In questi giorni compie un anno “Il Mondo di Oz” di Boves, lo studio di riabilitazione in cui le logopediste Valentina Dutto e Monica Signorato e la psicomotricista Marta Rivera si occupano della valutazione e del trattamento di diverse tipologie di disturbi specifici dell’età evolutiva.
Le responsabili dello studio lavorano da anni sul territorio e da gennaio 2014 hanno creato “Il Mondo di Oz” con l’intento di creare un vero e proprio punto di riferimento per decine di bambini, ragazzi e per le loro famiglie. E così è stato. Infatti, oltre all’accoglienza, alla professionalità e alla passione, il vero punto di forza dello studio sembra essere la sua plurifunzionalità: i bambini possono infatti effettuare trattamenti logopedici e neuropsicomotori, abbinati al contatto diretto e alla collaborazione con le famiglie, con la scuola e con gli altri operatori sanitari che ruotano attorno al minore. Lo studio offre la possibilità anche di effettuare corsi di massaggio infantile per neonati, seguire il metodo Feuerstein con la psicomotricista o il metodo Zora Drezancic con la logopedista. “Il Mondo di Oz” si avvale anche della collaborazione di figure professionali complementari come psicologi e ortottisti, al fine di fornire un servizio completo, tempestivo ed efficace, aiutando i bambini a raggiungere un armonioso sviluppo intellettivo e sociale.
Dallo scorso mese di dicembre, infine, è stato attivato anche un servizio di doposcuola aperto a tutti i bambini e ragazzi della scuola primaria (elementari) e secondaria di primo grado (medie) che hanno bisogno di un piccolo incoraggiamento nei compiti a casa e nelle materie di studio.
In questo primo anno di attività si sono effettuati numerosi interventi riabilitativi su casi di disturbo del linguaggio, dislessia, disortografia, disgrafia, disprassia, sindrome di Down, diagnosi di casi di D.S.A., ecc.
“Il Mondo di Oz”, proprio come avviene nel quasi omonimo romanzo di Frank Baum, si propone di far emergere le qualità nascoste e le potenzialità dei bambini, cercando di individuare le loro condizioni ideali di lavoro e superando, fianco a fianco con le famiglie, gli ostacoli e le difficoltà che si possono incontrare nel percorso di crescita.
La frase, infine, scritta nella sala d’attesa dello studio colpisce e salta all’occhio:
“Allora Oz disse: è stato facile dare un cervello allo spaventapasseri, un cuore all’uomo di latta e coraggio al leone codardo, perchè quello che credevano di non avere, in realtà era già dentro di loro, io li ho solo aiutati a capirlo”.
















