattutto per tanti ragazzi. Ha vissuto il suo sacerdozio in mezzo alla gente, con semplicità, disponibilità e autentico spirito di servizio. La sua energia inesauribile, l'entusiasmo e la capacità di coinvolgere le persone hanno dato vita a tante iniziative educative, sociali e di volontariato, contribuendo a rendere Alba una comunità più unita. Dedicargli una via, proprio accanto alla chiesa dove ha svolto gran parte del suo ministero, significa custodire la memoria di un uomo che ha saputo essere presenza concreta per tante persone. È un modo per dire grazie a Don Valentino e per trasmettere il valore del suo esempio anche alle nuove generazioni".
Don Valentino Vaccaneo (1934-2012)
Sacerdote e Educatore
Valentino Vaccaneo nasce a Castiglione Tinella l’11 febbraio 1934, ultimo di 12 fratelli. Orfano di padre in giovane età ebbe nel fratello maggiore “Gundin” un punto di riferimento fondamentale tanto che, anziano e malato, lo volle con sé negli ultimi anni di vita.
Dopo aver frequentato la scuola elementare nel suo paese, nell’anno 1946 entra nel Seminario di Alba.
Sotto la guida spirituale e culturale di molti docenti che, nel tempo, diventarono suoi maestri ed amici, l’11 febbraio 1958 è ordinato sacerdote dal Vescovo Carlo Stoppa e viene destinato nella parrocchia del Duomo dove é parroco don Casetta. Qui si dedica in particolare alla formazione giovanile.
Attiva la ristrutturazione dei locali dell’oratorio, dove realizza molte attività volte a far crescere l’umano presente in ogni persona: corsi educativi, cineforum, tornei di calcio, pallacanestro, pallavolo ecc. e, nell’estate, organizza campi vacanze in Langa e in montagna, stabilendo con i giovani un rapporto profondo e creativo.
Nel 1963, alla morte di don Casetta viene confermato vicecurato con il nuovo parroco don Mario Mignone che gli affida impegnativi incarichi di responsabilità. In quegli stessi anni viene ristrutturata la Cattedrale e rifatto il pavimento.
Sempre in quell’anno inizia l’esperienza dei campi estivi a St. Jacques di Champoluc in Valle d’Aosta dove, sostenuto da don Michele Do, per 50 anni consecutivi, radunerà giovani, adulti e gruppi di famiglie desiderosi di partecipare a corsi di formazione tenuti da esperti di riconosciuto valore culturale e spirituale.
St Jacques non è stata soltanto un’esperienza formativa, ma il luogo di incontri fraterni e gioiosi. Grazie al clima che si creava quegli incontri hanno fatto nascere, negli anni, amicizie profonde durate tutta la vita.
Per i tanti partecipanti i campi di St. Jacques sono stati un viatico prezioso per credere nella vita e nel futuro.
Di ritorno da St Jacques i giovani e le famiglie continuavano ad incontrarsi ponendo le basi per nuovi gruppi e dialoghi aperti.
All’occhio attento di don Valentino non poteva sfuggire che alcuni giovani meno acculturati e di umili origini, rischiavano l’emarginazione.
Perché “nessuno rimanesse indietro” si impegnò a rendere operativo in diocesi un gruppo GiOC (Gioventù Operai Cattolici) con il quale partecipò al momento difficile del post ‘68.
Apre il “Ritrovo” nei locali dell’oratorio dove, con l’assistenza anche di anziani, molti giovani trovano spazio per riflettere e divertirsi.
Nel 1978 inizia l’esperienza della comunità “Il Campo” dove, grazie all’impegno iniziale di una coppia e di un gruppo di giovani, la casa canonica si apre alla vita comunitaria.
La comunità il Campo é stata molto di più che una casa di accoglienza, é stata il luogo dove le regole erano l’amicizia fraterna, la condivisione, la casa aperta agli amici, agli ospiti, a giovani in difficoltà.
Nel 1979, alla morte di don Mignone, il Vescovo conferma don Valentino in Cattedrale con il Parroco don Robaldo.
Nel 1983, venuto a mancare don Robaldo, don Valentino è nominato Parroco.
In contatto con le personalità più eminenti del cattolicesimo conciliare, organizza incontri, convegni e dibattiti in parrocchia ed in città.
Sollecitato da molte persone emarginate e in difficoltà si occupa dei problemi legati alla tossicodipendenza, diventando presto un punto di riferimento per iniziative volte ad arginare questa piaga sociale.
Nel 1990 avvia con la cooperativa “Il Ginepro” l’attività della cascina Vernazza per il ricupero dalle dipendenze.
Su mandato del Vescovo si occupa anche della casa di riposo “La Pineta” di Cerretto Langhe e ricopre l’incarico di Vicario Economico diocesano.
Da vita a molteplici iniziative assumendosi grandi rischi con tormentata fiducia, non si ritrae di fronte alle immancabili difficoltà. Forte della sua fede, si dà disponibile in prima persona.
Nel 1994, quando Alba è travolta dall’alluvione, don Valentino si attiva, sia nelle prime fasi critiche dell’emergenza che nella successiva ricostruzione. In corso Michele Coppino apre una casa di accoglienza in locali ricevuti in eredità per ospitare mamme sole con bambini.
Nel 1996 su invito del Vescovo Sebastiano Dho si trasferisce nella parrocchia di Cristo Re. Qui prosegue l’esperienza della comunità “Il Campo” di cui diventa parte anche l’anziano Parroco don Stella Angelo.
Nella nuova parrocchia si impegna nell’ammodernamento della struttura immobiliare, risanando l’interrato sotto la scalinata della chiesa e trasformandolo in un luogo d’incontro per i giovani (sala Underking), ristrutturando il campo da calcio con gli spogliatoi, la “Sala Ordet” e ricavando negli spazi liberi piccoli alloggi per l’accoglienza di coloro che hanno difficoltà economiche, sociali e culturali.
Nei locali di via S. Barbara, sempre ricevuti in eredità, apre una casa gestita da volontari per mamme sole e persone in temporanea difficoltà, con la finalità di offrire la possibilità di ricominciare una nuova vita.
Dal 1990 fino alla fine dei suoi giorni, conduce su Gazzetta d’Alba la rubrica “Riflessioni al vento”, commentando gli avvenimenti locali, nazionali, mondiali e trasmettendo messaggi di impegno, pace e fratellanza.
La sua vita di prete è connotata da grande coraggio e generosità.
Muore il 27 agosto 2012 ad Alba nella sua parrocchia avendo ancora nel cuore il sogno di aprire una grande casa per vivere con gli amici ed accogliere “fino allo stremo” chi fa più fatica.














