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Ambiente e Natura | 14 settembre 2010, 08:00

Nuovo percorso dalla riserva dei Ciciu del Villar al Santuario di San Costanzo al monte

Nuovo percorso dalla riserva dei Ciciu del Villar al Santuario di San Costanzo al monte

La Riserva Naturale dei Ciciu di Villar San Costanzo, nota per le sue originali colonne di erosione simili a “funghi di pietra”, è stata arricchita di un nuovo percorso che, dall’ingresso dell’area protetta, raggiunge il Santuario di San Costanzo al Monte. Il percorso, segnalato con numerosi cartelli di colore bianco e rosso,  si sviluppa per circa 4 chilometri e mezzo raggiungendo dapprima l’abitato di Villar San Costanzo per poi risalire, fra boschi di castagno, sino alla suggestiva chiesa di epoca romanica. dove la tradizione vuole che sia stato martirizzato San Costanzo. In questo luogo, estremamente isolato ed ora ricoperto da una fitta vegetazione, esisteva una primitiva chiesa risalente al VIII secolo che, dopo le distruzioni saracene, venne restaurata nel 1091 per ordine della contessa Adelaide di Torino. Una cinquantina di anni dopo l’Abbazia di San Costanzo al monte venne ampliata dal Marchese Manfredo I, fondatore dell’abbazia di Staffarla. Nel XIII secolo la costruzione, forse cadente, venne sostituita da una nuova chiesa, strutturata insolitamente su due livelli. La cripta è costituita da tre navate, sorrette  da quattro pilastri bassi e massicci ed un tempo era pavimentata con lastroni in pietra e lapidi per le sepolture. L’articolazione spaziale e funzionale la costituisce come vera e propria chiesa inferiore concepita forse in funzione dei fedeli in pellegrinaggio sul luogo del martirio di San Costanzo. La chiesa superiore è composta anch’essa da tre navate, tutte voltate a crociera, con pilastri in pietra ornati da 26 capitelli diversamente scolpiti. All’esterno è presente forse l’elemento di maggiore pregio artistico; le tre absidi hanno le pareti cilindriche divide in tre parti da due lesene che dalla base si elevano fino alle bellissime ed eleganti gallerie non praticabili contraddistinte da colonnine con capitelli dalle forme più svariate. Nel cortile interno è inoltre presente un forno dall’insolita forma neoclassica. A sud la chiesa è affiancata da alcuni edifici che un tempo ospitavano i monaci ed il personale di servizio.

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