Sono decine e decine i commenti all'articolo sul gravissimo incidente avvenuto questa mattina sulla Statale 28, tra Lesegno e Ceva, dove una persona alla guida di un furgoncino ha investito due uomini di origini bangladesi, ospiti di una struttura della zona.
Uno di loro, giovanissimo, del 2007, è purtroppo deceduto. L'altro uomo, del 1990, per cui di 35 anni, è all'ospedale di Cuneo in condizioni gravissime.
L'incidente è avvenuto attorno alle 10. Le prime testimonianze riportavano l'informazione che i due uomini stessero percorrendo la strada a bordo di un monopattino, notizia poi non confermata dai carabinieri.
I due stavano camminando lungo il ciglio della strada. Sono stati investiti per cause ancora in corso di chiarimento.
La maggior parte dei commenti sottolinea come si sia trattato di una tragedia annunciata.
Su quella strada ma, in realtà, su tante strade della nostra provincia, dove questi uomini circolano spesso alla guida di bici o monopattini, o anche semplicemente a piedi, come in questa circostanza, non pienamente consapevoli delle regole di circolazione. Molte volte al buio, senza luci o dispositivi catarifrangenti.
In tanti si sono ritrovati nella situazione di aver evitato la tragedia. Non ci è riuscita, purtroppo, la persona che stamattina guidava quel mezzo bianco. E che avrà per sempre sulla coscienza la vita di un ragazzo poco più che maggiorenne.
In molti commenti c'è il dolore per quella povera vita spezzata ma anche l'umana solidarietà con il conducente del mezzo, perché poteva capitare a chiunque.
Quello della presenza e circolazione di persone, spesso stagionali, lungo strade strette e prive di protezioni, a qualunque ora e con qualunque condizione meteo, è un problema sollevato da tanti sindaci, nel tempo.

E del quale si occupano anche diversi enti del Terzo Settore. Ma che continua ad esistere.
Il sindaco di Mondovì, Luca Robaldo, non più tardi di qualche giorno fa, ha ricevuto segnalazioni, anche scritte, da parte di cittadini preoccupati rispetto alla viabilità di via Tanaro, l'arteria che collega la città col casello autostradale.
"Quelle segnalazioni evidenziano come quel tratto veda la presenza di pedoni e di persone che la percorrono con bicicletta e monopattino, presumibilmente per recarsi al lavoro: al di là dell'applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada, compito delle Forze di Polizia, a noi amministratori locali è richiesto dai cittadini un intervento che - con le sole forze dei Comuni - non siamo in grado di mettere in campo", ammette.
In veste di presidente della Provincia, evidenzia come "questi tragici eventi debbano essere sprone a lavorare con ancora più determinazione sul tema della sicurezza stradale. Proprio negli scorsi giorni abbiamo avviato l'attività del Tavolo sulla Sicurezza Stradale che ha come obiettivo precipuo quello di coordinare la miriade di attività che si svolgono sul territorio, a partire da quelle svolte dagli Istituti Scolastici".
Il tema, anche in questo ambito, resta quello della formazione.
Questi giovani uomini devono essere formati, primariamente per tutelare se stessi ma anche per non essere un pericolo per chi guida.
L'educazione civica, comprensiva anche dei comportamenti di circolazione stradale, rientra nelle finalità di un progetto finanziato dalla Regione, in cui collaborano le cooperative Momo e Proposta 80 oltre alla Cgil di Cuneo. Si chiama Common Ground ed è nato con lo scopo di contrastare lo sfruttamento lavorativo degli stranieri impiegati in diversi settori, come l'agricoltura, il delivery, la logistica, il volantinaggio e la ristorazione.
Nella nostra provincia l'impiego principale degli stranieri è quello agricolo, concentrato soprattutto nel Saluzzese e nelle vigne. Ma non solo, come testimonia il fatto accaduto oggi e come evidenziano le parole di Luca Robaldo.
Common Ground, oltre a dare ai lavoratori degli strumenti di legge e di diritto per orientarsi e difendersi nel mondo del lavoro, ricevono anche indicazioni su come comportarsi sulle strade.
Inoltre, spiega il segretario provinciale di Cgil Cuneo Piertomaso Bergesio, si cerca di fornire loro abbigliamento adatto, catarifrangente, o dispositivi luminosi. "Si spostano per lavoro o per raggiungere i punti di carico", spiega. "Ed è proprio questo il momento di maggior rischio".
Anche la Caritas di Saluzzo, da anni, distribuisce giacche catarifrangenti agli stagionali. E fornisce anche le biciclette, mezzo di trasporto indispensabile per lavorare nella raccolta stagionale della frutta.
Ed è proprio sull'utilizzo di quel mezzo, al quale ora si aggiungono i monopattini, che gli automobilisti chiedono interventi delle istituzioni.
Per scongiurare ciò che è successo stamattina sulla Statale del Colle di Nava, a seguito del quale un giovanissimo ragazzo è morto, un uomo è in fin di vita e una terza persona è, immaginiamo, disperata.
Difficile che la questione non finisca - non sarebbe la prima volta - sul tavolo del Prefetto. Mariano Savastano, così attento alla sicurezza in tutte le sue declinazioni, quasi certamente metterà il tema in cima alla lista delle sue priorità, ancor più con la stagione della raccolta della frutta ormai alle porte.











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