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Attualità | 14 dicembre 2021, 19:29

La Cattedrale di Saluzzo inaugura la fine dei lavori di restauro con l’esposizione di un’antica effige

Domenica 19 dicembre. Sarà esposta per la prima volta e fino al 2 gennaio la statua della Madonna “Sede della Sapienza” risalente al XIII secolo. Dalle 17,30. Concerto dei Polifonici del Marchesato e messa solenne celebrata dal vescovo Bodo. “Voglio affidare tutta la Diocesi alla Madonna e in modo particolare i giovani”

Saluzzo, cattedrale, navata centrale  - foto Fusaro - Archivio Comune Saluzzo

Saluzzo, cattedrale, navata centrale - foto Fusaro - Archivio Comune Saluzzo

Domenica 19 dicembre nella Cattedrale di Saluzzo, dopo il concerto del coro “Polifonici del Marchesato” alle 17,30 e la Solenne Concelebrazione Eucaristica celebrata dal Vescovo per ringraziare il Signore della conclusione dei lavori di restauro del Duomo, Monsignor Cristiano Bodo farà esporre per la prima volta la statua della Madonna “Sede della Sapienza”, che risale al XIII secolo.  L’effige, che ritrae la Madon na in trono con il bambino, rimarrà esposta nel Duomo fino al 2 Gennaio 2022. Come recitano gli Atti degli Apostoli: “C’è una madre, nel cenacolo, a versare l’olio della tenerezza sui cuori feriti e confusi. I discepoli provano infatti un’impressione dolorosa di sconfitta e di smarrimento. Non sanno più chi sono.

Luca riferisce il nome di ciascuno degli undici, quasi per ricomporre un’ identità perduta; e sembra che il gruppo ritrovi il suo punto di appoggio in lei, la madre di Gesù: “Tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù” (Atti 1, 14). “Ci sono tutti dopo la grande bufera, con il nome di ciascuno, in gruppo, come attorno a Gesù, ma soprattutto il nome della donna: Maria la madre di Gesù” (v 14).

“Con questo rito - sottolinea il Vescovo - voglio affidare tutta la Diocesi alla Madonna e in modo particolare i giovani, il futuro e la speranza della Chiesa. Si racconta che fissando lo sguardo della Madonna “Sede della Sapienza” ci si senta trasportati a gridare nei propri cuori la parola “madre” e a chiedere il suo aiuto o una grazia. Non è casuale tale presenza nelle ore cruciali delle crisi e dello smarrimento di identità: Maria è colei che ricompone la comunità dei credenti. Una madre è sempre liberante dallo sgomento e dalla paura, è sempre rassicurante e pacificante. La sua presenza incoraggia gli undici a vivere la speranza. E quando l’attesa è ricca di preghiera, la speranza non manca di sbocciare”.

 

 

C.S.

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