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Cronaca | mercoledì 02 maggio 2018, 15:44

Scoperta una nuova grotta: sensazionale ritrovamento in val Corsaglia (FOTO e VIDEO)

Il merito del rinvenimento di quella che potrebbe essere la gemella del complesso carsico di Bossea va attribuito allo speleologo Paolo Lombardi, che, dopo un'intuizione avuta anni fa, ha individuato un'apertura nel terreno che ha spalancato a lui e ai colleghi che l'hanno supportato in quest'avventura le porte di un mondo inesplorato e meraviglioso

Scoperta una nuova grotta: sensazionale ritrovamento in val Corsaglia (FOTO e VIDEO)

Martedì 1° maggio 2018 è destinata a divenire una data di enorme importanza per la storia della speleologia piemontese, fors'anche nazionale: merito di Paolo Lombardi, che, partendo da un'intuizione avuta anni fa, è riuscito a individuare un'apertura nel terreno che altro non era che l'ingresso di una grotta finora mai scoperta da nessuno e a mettere piede al suo interno insieme a un gruppo di colleghi che l'ha supportato in quest'avventura.

La cavità si trova in località Costacalda, nel Comune di Roburent, in val Corsaglia, esattamente di fronte alla celeberrima Grotta di Bossea, tanto che si pensa che potrebbe addirittura esserne la gemella.

LA STORIA - Paolo Lombardi è un 42enne originario di Mondovì innamorato follemente della speleologia. I suoi esordi in quest'ambito risalgono al 1997, quando decise di iscriversi ad un corso tenuto dal GSAM di Cuneo, durante il quale scoprì fin dalle prime lezioni di essere travolto emotivamente dalla bellezza del mondo ipogeo. Pertanto, a partire dall'anno successivo iniziò ad intraprendere le sue prime ricerche di nuove cavità; fu così che un giorno, uscendo dalla Grotta di Bossea in val Corsaglia, Michelangelo Chesta e Marco Spissu del GSAM gli parlarono dell'area carsica ubicata di fronte, sul versante destro orografico, un'area del tutto inesplorata. "Essendo di origini monregalesi - racconta Lombardi - mi offrii volontario nella ricerca in superficie di possibili ingressi e, a partire dal 1998, giunsero i primi risultati, con il rinvenimento di pozzi e salette sparpagliati lungo il fianco sud del vallone di Rio Mondini".

IL MOMENTANEO ABBANDONO - C'è stato un momento, tuttavia, in cui Lombardi pensò di abbandonare la speleologia. E lo fece per davvero: "Nel 2003 - afferma - trovammo una possibile via d'accesso a quello che poteva essere un immenso mondo sotterraneo. A dirlo era la potente circolazione d'aria, che, di fatto, ne garantiva l'esistenza. Creammo dunque la prima squadra d'esplorazione, composta dal sottoscritto, dai fratelli Mirko e Ilario Giangualano, i fratelli Gabriele (Cawa) e Alberto Cavallo, che non smetterò mai di ringraziare. Tuttavia, il passaggio, situato lungo un pozzo verticale, era assai stretto e non accessibile con le nostre risorse esigue e gli scarsi materiali a disposizione. Per questa ragione, a partire dal 2005 abbandonai poco alla volta il mondo speleologico, che rimase comunque nel mio cuore".

IL REGALO DI COMPLEANNO- Fu la casualità a rinvigorire, dodici anni più tardi, la fiamma della passione per il sottosuolo nell'animo di Lombardi: "Nel giugno 2017 - precisa - trovai per caso una foto su Facebook scattata da Enrico Lana, noto speleologo piemontese del Laboratorio Carsologico di Bossea, in cui ritraeva una squadra di speleologi del Gruppo SCT e GSP in fase esplorativa superficiale nella medesima area carsica di cui mi ero occupato io. Così è rinato in me il desiderio di riprovarci, dal momento che conosco molto bene la zona in questione". Un ritorno in cui Lombardi non ha voluto lasciare nulla di intentato: "Con l'arrivo della primavera - continua - ho poi pianificato una minuta e attenta 'battuta superficiale' dell'area di Costacalda, percorrendo ben 20 chilometri lungo una zona carsica larga circa 200 metri e lunga circa 600 metri. Ho scrutato metro quadrato per metro quadrato, trovando all'improvviso quello che si è poi rivelato essere un orifizio largo quanto un pugno, ma dal quale fuoriusciva una potente corrente d'aria: segno evidente che qualche ambiente ipogeo enorme si nascondeva lì sotto, celato agli occhi di tutti, almeno sino al 21 aprile scorso, quando l'ho individuato io. Lo reputo un regalo di compleanno, visto che ho festeggiato le 42 primavere due giorni prima". Da quel momento, sono partite ufficialmente le esplorazioni, che in un totale di 4 giorni hanno permesso di raggiungere quel favoloso mondo ipogeo inseguito da ben 20 anni. Come nel più romantico degli happy endings.

CARATTERISTICHE DELLA GROTTA - Attualmente, non si sa quasi nulla sulla nuova grotta. "Non abbiamo avuto tempo di vedere molto, a parte qualche sala e gallerie con tantissime concrezioni - ha chiosato Lombardi -. Non conosciamo ancora le misure, né sappiamo se sale o scende all'interno del monte. Abbiamo aperto definitivamente il passaggio soltanto ieri: prima c'erano 3 ambienti separati da tappi di fango e pietre, che abbiamo rimosso in 4 giornate. Adesso non ci rimane altro da fare che percorrere le vie dell'ignoto scavate dalle acque sotterranee".

RINGRAZIAMENTI - Come anticipato in premessa, Paolo Lombardi non era solo in quest'iniziativa. "Desidero ringraziare in particolar modo il professor  Bartolomeo Vigna del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino, che ho conosciuto nel 2017 proprio dopo essermi riavvicinato al mondo speleologico e grazie al quale ho acquisito importanti nozioni. Egli mi ha supportato tantissimo in questa fase esplorativa". Ulteriori ringraziamenti, poi, vanno "a tutti coloro che hanno partecipato e creduto in questa 'missione speleologica'" e Lombardi vuole menzionarli uno per uno: "Grazie a Michelangelo Chesta, Marco Spissu ed Enrico Lana del Gruppo Speleologico Alpi Marittime, a Franco Vivalda, Davide Barberis, Fulvio Chionetti, Marco e Pier Franco Michelis, Chiara Odasso, Mattia Michelis, Sara Longo e Gianluca Loiodice del Gruppo Speleo Club Tanaro, a Giorgio Graglia, che con grande capacità ha saputo costituire una squadra esplorativa in sole 24 ore, ed Elisa Godino del Gruppo Speleologico Saluzzese 'F. Costa', a Mario Totaro del Gruppo Speleologico Le Talpe, a Leonardo del Gruppo Speleologico Piemontese e, infine, a Cristiano Marsero, Danilo Marolo e Corrado Massa del Gruppo Speleo-Alpino Sensation Seeker". L'attività esplorativa proseguirà in queste settimane e potrebbe portare alla luce nuove, fondamentali scoperte. 

Alessandro Nidi

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