“La Breccia di Envie” non esiste più. L’unica voce libera , indipendente e – perché no? – critica esistente in paese ha chiuso per sempre le pubblicazioni. Da circa un anno nel mirino del sindaco Roberto Mellano che – per aver espresso pareri difformi sulla (allora) costruenda centrale a biomasse e di legittimità sull’operato dello stesso primo cittadino – aveva prima “cacciato” il periodico dal sito internet del Comune e poi azzerato il contributo annuale, i suoi redattori si sono arresi. Nel cuore della notte, nei giorni scorsi, uno di essi ha subito inqualificabili minacce verbali e la redazione ha così deciso di abbassare la saracinesca sia sulle pubblicazioni che sul sito internet, divenuto – col passare del tempo – un vivace blog all’interno del quale confrontarsi e scambiarsi opinioni, magari partendo da punti di vista diametralmente opposti.
Poi, la decisione, comunicata sul web nella mattinata di mercoledì scorso.
“Decidere di creare un giornale di Envie. Entrare nella “macchina burocratica” dell’editoria. Cercare un direttore responsabile disposto a dare fiducia a giovani inesperti privi di finanziamenti. 17 anni di attività ed impegno per portare avanti un’iniziativa a favore dell’informazione e dell’apertura al dialogo. Tante sere e notti a scrivere, correggere le bozze ed etichettare le più di mille copie da distribuire. L’ansia di reperire le risorse economiche. Farsi carico delle richieste dei cittadini, documentarsi e poi scrivere o rielaborare il materiale ricevuto.
Subire lo sfratto dal sito comunale. Creare un sito con tutte le copie on-line, sin dal 1° numero, ed n blog in cui tutti avessero la possibilità di far sentire la propria voce. Vedersi negare i finanziamenti da parte di un sindaco, con delle insostenibili motivazioni che nel tempo si sono dimostrate in contraddizione con l’operato dello stesso. Andare avanti con sacrifici enormi risparmiando su tutto con la consapevolezza che mollare voleva dire privare Envie dell’unico giornale esistente. Subire la beffa di affermazioni del sindaco che difendono la cultura, mentre in realtà si sta lasciando morire un giornale. Infine sono arrivate le minacce ed allora si è trattato di decidere se continuare.
Si è deciso per il no. Non per mancanza di coraggio, chi scrive non si spaventa ma non è disposto a portare avanti una battaglia in cui si usano mezzi di questo tipo. Lasciamo il campo libero: la Breccia ed il relativo blog chiudono. Noi non la reputiamo una sconfitta nostra, ma dell’intero paese” Firmato: Alessandra, Carlo e Paola.
Sulla vicenda ha preso posizione – non unico - anche l’ex sindaco Andrea Ribotta: “Il sito del Comune di Envie è nato sotto la mia amministrazione, ben prima che tale possibilità diventasse obbligo di legge, proprio per dare la massima trasparenza all’attività amministrativa e alle varie informazioni e da subito la Breccia ha avuto un doveroso spazio per la pubblicazione dei vari numeri che si sono succeduti nel tempo, spazio di cui hanno goduto tutte le varie associazioni presenti nel comune e non. Con i redattori c’è sempre la massima collaborazione nel rispetto dei ruoli, senza mai cercare di influenzare quanto pubblicato, senza forzature o minacce, senza nascondere nulla, fornendo le varie informazioni richieste nei tempi e nei modi dovuti. Durante tutto il periodo della mia amministrazione il contributo economico al giornale non è mai venuto a mancare, proprio perché credo che sia importante ogni voce favorevole o contraria che sia, anche tenendo presente che la Breccia era ed è l’unico mezzo di informazione presente sul territorio Enviese, anche dell’attività amministrativa, a costo zero per i cittadini. Contributo che ritengo importante se non vitale per permettere ai redattori di continuare a svolgere il loro lavoro e permettergli di far arrivare nelle case degli enviesi il giornale. La Breccia deve continuare la sua opera al di là di ogni posizione legittimamente presa o espressa, punti di vista resi noti nei vari articoli più o meno condivisibili ed ognuno deve poterlo fare nella piena libertà”.
Ma anche tanti altri. Ecco coloro che siamo riusciti a “catturare” prima che venissero rimossi.
Marco: “Non conosco i contenuti, il livello e la provenienza delle minacce, ma in ogni caso non sono mai ammissibili o soltanto giustificabili. Posso comprendere che qualcuno possa essersi sentito particolarmente sotto tiro e forse questo meriterebbe, da parte loro, un minimo di riflessione . In ogni caso il blog non dovrebbe nemmeno considerare la possibilità di chiudere”.
Marinella: “Le minacce al sono minacce rivolte a tutte le persone libere che credono nella libertà di espressione, sono minacce a tutti noi! Il redattore siamo noi! Non si deve sospendere il blog, si deve denunciare il fatto e si deve continuare! Nulla può fermare la libertà di espressione, nè minacce, né ‘consigli’ di lasciar perdere... Schiena dritta e coraggio !!!”.
Giulio di Torino: “Cari redattori, rassegnatevi. Envie non è un paese per blogger. Envie è il paese dei Mellano (il sindaco: ndr), delle segretarie scalatrici, dei compromessi su tutto, a tutti i costi, delle chiacchiere da bar, superficiali quanto inutili. Dite di essere stati minacciati, ascoltatemi, lasciate perdere, dedicatevi ad altro, lasciate che il mal costume abbia il sopravvento, in fin dei conti fa a tutti comodo così”.
Daniela: “A questo punto ci sentiamo tutti minacciati, ma non valuterei la sospensione del blog bensì una denuncia alle autorità competenti per tutelare le nostre persone”.
Elisa: “Non vi fate pestare i piedi! Evidentemente avete colpito gli obiettivi giusti... ”.
Una sconfitta per qualsivoglia paese civile. Una sconfitta per la libertà di stampa e d’opinione. Una sconfitta soprattutto per chi festeggerà la chiusura de “La Breccia” come un vittoria.














