/ Attualità

Attualità | 22 gennaio 2019, 13:26

112 esuberi alla Abet: "Riorganizzazione necessaria per far fronte a chi produce in paesi a basso costo"

Parla a Targatocn.it e La Voce di Alba l'A.D. Ettore Bandieri: "Non solo tagli, ma il più grande piano di investimenti che Abet abbia affrontato nella sua sessantennale storia". Domani incontro tra dirigenza e sindaco di Bra

immagine di repertorio

immagine di repertorio

Si profila più chiaramente la posizione della Abet Laminati - azienda produttrice di laminato plastico - a proposito degli esuberi di cui abbiamo dato notizia nella serata di ieri, lunedì 21 gennaio. Sono 112 i dipendenti su cui pende il piano di diminuzione del personale.

Di questi, circa la metà (tra i 50 e i 60 dipendenti), sono legati alla logistica su cui è in corso da parte di Abet una trattativa di terziarizzazione che prevederebbe l'intero passaggio dei dipendenti alla nuova società.

"Sugli altri siamo sicuri che trattando con le parti sindacali si può arrivare a una soluzione" - spiega a Targatocn.it l'A.D. e D.G. Abet Ettore Bandieri - "Non vogliamo minimizzare l'impatto sociale di questa scelta e restiamo disponibili ad attivare tutti gli strumenti necessari per limitare gli effetti della riorganizzazione, riducendone i disagi conseguenti."

"Abet Laminati non è un'azienda che versa in uno stato di crisi." - continua Bandieri - "Abbiamo dovuto affrontare preventivamente degli investimenti per continuare ad essere concorrenziali nel mercato mondiale, dove negli ultimi otto anni sono nate molte aziende che producono in paesi a basso costo (Turchia, Cina e India). Il prodotto è apprezzato per il suo design e per la qualità: abbiamo 13 filiali consociate estere, 6 aree commerciali in Italia, 1.000 dipendenti (650 solo a Bra ndr), produciamo 21 milioni di metri quadrati all'anno di laminato per un fatturato di 190 milioni di euro."

"Una riorganizzazione e una riduzione dei costi aziendali si è resa necessaria per affrontare l'accresciuta competitività internazionale" - prosegue il numero uno Abet - "Questo intervento si accompagna, però, a un piano di investimenti tutt'ora in corso per garantire una continua crescita. Non solo tagli, ma il più grande piano di investimenti che Abet abbia affrontato nella sua sessantennale storia."

Sono 30 i milioni investiti nella costruzione di un nuovo capannone industriale a Bra che ospiterà una nuova linea di produzione (pressa ed impregnatrice fenolica), nella creazione di un nuovo reparto per la stampa digitale e nel rafforzamento di alcune consociate estere (soprattutto in USA, Germania e Cina).

"Con questo intervento noi avremmo bisogno in futuro di occupare maggiormente i dipendenti diretti." - spiega Bandieri - "Oltre alla terziarizzazione del polo logistico i restanti esuberi, che corrispondono al 10% del totale del personale braidese, verranno individuati in poche unità per ogni funzione aziendale."

Bandieri ha inoltre spiegato la modalità di comunicazione degli esuberi, contestato ieri dalle segreterie: "Abbiamo convocato le rappresentanze sindacali di stabilimento e simultaneamente inviato la comunicazione alle segreterie. Abbiamo rispettato la procedura."

Domani l'A.D. del gruppo Abet è stato convocato dal primo cittadino di Bra Bruna Sibille per domani, mercoledì 23 gennaio. L'incontro tra le parti sindacali e l'azienda dovrebbe avvenire entro la fine di questa settimana.

Daniele Caponnetto

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium