Sono tutti aggettivi superlativi quelli che hanno commentato l’apertura e le visite guidate, sabato e domenica 14 dicembre, al complesso Santa Maria della Stella in via Macallè) nella ritrovata luminosità della chiesa e monumentalità del coro monacale.
Uno straordinario bene che le monache di Rifreddo realizzarono nel Settecento, dopo il primo insediamento a Saluzzo a fine 1500, abitandolo fino al 1802 e che ora, entra tra i gioielli della città, attrattiva storico-culturale e didattica che guarda al futuro.
La Fondazione CrSaluzzo, dopo l’acquisto dai Gesuiti nel 2007, lo ha restituito alla comunità perché sia usato per manifestazioni, eventi, convegni, concerti, studio.
Circa 500 persone nel percorso accompagnato da guide della Delegazione FAI Saluzzo, cittadini che si sono messi al servizio come volontari per presentare la storia dell’edificio, le tracce del passato e ciò che è ora, riconvertito dopo gli anni di degrado e abbandono a tecnologico centro congressi e nuova sede della Fondazione Cr Saluzzo.
Avvolgente musica live d'ambiente a cura di Gabriele Filetta il sabato, musica d’arpa di Valerio Lisci (di Apm) domenica nella chiesa e uno strepitoso concerto finale la sera, un viaggio nella canzone francese con il duo Cora-Bonetto e la loro incursione nella musica leggera e colta dei massimi chansonniers francesi.
Tra le storie raccontate che hanno portato dentro l'architettura della chiesa e la vita di clausura, anche la curiosità “gustata” della cioccolata delle monache e del “diablotin” piccolo cioccolatino dal nome peccaminoso, citati come dono alla badessa del convento, in un documento del 1788.
“Grazie alle guide Fai che del tutto gratuitamente, sotto la guida dell' architetto . Giuliana Mussetto (responsabile della ricerca storica) si sono impegnate Santa Maria della Stella ha aperto le sue porte - Parole del presidente dell’Ente Marco Piccat - Grazie agli abitanti di Saluzzo che hanno apprezzato lo sforzo della Fondazione Cassa di Risparmio per riportare alla fruibilità pubblica il complesso di edifici. Il mio grazie che comprendere i cantieri e le maestranze, le Soprintendenze e gli architetti, i mass media e gli organizzatori degli eventi, nonchè il professor Gianni Rabbia e il suo Consiglio che intrapreso l' opera. Un orgoglio per l'intera città".
Per la Soprintendente Egle Micheletto si tratta un progetto esemplare in Italia di Archeologia, Belle arti e Beni architettonici. E, anche esempio di grande portata scientifica, come archeologia di genere: il Monastero di Santa Maria della Stella mette in luce la figura femminile “sono edifici voluti e fatti costruire da donne, che hanno lasciato così un'impronta importante nella città di Saluzzo – commenta Michele Scanavino che ha seguito per l’ente l’iter dei lavori.
Le ricerche coordinate da Monica Girardi della Ft studio scavi archeologici (26 archeologici impegnati, 250 rilievi eseguiti) e i ritrovamenti hanno consentito una ricostruzione storica delle piante dell’abitato medioevale nel borgo di San Martino prima l’insediamento delle Monache di Rifreddo.
All’interno un percorso virtuale di totem audio-video con immagini e ricostruzioni tridimensionali e schermi olografici ne racconta il passato. A breve anche la disponibilità per il visitatore e gli studenti delle scuole di superare le barriere del tempo ed entrare nella vita del convento, nell’orto delle monache di Rifreddo, raccoglierne i prodotti, cucinarli nelle loro cucine , grazie a speciali apparecchiature.
Il Cda sta decidendo per la gestione del Centro congressi e le aperture al pubblico del complesso.
Primo appuntamento mercoledì 1 gennaio 2020 alle 17 con il concerto di Capodanno a cura dei Polifonici del Marchesato. (info: www.fondazionesaluzzo.it).
Il restauro di tutte le parti della chiesa è stato eseguito dal Consorzio San Luca di Torino in 1.165 giorni di lavoro con 14 restauratori e 5 imprese consorziate.
Il centro congressi è dotato anche di un’area bar e di una cucina (nei locali attigui) che può servire fino ad un centinaio di coperti.
Un ascensore modernissimo e una scala a chioccola di vetro conducono alla sede della Fondazione al piano superiore, dove da gennaio saranno trasferiti uffici e biblioteca dell’Ente.
Costo complessivo: 5 milioni di euro, dei quali quasi 2 per il restauro delle parti pittoriche, scavi archeologi, allestimenti multimediali, arredi per il nuovo auditorium.















