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Attualità | 18 febbraio 2026, 06:06

Cuneo: utilizzare i locali vuoti della Stazione ferroviaria come sede della Polizia locale

La proposta del consigliere di maggioranza, Vincenzo Pellegrino: “Non si tratta di una provocazione, ma di un’idea concreta perché il palazzo è sottoutilizzato e si trova in un’area dove le criticità dal punto di vista della sicurezza per i cittadini sono evidenti”

Il palazzo della stazione ferroviaria

Il palazzo della stazione ferroviaria

Il palazzo della Stazione ferroviaria di Cuneo si trova in un’area strategica della città, ma oggi è in gran parte sottoutilizzato. Il Comune da anni chiede a Rete Ferroviaria Italiana, proprietaria dell’immobile, dei lavori che lo recuperino e la disponibilità a concedere l’utilizzo dei locali rimasti vuoti. Ma senza risposta. Ora arriva la proposta del consigliere comunale Vincenzo Pellegrino, di Centro per Cuneo: gruppo che esprime il maggior numero di rappresentanti - sette - nei banchi della maggioranza. 

Durante il Consiglio straordinario e dedicato a piazza Europa dell’11 febbraio - sottolinea Pellegrino - parlando di rigenerazione ambientale, ho voluto dire una cosa chiara: la riqualificazione non può fermarsi agli interventi estetici. Deve, invece, affrontare i nodi veri della città”. 

Quindi, in pratica? “Quell’edificio potrebbe essere ristrutturato per farne la sede della nostra Polizia locale (la Municipale, ndr), oggi ospitata in palazzo San Giovanni all’inizio di via Roma verso piazza Torino. Non si tratta di una provocazione, ma di un’idea concreta per Cuneo perché il palazzo della Stazione è vuoto e si trova in un’area dove le criticità dal punto di vista della sicurezza per i cittadini sono evidenti. Portare lì la Polizia Locale significherebbe fare una scelta forte: trasformare quel luogo in un presidio stabile di legalità, riconoscibile e operativo dove oggi ce n’è più bisogno. Rigenerazione urbana e sicurezza devono camminare insieme”.

Anche se la convezione con Rete Ferroviaria Italiana non sarebbe un percorso facile da attuare? “Un progetto di questo tipo richiede un confronto serio con Rfi. Poi, è vero, le convenzioni non sono semplici. Ma proprio per questo motivo serve responsabilità da parte di tutti. Come Comune abbiamo la grande fortuna di avere un apparato dirigenziale molto competente. Se coinvolto dalla politica, conoscendolo, darà un contributo concreto e determinante a un’operazione di questo livello e così importante”. 

Il finale? “Insediare un presidio di sicurezza in quell’area significherebbe cambiarne radicalmente il volto. E quando un’area cambia volto, diventa più attrattiva anche sotto il profilo commerciale. Oggi molti locali sono vuoti. Domani potrebbero tornare a vivere, creando interesse per i proprietari e nuove opportunità per la città. La vera scelta è questa: limitarci a sistemare spazi o avere il coraggio di trasformare davvero una zona critica in un punto di forza per Cuneo?”.

Pellegrino chiude la proposta con una considerazione: “Noi di Centro per Cuneo una posizione l’abbiamo presa, ora dite la vostra”. 

Dunque, sindaca, assessori, consiglieri di maggioranza e di opposizione, cittadini, a voi la parola. E se il progetto fosse condiviso e realizzabile, dopo l’area del Movicentro, concessa alcuni anni fa da Rete Ferroviaria Italiana al Comune di Cuneo in diritto di superficie, lo stesso percorso potrebbe interessare il palazzo della Stazione di piazzale Libertà: da sempre luogo di incontro e di passaggio delle persone in partenza e in arrivo dai binari.

Sergio Peirone

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