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Attualità | 22 ottobre 2020, 15:00

Il mondo dei grandi eventi è in ginocchio, il cuneese Alessandro Garelli: "Nessuna azienda può sopravvivere a 12 mesi di stop" (VIDEO)

Garelli è cofondatore, assieme al padre Gianpiero, di "Le Cirque World's top perfomers", la più grande compagnia europea di circo contemporaneo. Annullato il tour primaverile 2020 e adesso anche quello pre natalizio. Si guarda al 2021, tra incognite e timori

Il mondo dei grandi eventi è in ginocchio, il cuneese Alessandro Garelli: "Nessuna azienda può sopravvivere a 12 mesi di stop" (VIDEO)

Alessandro Garelli sorride, è un positivo per natura.

Nel suo ufficio c'è un foglio con una scritta che dice molto di lui: "Se entri dentro questa stanza con un problema, o porti una soluzione o anche tu fai parte del problema".

Un messaggio chiaro e diretto, che fa capire come lui, imprenditore nel settore dell'organizzazione di eventi congressuali, che si è "inventato" la più grande compagnia di circo contemporaneo d'Europa, sia persona abituata a risolvere e decidere.

Ma questo è un momento storico assolutamente unico e drammatico, che non consente di fare previsioni e progettare. Per un imprenditore, è come togliergli l'ossigeno.

Cuneese, 43 anni, dal suo ufficio sul viale degli Angeli gestisce Le Cirque WPT, una società creata nel 2015 e che fa degli spettacoli di circo contemporaneo di altissimo livello - parliamo dei migliori performers al mondo, molti dei quali provenienti da Le cirque du soleil - il suo business. 

Ma non ci sono solo gli artisti. Ogni spettacolo coinvolge decine e decine di professionisti, come ogni grande evento. Senza contare il lavoro di programmazione, la pubblicità, la vendita dei biglietti. Parliamo di centinaia di persone. 

Il suo è un grido di dolore, che presta la voce a tutto il mondo dei grandi eventi, fermo da 8 mesi, con previsioni che sono drammatiche.

Gli spettacoli prodotti e realizzati da Le Cirque WTP, Alis e Tilt, sono stati visti, in 39 settimane e 149 repliche, da 200mila spettatori. Due tour annuali, in primavera e nei mesi che precedono il Natale. Saltato il tour di marzo e aprile 2020, quando l'Italia era in lockdown, adesso, visti i numeri degli spettacoli al chiuso come da dpcm, che limitano a 200 gli spettatori, è saltato anche il tour di novembre e dicembre. Impossibile reggere i costi con quei numeri.

Sul 2021 restano mille incognite.

"A fine agosto ci era stato promesso di portare la capienza dei teatri al 50%. La cosa era gestibile. Invece non è stato così. Il nostro settore sta morendo. Nessuno può reggere ad un anno di stop"

Nelle scorse settimane c'è stata una significativa protesta a Milano, quella dei bauli: 500, in piazza Duomo, i bauli del mestiere dei professionisti dello spettacolo. Un atto simbolico, ma che dà la misura di come il settore degli eventi sia in ginocchio. "Ovviamente noi abbiamo appoggiato quella protesta. Caduta nel vuoto, perché il nostro settore e, più in generale, quello della cultura, è stato completamente abbandonato".

Barbara Simonelli

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