A proposito dell'allarme Cesio 137 in 27 capi di cinghiali valsesiani cacciati tra il 2011 e il 2012, dopo la messa in moto della macchina ministeriale e regionale per affrontare l'emergenza nel concitato fine settimana, la Giunta Regionale ha oggi inteso rispondere alla mia interrogazione urgente, trasmettendo una nota tecnica che l'Assessore Monferino ha fatto produrre dagli uffici regionali. La Regione intende innanzitutto sottolineare, a mò di escusatio non petita, come la gran parte delle analisi effettuate nella nostra Regione, in special modo su latte bovino e ovi-caprino, hanno dato risultati ampiamente al di sotto della soglia d'allarme.
Le ipotesi sulle cause vengono temporaneamente confermate: verosimilmente il deposito di grandi quantità di Cesio, a causa delle nubi radioattive diffusesi nel centro europa subito dopo l'incidente nucleare di Chernobyl del 1986, ha impregnato gli stati superficiali del terreno, che fungono da letto primario di crescita per talune qualità di funghi e di frutti - come i mirtilli - di cui si nutrono i cinghiali.
Detto questo, sono soddisfatto delle azioni di approfondimento annunciate dalla Regione, che impegna l'Istituto Zooprofilattico a procedere con gli esami su altri duecento campioni disponibili ma non ancora analizzati, nonchè su campioni di cinghiali provenienti da altre aree regionali (ad esempio del parco regionale La Mandria) e le seguirò attentamente; ritengo necessario concretizzare l'idea di offrire ai Comprensori Alpini di caccia servizi di campionamento e di controllo sanitario delle carni di ungulati selvatici nella prossima stagione venatoria, qualora questa dovesse partire, anche se c'è la possibilità che la commissione regionale attui le richieste referendarie e dunque il controllo si concentrerebbe esclusivamente sui cinghiali. In ogni caso potrebbe essere auspicabile l'introduzione di restrizioni nell'attività venatoria, soprattutto a tutela della popolazione che di cacciagione ancora si nutre.
Rilevante poi il fatto che la Procura della Repubblica di Vercelli abbia aperto un fascicolo di inchiesta contro ignoti per la violazione dell'articolo 439 del Codice Penale "Avvelenamento di sostanze alimentari".
Ritengo infine necessarie due considerazioni di merito che credo possano far riflettere: l'ipotesi di una importazione recente di capi di ungulati dai territori vicini a Chernobyl non si può escludere a priori. E inoltre, se l'alta presenza di Cesio 137 sarà certificato, come mi auguro, come circoscritto e si rivelerà sporadico, non può che rappresentare una nuova, ulteriore ragione per cancellare una volta per tutte le attività che comprendono l'utilizzo di materia radioattiva, ad esclusione dell'uso strettamente sanitario! Ancora una volta i riscontri in natura ci suggeriscono l'impraticabilità della via nucleare, mai più a questi costi umani, ambientali e sanitari!
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