Un accordo raggiunto dopo mesi di trattative, ma con la consapevolezza da parte di chi lavora nel terzo settore che bisogna procedere con "tavoli di confronto regionali per evitare situazioni a macchia di leopardo sul territorio". Le rette dei servizi residenziali e semiresidenziali saranno aumentate del 3,8%, sia per la parte sanitaria che per la parte socio-assistenziale. Dopo mesi di trattative e di confronto è stata siglata l'intesa tra ASL CN2, enti gestori dei servizi socio-assistenziali del territorio e Confcooperative provinciale in rappresentanze delle cooperative sociali e di alcune associazioni, che svolgono, in regime di convenzione, servizi residenziali e semiresidenziali nel comparto della disabilità.
Alessandro Durando, presidente Confcooperative sceglie il pragmatismo nel commentare l'accordo: "Il risultato permette alle nostre cooperative di non chiudere i bilanci in rosso a causa dell’aumento dell’inflazione e di tutto quello che accaduto, sul versante economico, in questi ultimi due anni. Avevamo richiesto molto di più, in quanto l’inflazione Istat era a due cifre a inizio anno ma prendiamo atto che non si poteva ottenere di più, in quanto la Regione aveva indicato proprio nel 3,8 % il massimo aumento possibile. La cooperazione sociale del territorio provinciale gode di un riconoscimento virtuoso della qualità dei servizi offerti nel campo della disabilità, ma questo non ci viene riconosciuto da un punto di vista economico”.
"È stato un confronto franco e improntato al riconoscimento del grande lavoro svolto dal terzo settore nel nostro territorio, ma non possiamo dimenticare che quanto raggiunto è in linea con quanto indicato dalla Regione e l’impegno di spesa rimane contenuto nei parametri aziendali, così come richiesto dall’Assessorato. Avere regole certe, anche sul fronte delle rette, omogenee su tutto il territorio regionale è un auspicio, chiedere più risorse su un tema così delicato come la disabilità, un dovere a cui non ci sottraiamo di certo”, le parole di Massimo Veglio, direttore generale dell'Asl Cn2.
Alcuni nodi restano ancora da sciogliere soprattutto sulle modalità di confronto, come fa notare Gian Piero Porcheddu, direttore della cooperativa albese Coesioni Sociali: "Bisogna trovare un sistema unitario di affrontare i problemi, non possiamo solo avere tavoli regionali per tematiche legate agli anziani e alla psichiatria, mentre altre questioni legate ai minori e alle disabilità si trovano a dover sperare nella buona volontà degli enti e del territorio, soprattutto perché si tratta di problematiche in crescita che necessitano di soluzioni coordinate e definite. Ogni criticità dovrebbe essere affrontata con un tavolo di lavoro".














