Dal parco Gullino, a Saluzzo, si alza il “grido di ribellione e aiuto” del sindaco Mauro Calderoni e della “sua” Giunta.
Anche quest’anno l’ex capitale del Marchesato si trova a dover far fronte all’annosa questione dei migranti della frutta. Con una complicanza in più: l’emergenza epidemiologica del Covid-19.
Anche per questo, Calderoni è irremovibile: “Per anni abbiamo cercato di mettere una toppa ad un problema enorme” dirà a margine della lettura del documento adottato dall’esecutivo.
“Non lo faremo più quest’anno: ogni azione, una volta intrapresa, potrebbe avere risvolti penali e ricadute drammatiche per la sicurezza (in termini sanitari: ndr) per la nostra Comunità”.
La palla, va ribadito, è in mano alla Prefettura ed alla Regione, come previsto da un comma del Decreto Rilancio. Sei giorni fa c’era stata la protesta non autorizzata per le vie del centro: in Comune, il viceprefetto vicario Maria Antonietta Bambagiotti, insieme agli Amministratori, aveva accolto una delegazione di manifestanti.
Ma ad oggi in merito non vi sono novità.
“Il prefetto – ha detto Calderoni – sta cercando di produrre un protocollo che metta intorno al tavolo tutte le Istituzioni coinvolte. Il Comune di Saluzzo è disponibile a dare un appoggio logistico e organizzativo per la gestione di un fenomeno impegnativo”.
Ma non alle condizioni degli anni scorsi. E non con l’apertura del dormitorio “Pas” al Foro Boario,
Le “soluzioni e misure urgenti idonee a garantire la salubrità e la sicurezza delle condizioni alloggiative”, “al fine di contrastare efficacemente i fenomeni di concentrazione dei cittadini stranieri in condizioni inadeguate a garantire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie necessarie al fine di prevenire la diffusione del contagio da Covid-19” non sono più di competenza comunale.
Non lo erano forse neanche gli anni scorsi, quando gli sforzi dell’Amministrazione locale si sono spinti oltre il dovuto, nel tentativo di gestire un fenomeno che per forza di cose non può essere definito comunale.
“Ne discutiamo da tanto tempo – le parole del sindaco – ma nel frattempo siamo già ad oltre un centinaio di presenze”.
“Gli stagionali – ha proseguito Calderoni – hanno bisogno di un appoggio: fossero residenti e insediati avrebbero potuto provvedere autonomamente, ma ciò non accade per l’impiego ultra temporaneo. Per chi, per brevi periodi all’anno, viene qui per contribuire ad un macro settore della nostra economia.
La nostra economia ha sempre continuato ad essere disponibile e accogliente verso chi è più sfortunato di noi. I Saluzzesi siano orgogliosi di questo, anche dello sforzo fatto al posto di quelle Comunità vivine a noi, ma che non lo fanno”.
Cosa accadrà ora? Difficile a dirsi.
Di certo, questa è l’impressione, l’Amministrazione comunale cittadina sembra voler rimanere inamovibile dalla posizione assunta.
“Sono disposto ad arrivare ad un conflitto per verificare le competenze tra le Istituzioni” chiosa Calderoni.
In Tribunale? “Non lo so, magari mi ci portano”.














