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Attualità | 27 gennaio 2022, 15:15

Di una cooperativa l’unica offerta per gestire il biolago di Caraglio

Non si potrà rendere noto fino a quando non sarà vagliata da una commissione tecnica. Potrebbe volerci almeno una settimana. Il soggetti economico ha sede nel cuneese

Di una cooperativa l’unica offerta per gestire il biolago di Caraglio

Busta (l’unica) aperta questa mattina negli uffici del comune di Caraglio. Si tratta della sola offerta giunta in extremis nella giornata di lunedì 24 gennaio. Si tratta della partecipazione al bando per la gestione di Acquaviva, il bioparco che verrà inaugurato, probabilmente, nel mese di maggio, nell’ex polveriera di Bottonasco.

Non si può rendere al momento noto chi è il soggetto che ha avanzato la proposta: c’è  in primis la verifica amministrativa con l’analisi e il controllo di tutti i dati forniti da parte di una commissione interna. Poi seguirà una verifica tecnica con la nomina di una commissione con l’individuazione di due esperti (esterni al comune) che valuteranno tutta la documentazione prevista. E infine la fase economica dove si prenderà atto dell’offerta e del rispetto dei tempi necessari previsti dal bando.

Per tutti questi passaggi potrebbero volerci dalla settimana a una decina giorni. Solo allora si conoscerà chi ha avanzato la proposta. Le uniche informazioni confermate al nostro giornale spiegano come l’offerta arrivi da una cooperativa sociale con sede nel cuneese. Sono molti gli ambiti ‘di gestione’ della nuova struttura su cui il soggetto dovrà contribuire, oltre che con un’importante investimento, anche con l’assunzione di diverso personale.

Un primo termine per presentare le proposte era stato fissato per lo scorso lunedì 10 gennaio, poi prorogato visto il periodo di festività e l’acuirsi della pandemia. Molta la documentazione necessaria da allegare per partecipare al bando e, parallelamente, molti gli uffici tecnici chiusi (per  ferie o per Covid) che in qualche modo potevano rallentare il recupero in tempo utile di tutti gli attestati richiesti.

Così si è scelto per lo slittamento a fine mese con l’unica offerta giunta sul ‘dong’.

Il fatto che sia giunta una singola proposta potrebbe ottimizzare le tempistiche per l’individuazione di chi andrà a gestire il parco Acquaviva.

COS’E’ IL PROGETTO ‘ACQUAVIVA’? Si tratta di un recupero durato anni, tra gli “interventi faro” individuati dalla Fondazione Crc che ha contribuito con un sostentamento di 2 milioni di euro. La fruibilità della struttura vedrà il via, probabilmente, nella primavera, con previsione stimata di inaugurazione a maggio 2022. L’area di Acqua Viva” è estesa su 15 ettari (42 giornate piemontesi) con un investimento finale di 2,6 milioni di euro (oltre ai fondi della fondazione Crc, quasi 400mila euro dal comune di Caraglio, 250mila dall’Unione Montana Valle Grana).   Un vero e proprio polo naturalistico, su un terreno concesso dal demanio gratuitamente nel 2017 al comune della Valle Grana con il vincolo della riqualificazione. Riqualificazione che si basa nella valorizzazione dell’acqua. Con due laghi con scopi precisi. Il primo a uso irriguo con una vasca a forma pentagonale capace di stoccare fino a 50mila metri cubi di acqua e che garantirà un bacino di riserva indispensabile per le molte aziende agricole sul territorio. E a fianco un lago/piscina a finalità turistica. Sarà il primo bio-lago natatorio del Piemonte con un innovativo sistema di auto depurazione tramite le fitopiante. L’attrattività del lago si unirà ad altri servizi che sorgeranno all’interno dell’ex polveriera. Ad esempio l’ostello da 16 posti nella “palazzina del comando” dove si è cercato di mantenere la struttura per una valorizzazione storica. Un’area ricettiva con 45 posti a sedere e un’ampia area esterna per la somministrazione “vista lago”. Una tettoia per pic-nic o per attività con le scolaresche e un altro stabile dove potrebbe sorgere un punto informativo o un luogo dove noleggiare e-bike e attrezzatura riqulificato tramite bando del G.A.L. Oltre ad un parco avventura con 30 imbragature. L’area vedrà inoltre un’area camper (potrà ospitare fino a 15 mezzi) e ci sarà il recupero e la messa a punto di di 670 metri di percorso che permetterebbe di raggiungere il Filatoio, il più antico setificio d’Europa, passando per la natura. Unendo attività “outdoor” e attrattività culturale e da qui con l’anello di Curnis Auta, strada che collega Valle Maira e la Valle Stura. Inoltre nell’area esterna della struttura sorgeranno su terreni già acquistati dei parcheggi con possibilità di sosta fino a 250 mezzi.

Daniele Caponnetto

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