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Attualità | 19 novembre 2019, 08:45

Rimborsopoli Piemonte, assolto Molinari: pioggia di appelli "bis" per rideterminare le pene dei condannati

Sono 21 gli imputati per cui la trafila giudiziaria si prospetta ancora non terminata; tra questi anche Federico Gregorio

Foto generica

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Il capogruppo della Lega alla Camera, il piemontese Riccardo Molinari, è stato assolto in Cassazione al processo "Rimborsopoli" sui fondi della Regione Piemonte. In appello Molinari era stato condannato a 11 mesi.

Ci sarà invece un appello bis per l'ex governatore leghista del Piemonte Roberto Cota, la prima volta condannato a un anno e sette mesi, e per i parlamentari Paolo Tiramani della Lega (un anno e cinque mesi) e Augusta Montaruli di FdI (un anno e sette mesi). Per gli altri 21 imputati ci sarà un appello bis per prescrizioni e rideterminazione delle pene inflitte dalla Corte di Torino il 24 luglio 2018: tra questi anche il cuneese Federico Gregorio, sindaco di Narzole.

"La giornata di ieri non è di certo stata tra le migliori della mia vita politica - ha commentato Gregorio attraverso la sua pagina Facebook - . Una sentenza, arrivata in tarda serata, ancora tutta da interpretare (gli avvocati sono al lavoro per capire l'appello a cui ho diritto). Ogni commento o parola mi paiono inutili e, soprattutto, prematuri. Nel contempo gli affetti della mia famiglia, le telefonate sincere dei miei amici, dei tanti concittadini, delle persone che sanno e mi conoscono mi hanno già convinto a non mollare l'impegno politico e sociale".

"#maimulè lo dico spesso, questa volta è un invito che rivolgo a me stesso, pensando a chi mi ha sempre dato la fiducia con il voto e con le strette di mano. Sono uomo, padre di famiglia e politico. Prendo atto dei giudizi, resto al mio posto, quello al servizio della gente. È lì che mi sento di rimanere. Sempre".

I supremi giudici della V sezione penale avrebbero confermato l'impianto accusatorio dell'appello, che aveva portato a da 15 a 25 le condanne rispetto al primo grado. Tanto che è stata confermata la condanna più alta a 4 anni e sei mesi inflitta a Michele Giovine per il quale l'appello bis dovrà solo rideterminare la condanna accessoria pari a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, e questo avverrà anche per altri imputati. Le accuse erano varie e vanno dal peculato all'illecito finanziamento ai partiti.

La posizione di Molinari era la più "leggera": gli era stato contestato un peculato di nemmeno 1.200 euro. La stessa pg Pina Casella aveva chiesto la sua condanna solo per 600 euro che gli erano serviti per pagarsi sei notti d'albergo a Torino quando si erano protratti i lavori del Consiglio regionale.

redazione

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