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Attualità | 16 luglio 2021, 14:02

Le aziende della Granda reggono nonostante il blocco licenziamenti: "Ora si punti a politica del lavoro attiva"

La richiesta arriva dal presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola, che oggi - assieme a Giuliana Cirio ed Elena Angaramo - ha presentato l'analisi congiunturale della provincia per il terzo trimestre 2021: "Dati incoraggianti e che fanno ben sperare per il futuro"

Le aziende della Granda reggono nonostante il blocco licenziamenti: "Ora si punti a politica del lavoro attiva"

E' stata presentata oggi (venerdì 16 luglio) alle 11.30 in una conferenza stampa nella sede di Confindustria Cuneo dedicata l'indagine congiunturale per il terzo trimestre 2021. Un quadro - come sottolineato dal presidente Mauro Gola - "sostanzialmente positivo e incoraggiante, considerato il contesto da cui arriviamo, sostenuto anche dal ritorno alla vivacità dell'export e che si configura soprattutto come un buon messaggio, specie in vista dello sblocco dei licenziamenti".

- I DATI
A illustrare i numeri per i settori manifatturiero e dei servizi sono state il direttore, Giuliana Cirio, e la responsabile del Centro Studi Confindustria Cuneo Elena Angaramo.

Tutti in positivo gli indicatori del primo, che fa segnare un 24,5% di produzione totale, un 15,1% di occupazione e un 9,7% di ricorso alla cassa integrazione ma che sulla redittività - all'1% - che fa registrare il miglior dato dal 2018. Scendendo più nello specifico dei settori, a far registrare i numeri più alti è la meccanica (42,9% nell'indicatore delle attese di produzione), mentre il semaforo rosso scatta per i minerali non metalliferi (-25%).

I servizi viaggiano invece all'11,1% di redittività e presentano indicatori per la maggior parte in positivo dopo mesi di difficoltà - seppur ridotta, rispetto al mondo della manifattura - ; le attese di produzione per le utilities si attestano al 25%, mentre vanno al -35,7% quelle su trasporto e logistica.

A livello regionale - dove si parla comunque di dati probabilmente in espansione generale - le previsioni di produzione per la Granda si attestano al 24,1%, a fronte di quelle piemontesi al 17,8% e a quelle torinesi al 10,7%. Ma dove il cuneese è best performer in Piemonte è la richiesta alla cassa integrazione: 9,7% - a fronte di una richiesta regionale che si attesta al 17,3% - , un dato vicino a quello pre-Covid: "Cuneo partiva da dati pre-crisi già più solidi rispetto ad altri territori - ha specificato Gola - , ed è anche per questo che sta reagendo particolarmente bene".

- IL FOCUS SUL MERCATO DEL LAVORO
Durante la conferenza stampa sono stati mostrati anche i dati 2020 che fotografano la situazione del mercato del lavoro nella nostra provincia.

Ancora una volta, sono numeri particolarmente incoraggianti: nel corso dell'anno passato il saldo per le posizioni lavorative è positivo al +1.300, con un incremento dei contratti a tempo determinato (+7.665) e un abbassamento di quelli a termine (-1.873). Andando nei settori, in crescita quelli delle costruzioni e delle attività professionali, mentre in calo le utilities e la logistica. Tra le imprese associate, attualmente, soltanto una ha fatto presente la propria necessità di procedere a licenziamenti collettivi; la richiesta di cassa integrazione ordinaria nel primo trimestre 2021 ha visto 322 domande, e la sottoscrizione di premi di risultato ha coinvolto 33 aziende (dato triplicato dal 2020).

Il tasso di disoccupazione del 2020 si attesta al 4,8% e quello della giovanile al 12,9%: le previsioni per il terzo trimestre 2021 vedono una crescita generale in tutti i settori - con le utilities al 28,6% - tranne quello di trasporti e logistica (-6,7%).

- LA RICETTA DI CONFINDUSTRIA
A latere della conferenza stampa, Gola e Cirio hanno consegnato anche alcune possibili soluzioni di livello nazionale ai problemi che riguardano il mondo del lavoro attuale.

"Licenziare è sempre un fallimento ma serve rivedere l'organizzazione del sistema lavoro, dopo un momento di profondo mutamento come quello vissuto con il Covid-19 - ha sottolineato il presidente di Confindustria Cuneo - . Al Paese servono politiche attive per salvaguardare le opportunità di lavoro prima dei posti di lavoro, e puntare su un sistema che favorisca lo sviluppo invece del mero sostegno, pur sacrosanto".

Nello specifico, Giuliana Cirio si è schierata contro due provvedimenti, quello del blocco dei licenziamenti e del reddito di cittadinanza. "Il blocco dei licenziamenti è una misura nella quale il territorio della Granda, e i numeri che abbiamo consegnato oggi, non si può riconoscere. E' completamente distonico rispetto alla realtà dei fatti - ha detto - . Inoltre, limita la libertà d'impresa, impedisce il necessario rinnovamento delle professionalità aziendali, obbliga le azienda a mantenere costi diretti e indiretti e, a livello internazionale, mette in serio pericolo la competitività delle nostre aziende. C'è da chiedersi se l'ideologia, fatta anche a scopo di raccolta del consenso elettorale, non abbiamo inciso troppo sulla questione; lo stesso vale per il reddito di cittadinanza, che va tolto o rimodulato: è un incentivo troppo forte per i potenziali lavoratori inattivi".

simone giraudi

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