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Eventi | 03 febbraio 2024, 18:09

“Decontaminare le Memorie": Alberto Cavaglion presenta il suo libro a Saluzzo

Appuntamento venerdì 9 febbraio alle 18 presso Trame di Quartiere

“Decontaminare le Memorie": Alberto Cavaglion presenta il suo libro a Saluzzo

Alberto Cavaglion ritorna a Saluzzo, dove in passato ha presentato alcuni dei suoi libri, ricordiamo solo il primo “Nella notte straniera” da cui l'Associazione Giorgio Biandrata con il suo presidente Gigi Ferraro avevano tratto ispirazione per l'avvio della Marcia di “Attraverso la Memoria”nel lontano 1999 in ricordo degli Ebrei di Saint Martin Vésubie e della loro tragica traversata sui Colli della Valle Gesso. La Marcia continua ancora oggi, con numerosi partecipanti, gestita dal Comune di Borgo San Dalmazzo, Comune Capofila, da Cuneo, Valdieri, Entracque, Valloriate, Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo, Aree Protette Alpi Marittime, ATL Azienda turistica del Cuneese, ANPI Provincia di Cuneo e altri Enti. (Quest'anno la Marcia di “Attraverso la Memoria” sarà domenica 15 settembre).

Cavaglion è docente di Storia dell'Ebraismo all'Università di Firenze, è storico e scrittore. Il libro che presenterà a Saluzzo il 9 febbraio alle 18 presso Trame del Quartiere si intitola “Decontaminare le Memorie- Luoghi, libri, sogni” Add Editore.

Cavaglion si interroga nel libro su come affrontare con consapevolezza luoghi e paesaggi nei quali le memorie del passato, dove gli uomini hanno esercitato violenze su altri uomini, si sono stratificate. Sono questi i paesaggi contaminati, perché hanno subito una trasformazione determinata dalla Storia e richiedono dunque maggior rispetto; luoghi di memoria nei quali, per valorizzarne il ricordo, non si può entrare come in un qualsiasi altro luogo, invece pensare a un'operazione opposta, ad esempio avvisare il visitatore che, entrando tra le baracche di Fossoli, la riflessione e la sosta sono gli strumenti di una visita consapevole, non invece una corsa morbosa per vedere la baracca dove Primo Levi ha scritto L'Alba di Fossoli.

Sono soprattutto tre i luoghi sui quali si sofferma la riflessione di Alberto Cavaglion, “tre luoghi simbolo, nella pianura modenese, a pochi chilometri di distanza: Fossoli, da dove sono transitati i trenta membri della Comunità ebraica di Saluzzo (di cui solo una persona si salvò, Natalia Tedeschi), Primo Levi e la massima parte dei deportati italiani; Villa Emma a Nonantola, dove trovarono asilo, grazie all'aiuto della popolazione locale, decine e decine di ragazzi in fuga, inseguiti dai tedeschi, e infine la Torre della Ghirlandina a Modena, da dove nel novembre del 1938 si gettò l'editore ebreo Angelo Fortunato Formiggini, all'indomani della emanazione delle leggi razziali”.

E saranno proprio questi tre luoghi la meta del viaggio organizzato a Saluzzo, per iniziativa dell'Associazione Ratatoj, con il Patrocinio del Comune di Saluzzo e la collaborazione dell'ANPI Saluzzo e Valle Varaita, che ha raccolto cinquantacinque adesioni. A Fossoli, il più grande campo di concentramento italiano, sostarono, prima di essere caricati sui carri bestiame per Auschwitz, 2844 ebrei, per la maggior parte uccisi al loro arrivo al Campo di Auschwitz.

Il libro di Cavaglion avanza delle prese di posizioni sull'uso a volte eccessivo della Memoria che si è verificato in questi ultimi anni, sull'aumento di una retorica della memoria che ha prodotto a volte un certo grado di saturazione, una banalizzazione, una sacralizzazione, una commercializzazione. La sua pacata riflessione invita a un buon uso della memoria, una meditazione maggiore e indica come metodo la letteratura, l'alta letteratura, l'unica risorsa che può aiutare a venirne fuori. In tutto il libro, e specialmente nel capitolo finale 'Sogni di luoghi e di libri', ci sono riferimenti e citazioni di scrittori, letterati...perché la letteratura ha un vantaggio, sostiene Cavaglion, una prospettiva, fa uscire la testimonianza dal vortice pessimistico della storia, fa uscire i giovani dalla afflizione in cui spesso li facciamo cadere, perché la pedagogia dell'orrore non aiuta a crescere e non si può rappresentare il male senza dare una via d'uscita, senza aiutare i giovani a guardare l'azzurro del cielo.

comunicato stampa

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