Il GAL, Gruppo di Azione Locale (34 soci pubblici e privati impregnati in concreti interventi economici per lo sviluppo del territorio con un bacino di azione esteso ai 68 Comuni di Langhe e Roero che hanno aderito al progetto Leader), Langhe Roero Leader è fra i 13 GAL piemontesi selezionati dalla Regione Piemonte con Bando Pubblico per la realizzazione di macro-progetti chiamati PSL (Piani di Sviluppo Locale) che spaziano in molteplici settori dell’economia locale, dalle filiere agro-alimentari e artigianali dei prodotti tipici allo sviluppo dei servizi culturali e sociali, dalla tutela e riqualificazione del patrimonio rurale al turismo, passando per il sostegno economico alla creazione e allo sviluppo delle microimprese; per il territorio di Langhe e Roero il progetto del GAL prevede nel periodo 2009-2015, l'attivazione di investimenti per oltre 7.600.000 euro finanziati da un contributo pubblico di poco meno di 4.300.000 euro (per una percentuale media di circa il 56%).
Ma quali sono le azioni concrete del GAL? L'attività del GAL si espleta essenzialmente attraverso la realizzazione di Bandi di finanziamento cui possono partecipare, in un quadro di precise regole dettate dal PSR, i soggetti residenti sul territorio del GAL stesso (imprese, enti pubblici, ecc...). Attraverso l’asse 4 LEADER del PSR 2007-2013 della Regione Piemonte, grazie al Bando Pubblico “costruzione o completamento di filiere produttive locali” il GAL Langhe Roero Leader ha finanziato 48 imprese (agricole e artigiane) che hanno realizzato 16 progetti di filiera sui prodotti tipici; a meno di poche aziende che hanno richiesto una proroga, sono infatti in fase di liquidazione contributi per circa 900 mila euro su investimenti complessivi per oltre 2 milioni di euro - erogazione che materialmente sarà effettuata dall’ARPEA (Agenzia Regionale Piemontese per le Erogazioni in Agricoltura) - che hanno consentito sia il miglioramento nelle singole aziende (in termini di efficienza dei processi produttivi, qualità dei prodotti, produttività, tempi e modalità di lavorazione), sia lo sviluppo di interazioni positive tra le stesse aziende che grazie alla filiera potranno “fare sistema” per approcciarsi su nuovi mercati e/o nuovi target di consumatori in maniera più competitiva e remunerativa, mantenendo comunque una forte identità territoriale seppur in un mercato sempre più globale.
La parte del leone è stata fatta dalla Nocciola Piemonte IGP, sulla quale sono state finanziate 14 aziende suddivise tra 5 progetti di filiera, per un importo complessivo di contributo ammontante a poco meno di 260.000 euro. Subito a seguire ci sono 2 progetti di filiera sulla carne bovina piemontese cui hanno partecipato complessivamente 10 aziende per circa 140.000 euro di contributo, 3 progetti sulla filiera vitivinicola “di nicchia” (Alta Langa, Nascetta) con 7 aziende partecipanti per circa 110.000 euro di contributo. Sono inoltre state finanziate 5 aziende aderenti a 2 progetti di filiera sul lattiero-caseario per circa 125.000 euro di contributo, 6 aziende partecipanti a 2 filiere ortofrutticole per circa 73.000 euro di contributo ed infine 6 aziende partecipanti a 2 filiere sui cereali autoctoni per circa 150.000 euro di contributo.
A livello di partecipazione del territorio, il 70% delle domande sono pervenute da aziende con sede in Alta Langa, il 25% ad imprese ubicate nella “Bassa Langa il 5% da aziende operanti nel; se invece si fa riferimento all’importo dei contributi, il 76% è stato assegnato ad aziende dell’Alta Langa, il 20% ad aziende della “Bassa Langa” e il 4% ad aziende del Roero. Le 48 domande di contributo finanziate riguardano 41 aziende agricole e 7 microimprese. Gli interventi proposti ricadono per circa il 60% nella fase di produzione della materia prima, per circa il 25% nella fase di trasformazione dei prodotti ed il restante 15% nella fase di commercializzazione al consumatore finale. Quindi concretamente per arrivare a questo risultato il GAL ha gestito tutte le fasi procedurali legate al Bando Pubblico sulle Filiere: la redazione e la pubblicazione, l’assistenza alle imprese per la costruzione delle filiere, l’istruttoria delle domande pervenute, la redazione della graduatoria e l’assegnazione del contributo, il monitoraggio dei lavori, il collaudo finale delle opere realizzate e la redazione della lista di liquidazione per ARPEA che erogherà materialmente il contributo alle imprese.
“Un’attività impegnativa” commenta il Direttore Giusi Casucci “soprattutto se si considera che il Bando Filiere ha integrato ben 4 Misure del PSR dedicate a 3 diverse tipologie di beneficiari: facendola breve equivale a gestire 4 bandi in contemporanea e coordinare strumenti che hanno regole diverse, con tutte le difficoltà che questo comporta”.
Anche il Presidente Pietro Carlo Adami sottolinea come “a differenza della Regione Piemonte, che pubblica i Bandi per singola misura in maniera autonoma, il GAL deve obbligatoriamente utilizzare un approccio integrato che spesso lo costringe in schemi rigidi non semplici da applicare e da comprendere, ma che sono l’unico modo per beneficiare di risorse riservate esclusivamente a questo territorio. E in ogni caso i dati parlano chiaro” prosegue Adami “da un lato lo staff del GAL si è prodigato nell’ottica di consentire a tutti il massimo accesso ai finanziamenti Leader; dall’altro lato le imprese hanno dimostrato una forte capacità reattiva, soprattutto in un periodo di crisi economica quale l’attuale, credendo fortemente nell’approccio integrato di filiera e investendo nell’ammodernamento dell’impresa nonostante condizioni di mercato non facili”.
PROSPETTIVE E DIFFICOLTA’
Sono ancora molte le attività in cantiere di cui avremo modo di parlare nei mesi a venire: bandi per la realizzazione di laboratori per giovani e anziani, bandi per il recupero di edifici con caratteristiche costruttive tipiche locali e il ripristino di elementi naturalistici e paesaggistici, bandi per la realizzazione di un sistema di sviluppo e commercializzazione di servizi al turista ulteriori rispetto al pernottamento e alla ristorazione, attività formative e altro ancora. Con risorse tutte dedicate al territorio. Ma la sopravvivenza e l’operatività dei GAL, che portano sui rispettivi territori risultati di questo tipo con costi di gestione assolutamente irrisori, è oggi messa in crisi a causa del riordino in corso in materia di Enti Locali. Infatti, in un quadro di grande incertezza sul futuro non solo sul piano economico e politico ma anche su quello propriamente istituzionale, assistiamo all’accavallarsi di ogni genere di proposte e soluzioni normative che non tengono sufficientemente conto della complessità dei problemi a cui si vorrebbe dare risposta.
“In particolare” commenta il Presidente Adami “le trasformazioni in corso tese alla riduzione della spesa pubblica, in prospettiva paiono condurre alla drastica riduzione - se non eliminazione - di Enti Locali, Enti pubblici ed Enti misti a partecipazione pubblico-privata. Tra questi Enti figurano anche le Comunità Montane, colonne portanti in questi anni dei GAL e soci di riferimento che ne hanno sempre sostenuto il cofinanziamento e supportato le attività. In assenza delle Comunità Montane i GAL perdono gran parte della propria capacità di cofinanziare le azioni a regia e garantire la copertura dei costi di struttura”.
“Mi auguro proprio” auspica Adami “che, in considerazione dell’importante e insostituibile apporto dato dai GAL allo sviluppo dei territori rurali più marginali, le autorità regionali e nazionali a ciò preposte prendano adeguate misure nelle sedi istituzionali competenti affinché non ne venga compromessa la futura attività; come mi auguro he gli Enti pubblici e privati coi quali il GAL ha un costante rapporto di collaborazione, continuino a sostenerlo per lo sviluppo del territorio, cogliendo appieno l’opportunità che il GAL rappresenta, soprattutto in prospettiva della futura programmazione 2014-2020 che vedrà enti misti come il GAL beneficiari di ingenti risorse pubbliche”.







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