Come già accaduto in altri Comuni della Granda, fra cui Cuneo, anche Mondovì si dichiara favorevole all'autonomia regionale del Piemonte. Un "sì" unanime, giunto in occasione dell'ultima seduta consiliare.
A presentare la mozione sui banchi del Consiglio cittadino sono stati gli esponenti locali di Centrodestra: Guido Tealdi (Lega), Giampiero Caramello (Forza Italia), Luciano D'Agostino e Laura Barello.
"Il documento intende affermare la necessità di accelerare l'iter per l'autonomia della nostra regione - dichiarano i quattro firmatari -, sulla falsa riga di quanto avvenuto in Lombardia e Veneto, dove i cittadini si sono espressi a favore di un'autonomia differenziata relativamente a 23 materie, fra cui tutela della salute, commercio estero, politiche del lavoro, istruzione, ricerca e innovazione. Si tratta di una grande opportunità per i nostri territori, che da troppo tempo ricevono meno di quanto danno allo Stato; una battaglia necessaria affinché le risorse economiche rimangano sui territori che le hanno generate secondo una giusta logica federalista".
Soltanto Stefano Tarolli ("Mondovì a Colori"), consigliere di minoranza, ha sollevato alcune perplessità circa la mozione oggetto di discussione: "Questo è un tentativo di ridurre in 10 righe un pensiero che, in realtà, è molto complesso. Un esercizio che, da alcuni anni a questa parte, viene riproposto quotidianamente dai 5 Stelle, tanto da risultare indigesto. La riforma del titolo quinto attuata nel 2001 prevede che la Regione abbia competenza residuale in materia legislativa e regolamentare; inoltre, la Lega non ha attuato forme maggiori di Federalismo, malgrado ne abbia avuto modo. Nessuna modifica o ampliamento. Per questo, ritengo che quelle odierne siano considerazioni 'alla luna', prive di efficacia".
Dopo l'approvazione di alcuni emendamenti proposti dal consigliere di maggioranza Mario Bovetti, Tarolli si è detto soddisfatto per aver visto riequilibrare "il principio di sussidiarietà", esprimendo dunque parere favorevole alla mozione.
La chiosa del dibattito è giunta da parte di Tealdi: "Ritengo che il Piemonte non possa stare con il cappello in mano. Conferiamo continuamente soldi allo Stato, pari esattamente alla cifra debitoria che 'vanta' la Sicilia di debito. Bisogna responsabilizzare di più gli amministratori delle Regioni, in quanto è possibile risparmiare e spendere meglio i propri fondi".











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