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Cronaca | 21 settembre 2022, 20:08

Calci, pugni e cinghiate alla giovane compagna: le pesanti accuse contro un 21enne albese

Il ragazzo, classe 2000, era finito pure in carcere dopo aver violato il divieto di avvicinamento disposto dai giudici. Ora il procedimento per maltrattamenti, lesioni personali, atti persecutori e minacce

Immagine d'archivio

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Violato anche il divieto di avvicinamento che il giudice aveva disposto nei suoi confronti, quel giovane era finito persino in carcere, recluso nella casa circondariale di Asti. Ora dovrà rispondere della accuse riguardanti i soprusi che, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, avrebbe commesso ai danni di quella che, sino al degenerare del rapporto, per diversi anni era stata la vittima impotente di una relazione sentimentale spentasi sotto i colpi di una violenza abominevole, tanto più inspiegabile se si considera la giovane età, poco più di vent’anni, di colui che se ne sarebbe macchiato.  

E’ fissato per lunedì di fronte al Tribunale di Asti – giudice Beatrice Bonisoli – il processo a carico di X. K., ventunenne nato in Albania e domiciliato ad Alba, per il quale il pubblico ministero Davide Lucignani ha chiesto di procedere in forza di un campo d’imputazione che rende conto di reiterati atti persecutori, violenza privata, maltrattamenti e lesioni personali. Ipotesi di reato aggravate dalla circostanza del precedente rapporto affettivo e dall’uso di armi.

Accuse pesanti, che fotografano la sequela di fatti ricostruiti dagli inquirenti. Si va dalle ripetute minacce di morte, che le faceva arrivare con telefonate e messaggi, a occasioni nelle quali il giovane avrebbe minacciato di distruggerle l’auto brandendo un martello, o ne avrebbe picchiato il fratello senza apparente motivo, dopo averlo incontrato sulla pubblica via.

In più occasioni l’uomo si sarebbe appostato sotto la casa della ragazza, lei classe 1997, per poi inviarle videoregistrazioni della scena, così da dimostrarle che la stava spiando.

Ancora più pesanti i fatti relativi al periodo nel quale la coppia aveva anche condiviso la stessa abitazione. Sempre secondo l’accusa, il ragazzo, a seguito di scenate di gelosia, avrebbe picchiato la compagna con calci e pugni, minacciandola con cadenza quasi giornaliera. In un’occasione avrebbe inveito contro di lei armato di un coltello, colpendo poi la porta dietro la quale la ragazza si era nascosta, sino a danneggiarla. In un’altra si era presentato al suo cospetto brandendo addirittura una pistola.

In una serata del luglio 2020, ancora, dopo averla condotta in auto in un luogo vicino alla discoteca nella quale la coppia era andata a ballare, l’avrebbe prima aggredita a forza di pugni diretti al volto, quindi condotta in un altro luogo per accanirsi contro di lei con calci, pugni e pure con una cintura, causandole contusioni a un occhio e a varie parti del corpo.

Il 31 dicembre 2021 la denuncia che ha ora portato al processo per il giovane, che difeso dal legale astigiano Gianluca Bona, ha scelto di avvalersi del rito ordinario, mentre la ragazza è rappresentata dall’avvocato albese Silvia Calzolaro.

E. M.

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