Appuntamento speciale con la mostra «La Giada del Monviso» sabato 18 maggio: a partire dalle 10.30 si terranno dimostrazioni pratiche delle tecniche neolitiche di lavorazione della pietra.
I partecipanti potranno osservare ma anche provare e sperimentare le tecniche utilizzate dall'uomo neolitico per forare, incidere, levigare la pietre.
Il laboratorio, che riprende anche nel pomeriggio a partire dalle 14.30, è aperto a tutti, bambini e adulti, è gratuito e non è necessario prenotare.
Per chi vuole visitare la Mostra Giada del Monviso ricordiamo che è aperta al pubblico tutti i week end dalle 10 alle 18 presso due saloni delle Antiche Scuderie della Caserma Mario Musso fino al 16 giugno e dal 31 agosto al 29 settembre 2019.
L’esposizione nasce da un’idea del CeSMAP - Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica di Pinerolo che nel 2013 aveva già presentato una rassegna dedicata alla “Pietra Verde del Monviso” e di cui saranno esposti vari pannelli che illustrano la storia di questa rarità mineralogica del Re di Pietra. Nei due ampi locali della mostra saluzzese saranno presentati inoltre due diversi aspetti del poco conosciuto ma incredibile sviluppo e diffusione che ebbe l’estrazione e il commercio della Giadeite 7mila anni fa.
Si parte dalla ricostruzione e dalla illustrazione dell’uomo neolitico e della vita in quel periodo storico che, come dichiara il Presidente del Parco del Monviso, Gianfranco Marengo, «almeno in terra saluzzese non è mai stato esplorato e valorizzato e che ora, con le recenti scoperte, potrebbe diventare un motivo di richiamo anche turistico intercettando un settore “di nicchia” come quello storico e archeologico».
I visitatori, oltre alla parziale ricostruzione di una capanna neolitica, potranno scoprire l’agricoltura, la tessitura, gli attrezzi, la cura della persona, gli strumenti di cottura e di fabbricazione del tempo. Questo interessante tuffo nel passato remoto trova come passaggio naturale l’esposizione, nel secondo salone, di una ricca mostra di reperti mineralogici, tecniche lavorative artigianali, manufatti e riproduzioni di grandi asce, simili a quelle che hanno poi percorso centinaia e, a volte, migliaia di chilometri diffondendosi in tutta Europa.
Il materiale esposto in mostra è stato realizzato dal Centro di Archeologia Sperimentale Torino utilizzando tecniche in uso del periodo neolitico, con lo scopo di studiare quell’epoca remota. Simbolo di potere e trascendenza, vero e proprio “fenomeno globale” ante litteram, la pietra verde rivive quindi nel contemporaneo continuando a offrire fascinazioni e spunti di riflessione interdisciplinari, tra archeologia, etnografia e storia della cultura materiale. Il percorso espositivo si concluderà offrendo ai visitatori la possibilità di attraversare i locali dedicati dalla Fondazione Amleto Bertoni alla vita del personaggio di cui porta il nome, il “padre” di un artigianato molto più recente che, per decine d’anni, ha costituito uno dei fulcri economici di Saluzzo.
L’ingresso è libero.
È possibile – per gruppi e scuole – la visita in altri orari previa prenotazione presso il Servizio Promozione del Parco (tel. 0175-46505 didattica@parcomonviso.eu).
Sabato 18 maggio e domenica 2 giugno, alle 10,30 e alle 14,30 circa sono previsti laboratori didattici con dimostrazione pratica di tecniche di lavorazione neolitiche. Nel mese di giugno e di settembre sono previste inoltre escursioni nel territorio di Oncino per scoprire l’area e l’ambiente che 7.000 anni fa vide nascere la lavorazione della pietra verde.












