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Cuneo e valli | 20 ottobre 2020, 19:14

Aveva aggredito in ospedale il suo “contendente in amore”: condannato a un anno e sei mesi di reclusione

L’imputato - pregiudicato - era accusato di percosse e stalking nei confronti del ragazzo, che sarebbe stato il nuovo fidanzato della sua ex compagna

Aveva aggredito in ospedale il suo “contendente in amore”: condannato a un anno e sei mesi di reclusione

Si è concluso presso il tribunale di Cuneo il procedimento a carico di W.C., accusato di percosse e stalking nei confronti di un ragazzo cuneese. 

I fatti contestati risalgono al novembre 2018. In quel periodo la vittima stava affrontando un periodo difficile della sua vita e dopo essere stato ritrovato in stato confusionale provocato dall’abuso di farmaci era stato portato all’ospedale Carle. Qui, avrebbe dovuto essere ricoverato nel reparto di psichiatria ma nell’udienza precedente aveva raccontato di ricordare solo che dopo essere stato portato in ospedale si era ritrovato su una barella in stato catatonico in attesa del ricovero.

In quel contesto W.C., che aveva accompagnato la sua ex fidanzata in ospedale, si sarebbe avvicinato a lui e lo avrebbe picchiato colpendolo al naso e facendogli battere la testa: la vittima aveva dichiarato di essere a conoscenza che l’uomo avesse avuto una relazione con la sua fidanzata dell’epoca, ma nonostante questo, di non averlo mai visto prima.

Le persecuzioni e le vessazioni si sarebbero protratte anche nei giorni successivi al ricovero: “Mi telefonava durante il giorno e mi minacciava di morte. Ho interrotto ogni rapporto con la mia fidanzata dopo l’aggressione: siamo stati insieme circa un paio di settimane”.    

Nella requisitoria il p.m. A. Offman ha portato all’attenzione del giudice che, L’imputato ha dimostrato di non aver avuto pietà nei confronti della vittima. L’obiettivo del W.C. è stato dunque privare di un conforto affettivo, quello dato dalla fidanzata, una persona di fragilitá evidente e in grave difficoltá come la parte civile che, in quel momento ne aveva bisogno. Questo dimostra la poca sensibilitá d'animo.” Alla luce di ció, il p.m. ha demandato al giudice di condannare l’imputato 1 anno e 4 mesi di reclusione.

Il processo si è concluso con la pronuncia della sentenza nei confronti di W.C. che lo condanna a 1 anno e 6 mesi di reclusione, e al pagamento del risarcimento danni di 5000 euro oltre alle spese processuali.

CharB.

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