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Politica | 28 giugno 2019, 14:28

Per risolvere la questione degli stagionali di Saluzzo “venga chiuso il Pas e si applichino i poteri previsti dal decreto sicurezza”

È la linea della Lega, che stamane è tornata a riunire nell’ex capitale del Marchesato tutto il suo vertice maggiore. Nella sede del Carroccio di corso Ancina, il gotha del partito ha ribadito la sua posizione

La conferenza stampa Lega di stamane a Saluzzo

La conferenza stampa Lega di stamane a Saluzzo

Chiusura del PAS, il dormitorio temporaneo che il Comune di Saluzzo (di concerto con Enti e Istituzioni) ha realizzato al Foro Boario e applicazione del “decreto sicurezza” per impedire ogni situazione di abusivismo, sia su proprietà privata che lungo le strade della Città.

È la linea della Lega, che stamane è tornata a riunire nell’ex capitale del Marchesato tutto il suo vertice maggiore: il senatore Giorgio Bergesio, l’onorevole Flavio Gastaldi, i consiglieri regionali Paolo Demarchi e Matteo Gagliasso e i consiglieri comunali Domenico Andreis e Paolo Scaletta.

Nella sede del Carroccio di corso Ancina, il gotha del partito ha ribadito la sua posizione. L’occasione è stata data dalle notizie pubblicate su alcuni giornali, in merito ad un documento – sempre sull’annosa questione degli stagionali – "proposto dal neopresidente del Consiglio comunale Enrico Falda", che sarebbe stato condiviso poi da tutte le forze politiche dell’assise.

La Lega non l’ha sottoscritto e non lo sottoscriverà. – è stato sottolineato stamane – La nostra linea è univoca e non ci sono linee diverse”.

Lo diciamo da anni – le parole di Bergesio – abbiamo attivato più presidi democratici contro questo sistema di accoglienza, che non è una vera accoglienza. Siamo di fronte da un lato a lavoratori, con contratti regolari, e dall’altro ad un numero di persone che non hanno contratto, attirati dal mito dell’accoglienza, che oggi sono in difficoltà, perché non lavorano.

Ciò comporta problematiche sociali, di sicurezza e di natura sanitaria, senza contare che le aspettative che possono generare altre criticità come il caporalato ed il lavoro nero. La nostra linea è sempre uguale: siamo contrari all’apertura di questo centro accoglienza e, in futuro, a gestire lavoratori dipendenti extracomunitari in questo modo.

In Granda abbiamo 7, 8mila braccianti, ma non mi risulta che ci sia un altro dormitorio come a Saluzzo: o il datore si impegna per fornire vitto e alloggio, o il lavoratore affitta, come succede con tutti gli italiani”.

L’ultima riunione dei capigruppo – ha detto Andreis – era volta a trovare una soluzione tecnica, e non umanitaria, per il territorio. In passato abbiamo sempre caldeggiato per trasferire gran parte dei lavoratori al Pas nei comuni limitrofi dove si trovano le aziende.

Personalmente ho preso l’impegno di sentire sindaci e imprese. Ne è venuto fuori che, proprio dall’esperienza del Pas di Saluzzo, i sindaci sono timorosi dell’escalation saluzzese, e si sono resi conto che con questa azione il rischio è passare da 10 a 100 persone. Le comunità più piccole non se lo possono permettere.

Diciamo da anni che per fermare questo trend la soluzione necessaria è la più drastica: serve concretezza per gestire il problema e coraggio nel chiudere il Pas. Ci battiamo su una parte di migranti che sono qui e non lavorano, persone che vanno in giro per Saluzzo e secondo me non vanno in ricerca di lavoro. Solo una piccola parte va a lavorare.

Al Pas, inoltre, si è creata una comunità, com’è giusto che sia, e quindi gli stagionali non vogliono dormire in azienda. Questa situazione non deve gravare su Saluzzo

Il consigliere regionale Demarchi: “Da 10 anni assistiamo ad un’invasione di migranti africani, che si accampavano sempre lungo il solito viale, con problemi per i residenti e per tutta la Citta e il territorio saluzzese.

Da sempre siamo contrari all’apertura del Pas: genera aspettative e Saluzzo viene letteralmente invasa da migranti africani, che sostano per 4, 5 o 6 mesi, bighellonano, girano per la città e in qualche modo devono pur vivere.

Siamo di fronte a episodi di mala gestione: dallo spaccio alla microcriminalità, che il territorio non vuole e non sopporta più. Plaudiamo all’ottima azione delle Forze dell’ordine, con il controllo dei migranti: hanno i documenti in regola, ma non lavorano.

La Regione, in accordo con il presidente Alberto Cirio, non si sottrae ai doveri istituzionali: interverremo in caso di emergenza, ma abbiamo una diversa visione della questione, e non siamo d’accordo ad una gestione, con denaro pubblico, di questi migranti lavoratori stagionali.

Il Pas ha avuto un costo di oltre 400mila euro, e finchè l’accoglienza non andrà di pari passo con il lavoro la situazione scoppierà sempre”.

Della stessa linea il collega Gagliasso: “La visione è completamente diversa, ed il problema inizia a toccare anche i paesi vicino. Chi viaggia sulle strade tocca con mano il problema di questi ragazzi in bici, a rischio incidenti, e che danneggiano la viabilità provinciale di chi deve lavorare.

Il problema è stato creato dall’Amministrazione che ha voluto questo impatto su città e che ad oggi cerca un appiglio per dar la colpa a qualcuno. Il è comunale e tale deve rimanere”.

L’onorevole Gastaldi: “Nulla di nuovo sotto il sole, sono cambiati però i livelli governativi. Abbiamo il decreto sicurezza, e il decreto sicurezza bis che arriverà al Senato entro l’estate, che dà tutti i poteri possibili ai sindaci per intervenire su questa materia.

Non possiamo più accettare che il sindaco dica che non ha i poteri. I poteri c’è li ha, la legge è chiara.

Abbiamo anche proposto un referendum, la nostra posizione è la stessa da anni. Ma ora Regione e Governo danno più strumeti: il sindaco non si nasconda più”.

È innegabile che questa manodopera serva. – ha aggiunto Demarchi – Ed è difficile reperirne di italiana: critichiamo la gestione pubblica dell’accoglienza e di questa invasione”.

Con il Pas chiuso, e con l’applicazione del decreto sicurezza, secondo Andreis, a Saluzzo verrà meno “l’attrazione fatale del Pas”, facendo quindi i flussi in arrivo in città. “Servono accordi ra Comune e sindacati con le aziende agricole, incentivando l’alloggiamento in azienda”.

Secondo la Lega, il dormitorio, definito “centro di accoglienza anomalo”, viene “pubblicizzato in rete, dicendo che a Saluzzo si trova lavoro e c’è un posto dove dormire e dove danno da mangiare”.

L’impegno della Regione – ha concluso Demarchi – è quello di aiutare le imprese per l’alloggiamento, senza per forza ristrutturare. Pensiamo al noleggio di moduli abitativi di facile gestione, e dal costo contenuto, che possono essere usati solo per la stagionalità.

Questo è un problema sociale, che si cerca di riversare sull’agricoltura. La legge Allemano è stata mala gestita, dato che per oltre l’80% è stata usufruita da aziende che avevano nulla a che vedere con l’agricoltura, ma appartenenti al settore ricettivo”.

Nicolò Bertola

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