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Attualità | 08 settembre 2021, 18:10

Paesana, il Comune non arretra: “Nessun trasferimento degli anziani dalla casa di riposo”

La struttura necessita di importanti lavori di adeguamento antisismico. Dopo tanto lavoro, di concerto con l’Asl Cn1, si individua una soluzione “modulare”, per svolgere l’intervento senza trasferire gli ospiti. Ma in una riunione di ieri, il presidente della Fondazione Borsa sembra aver sparigliato di nuovo le carte in tavola

L'edificio che ospita la casa di riposo di Paesana

L'edificio che ospita la casa di riposo di Paesana

Occorre chiarezza per affrontare la questione della casa di riposo di Paesana.

L’edificio di via Margaria, di proprietà comunale, ospita l’importante struttura assistenziale. Un servizio di natura territoriale, non solo quindi per il paese, ma anche per l’alta Valle Po e per tutta la vallata in generale.

Proprio sull’edificio, sono in programma grandi opere di manutenzione. Un primo cantiere, grazie ad un ingente contributo regionale portato a casa dall’Amministrazione comunale di Mario Anselmo sindaco, prevede l’adeguamento dell’ultimo piano dell’immobile, andando quindi ad aumentare la capienza di posti letto.

Il secondo intervento, invece, si è articolato con l’attuale Amministrazione comunale guidata da Emanuele Vaudano. Obiettivo? Trasformare la casa di riposo in “edificio a energia quasi zero” (edificio Nzeb), altamente performante dal punto di vista del consumo energetico e delle emissioni. Un’operazione da 924 mila euro (realizzazione cappotto termico, coibentazione di tetto e pian terreno, impianto di illuminazione convertito a Led, sostituzione dei serramenti esterni, con vetri tripli) interamente coperta da fondi del GSE, Gruppo servizi energetici.

Un “pacchetto” di lavori dalla duplice valenza: da un lato aumentare la capienza di posti letto della struttura, dall’altra abbattere i costi di gestione, legati ad energia elettrica e riscaldamento, che potrebbero addirittura essere più che dimezzati.

Tutto si complica però quando, sui tavoli dei tecnici, giungono i risultati dei carotaggi effettuati su muri e pilastri della struttura. Dati che hanno evidenziato criticità in materia antisismica. Una situazione, dunque, alla quale bisogna metter mano, con un intervento di “rinforzo” sia dei pilastri che delle solette.

La notizia viene mantenuta, per mesi, sotto riserbo sia dal Comune che dal CdA dell’Ente, presieduto da Gianpiero Borsa, in attesa di concordare la linea d’azione e le modalità di svolgimento dei lavori. Poco prima di Ferragosto, dalla struttura viene deciso di rendere pubblico il tutto. Sia con un incontro con le famiglie degli ospiti, sia con la divulgazione della notizia, veicolata (come sempre) ad una minima parte della carta stampata del territorio.

Non c’è il rischio di dover abbattere lo stabile, ma bisogna intervenire. Il CdA adombra il rischio di una chiusura della casa di riposo, che potrebbe durare mesi, asserendo come i locali, per lo svolgimento dei lavori, debbano essere sgombri. E adombra timori per le conseguenze che potrebbero esserci. Prima su tutte: quanti degli ospiti trasferiti, a fine lavori, torneranno in struttura?

Il Comune, spiazzato da modalità di comunicazione non concordate, viene subissato da chiamate e dalle (comprensibili) preoccupazioni che la notizia crea in paese.

L’opposizione consiliare, rappresentata da Fabio Gottero, Marisa Argento e Sergio Beccio, “constatata la difficile situazione in cui si trova la casa di riposo di Paesana” chiede “la convocazione urgente di un incontro tra l’Amministrazione comunale, il CdA della struttura, di tutti i tecnici e i progettisti coinvolti dalle parti nel progetto, una rappresentanza dei dipendenti e dei parenti degli ospiti della casa di riposo ed eventualmente della popolazione, in un incontro pubblico”.
Obiettivo della minoranza? “Enunciare, approfondire e confrontare i progetti e le diverse posizioni in merito alla procedura e alle modalità degli interventi, tenendo conto di tutte le necessità, ma anche della possibilità di condurre tecnicamente e temporalmente a conclusione un progetto già troppo a lungo protratto nel tempo con i rischi di essere esclusi dai vari finanziamenti che si intendevano acquisire in fase progettuale”.

Una richiesta con il solo scopo di “mantenere un servizio socio-assistenziale prezioso e fondamentale”, che “ha permesso momenti di serenità per i nostri anziani” e che “allo stesso tempo, costituisce una delle più importanti realtà lavorative di Paesana”.

Sulla situazione si crea preoccupazione e confusione. Ma l’Amministrazione Vaudano, a stretto giro, chiede (ed ottiene) un incontro con l’Asl Cn1. Si lavora per scongiurare il trasferimento degli ospiti e la chiusura della casa di riposo.

In una riunione in Municipio, alla presenza del dottor Gabriele Ghigo, direttore del Distretto Asl, si individua una soluzione: portare avanti l’intervento di adeguamento sismico in maniera modulare, spostando gli ospiti nell’ampio spazio del refettorio, evitando quindi di dover trasferire gli anziani in altre strutture.

L’Asl dimostra quindi piena disponibilità.

Ma rimane l’aspetto economico. Emerge però la possibilità di accedere alla pratica del “Sisma bonus” per coprire economicamente le spese dei lavori di rinforzo di pilastri e solette. Un passaggio che va portato avanti dal CdA. Il Comune, a fine agosto, chiede a Borsa di metter nero su bianco le intenzioni del Consiglio d’Amministrazione.

E ieri, nel corso di una riunione tra Amministrazione (al completo, maggioranza e opposizione) e CdA, il presidente della Fondazione si è finalmente detto disponibile ad intraprendere la strada del “Sisma bonus”.

Durante la riunione, tuttavia, da quanto si apprende, dopo il lungo lavoro volto a scongiurare il trasferimento degli ospiti, il presidente Borsa avrebbe nuovamente sparigliato le carte in tavola, ponendo dubbi sullo svolgimento dei lavori senza prima sgomberare del tutto i locali della casa di riposo.

Una mossa che ha spiazzato tutti, compresi gli stessi membri del CdA della Fondazione, specialmente alla luce di quanto è stato fatto e della enorme disponibilità manifestata dall’Asl Cn1.

Sulla partita, però, il Comune non arretra di un millimetro: “L’intenzione di questa Amministrazione comunale – conferma il sindaco Vaudano – è quella di procedere con i lavori in modalità modulare, senza alcun trasferimento degli ospiti.

Una soluzione per la quale abbiamo lavorato, di concerto con l’Asl, andando incontro anche a quelle che erano i timori del CdA. Su questo punto, non siamo disposti ad alcun dietrofront”.

Cosa accadrà ora?

Di ufficiale c’è un dato: un nuovo incontro, previsto per giovedì sera, dove Comune e CdA torneranno ad affrontare la tematica. La riunione sarà volta ad un’attenta analisi costi-benefici di tutte le soluzioni sul tavolo.

Nicolò Bertola

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