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Scuole e corsi | 20 settembre 2017, 18:44

Da Alba a Boston: gli allievi del "Govone" descrivono la propria esperienza Erasmus

Matteo Girello (uno dei ragazzi coinvolti): "Mi ha affascinato poter osservare da vicino e vivere in prima persona diversi aspetti del campus universitario di Harvard"

Da Alba a Boston: gli allievi del "Govone" descrivono la propria esperienza Erasmus

Lo scorso mese di luglio, un gruppo di studenti albesi del Liceo Classico “Govone”, accompagnato dalla prof.ssa Lucia Toppino, si è recato nella capitale del Massachussetts per vivere un’esperienza di studio e conoscere la cultura americana attraverso il mondo universitario.

Per due settimane, dall'8 al 22 luglio, i ragazzi sono stati ospitati in famiglie e hanno frequentato corsi specificamente organizzati dall’Academy at Harvard Square in collaborazione con i centri universitari di Harvard e della University of Massachussetts di Boston sulle seguenti tematiche: Global Citizenship and Human Development (Cittadinanza Globale e Sviluppo Umano) e US History (Storia Americana) presso l’università di Harvard; American Higher Education System (Sistema universitario americano), American Culture and Society (Cultura e Società americana) e Build your dream team (sviluppo delle abilità di collaborazione e lavoro di gruppo) presso UMass Boston.

Il programma è stato vario e intenso e ha incluso anche attività e uscite, tra cui la visita al Consolato Generale d’Italia a Boston, l’accoglienza presso la sede di Eataly, la visita alla JFK Library e lo spettacolo “Romeo and Juliet” all’aperto nel grande prato del Boston Common.

Ecco le impressioni di alcuni dei partecipanti.

Bianca Quassolo: “A stupirmi ancor più dei mille grattacieli, della vastità di strade e parchi, delle immense università e dei maxi cheeseburger, è stata la facilità con la quale ho avuto occasione di creare legami e relazionarmi con la gente. Camminando per la strada, in metro o alla fermata del bus era infatti la prassi scambiare due parole col vicino, chiacchierare con l'autista, o sentirsi rivolgere frasi come "your pants are so nice!" da perfetti sconosciuti. La vivacità e la sincera curiosità che accomunavano insegnanti, guide, commessi, camerieri e passanti mi hanno aiutato molto a entrare nell'ambiente in cui mi trovavo, di cui piano piano ho iniziato a comprendere qualche meccanismo. Immergersi in una realtà differente è sempre un'esperienza interessante, ma farlo a contatto con persone disponibili, aperte e comprensive, disposte ad ascoltare e condividere, credo che ci abbia arricchito a livello culturale e umano.”

Vittoria Favaro: “Le due settimane a Boston sono state ricche di una nuova cultura, di luoghi, persone, cibi e di un ambiente molto diverso rispetto a quello a cui siamo abituati e che ha stimolato in noi una capacità di adattamento che spesso si dimentica di avere. Il pomeriggio,dopo le lezioni, visitavamo parti diverse della città insieme a guide del posto che ci svelavano i segreti più nascosti e la sera tornavamo a casa dalla famiglia che ci ospitava a cui ci siamo affezionati molto in pochissimo tempo! Abbiamo inoltre avuto l’occasione di essere accolti per un’intera giornata da Eataly - Boston e ciò ci ha resi ulteriormente orgogliosi del nostro paese di provenienza. È stato un viaggio che rifarei sicuramente!

Matteo Girello: “Mi ha affascinato poter osservare da vicino e vivere in prima persona diversi aspetti del campus universitario di Harvard ed essere riuscito, attraverso il confronto con alcuni studenti del posto, a comprendere l’ambiente che si respira in quel luogo: gli studi, le tradizioni studentesche e le varie opportunità offerte dal campus.

c.s.

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