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Cronaca | 10 febbraio 2012, 09:50

Giovane geologa di Fossano scampata ad un attentato in Etiopia

Fortunatamente la Dottoressa Jessica Chicco non era tra coloro che pernottavano sul vulcano Erta Ale quella sera

Giovane geologa di Fossano scampata ad un attentato in Etiopia

Mentre si stava col fiato sospeso per la terribile vicenda della nave Concordia, un altro dramma umano si consumava in Dancalia, regione settentrionale dell’Etiopia al confine con l’Eritrea. Nella notte tra il 17 ed il 18 gennaio alcuni turisti sarebbero stati sorpresi da un gruppo armato mentre pernottavano in una zona frequentata dagli appassionati di vulcanologia situata nei pressi del vulcano Erta Ale. Due turisti sono stati uccisi immediatamente (pare un tedesco e un austriaco), mentre altri tre sarebbero stati rapiti e uccisi in seguito. Solo per un improvviso e fortunato cambio di programma una giovane geologa di Fossano esperta in vulcanologia, la Dottoressa Jessica Chicco, non era tra coloro che pernottavano sul vulcano quella sera. Jessica Chicco faceva parte della spedizione geologica “Dancalia 2012” partita dall’Italia il 13 gennaio, di cui facevano parte 21 persone, con l’obiettivo scientifico di effettuare campionamenti geochimici delle particolari acque delle innumerevoli sorgenti calde di Dallol, nonché le acque del Lago Giallo e del Lago Nero rispettivamente a Sud Est e a Sud Ovest di Dallol.

La Dottoressa Chicco, al suo ritorno in Italia sana e salva, spiega: “La spedizione, dopo il villaggio di Ahmed Ela, discendendo lungo la Piana del Sale avrebbe dovuto raggiungere nel tardo pomeriggio del 16 gennaio il piccolo villaggio e campo base di Kosrwad, da cui partire poi a piedi con l’ausilio di dromedari alla volta del famoso vulcano etiope Erta Ale, dove avremmo pernottato le notti del 17 e del 18 gennaio. Grazie però ad un cambio di programma improvviso deciso dalla nostra guida Luca Lupi per motivi organizzativi, il pernottamento sul vulcano veniva posticipato di un giorno e le nostre vite si sono salvate. In prossimità del villaggio/campo base di Koswrad, nel mezzo del deserto, una pattuglia armata ha fermato le nostre 6 Jeep: subito le nostre scorte armate sono scese dalle auto, seguite dal capo spedizione Lupi e dalla  guida Tessema. In quei momenti ammetto che la tensione stava salendo, in quanto anche se non sentivo quello che dicevano, capivo dai volti che non era una bella situazione. La truppa armata ci scortò in una struttura militare in cui ci fermammo per qualche ora e dove fummo informati di quanto accaduto sulla vetta del vulcano la notte. Un terribile agguato mortale aveva causato la morte, il ferimento ed anche il sequestro di turisti europei. Noi quella notte, secondo i programmi iniziali, dovevamo essere lì, insieme a quei turisti.“

Il gruppo di Italiani si è diretto allora verso il Sud dell’Etiopia, in corrispondenza del Lago Afrera, lontano dai conflitti e in una zona più sicura. La Dottoressa Chicco spiega ancora, a proposito del suo interesse per la Dancalia: “La catena vulcanica dove eravamo diretti, posta all’interno della porzione settentrionale della grande Rift Valley africana, è di rilevante interesse scientifico per la sua continua evoluzione e soprattutto per la sua costante attività eruttiva. Ulteriori meraviglie di quella terra così incantevole e selvaggia sono la “Piana del Sale”, nella parte centrale della depressione dell’Afar, circa 120 m al di sotto del livello del mare e costituita da una distesa immensa di rocce evaporitiche ed il “Dallol”: rilievo collocato nella parte settentrionale della piana del Sale, luogo unico al Mondo per i suoi notevoli colori luminosi, risultanti dall’interazione tra gas vulcanici in risalita dalla profondità e il sale posto in superficie che si manifesta sottoforma di fumarole, sorgenti calde, concrezioni e formazioni cristalline uniche al Mondo. È vero – aggiunge - l’Erta Ale rimane per ora un sogno che non si è realizzato e in futuro sicuramente se si ripresenterà l’occasione ci ritornerò. La sua ascensione avrebbe completato quello che si può senz’altro definire un’esperienza di vita, un’avventura che non tutti hanno l’opportunità di realizzare e che sicuramente rimarrà per sempre scolpita nella mia memoria”.                                                                                                                      

Silvia Cina

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