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Eventi | 31 marzo 2026, 11:52

Alla Castiglia di Saluzzo l'olfatto diventa memoria: inaugura "Reminiscence", l'installazione sensoriale di Francesca Casale SENSU

Dall'11 aprile al 17 maggio, un'opera site-specific nata con gli studenti delle scuole superiori trasforma il profumo in linguaggio artistico: bolle, radici ed essenze per riflettere sulla libertà, la detenzione e l'identità

Alla Castiglia di Saluzzo l'olfatto diventa memoria: inaugura "Reminiscence", l'installazione sensoriale di Francesca Casale SENSU

Sabato 11 aprile, alle ore 11, inaugura alla Castiglia di Saluzzo Reminiscence, il progetto dell’artista Francesca Casale SENSU, a cura di Lorena Tadorni, che porta al centro della scena l’arte olfattiva come uno dei linguaggi più originali della ricerca contemporanea. La mostra sarà visitabile fino al 17 maggio.

Attraverso workshop, pratiche sensoriali e un processo di co-progettazione condivisa, le studentesse e gli studenti delle scuole superiori Soleri Bertoni e Denina Pellico Rivoira sono stati coinvolti in un percorso immersivo che ha trasformato l’olfatto in strumento di narrazione, memoria e identità. Il progetto culmina in un’installazione site-specific alla Castiglia di Saluzzo, sede del Museo della Memoria Carceraria, dove il profumo diventa materia artistica che attiva una riflessione collettiva sulla memoria e sul vissuto carcerario.

Al centro del progetto, l’opera “Un’ora d’aria” si sviluppa come un ambiente sensoriale che coinvolge vista, olfatto e partecipazione attiva. Radici realizzate in pluriball si diramano sul prato della terrazza della Castiglia guidando lo sguardo verso una cella cubica rivestita dello stesso materiale: un elemento fragile e comprimibile che diventa metafora della tensione tra protezione e costrizione. Le bolle del pluriball evocano l’“ora d’aria” come unità minima di respiro e libertà, suggerendo al contempo la crescita organica della memoria e la rigidità dello spazio carcerario.

L’opera si attiva attraverso l’interazione diretta del pubblico, invitato a iniettare essenze nelle bolle tramite una pipetta. Il gesto produce una trasformazione continua del paesaggio olfattivo: note di camomilla, pepe bianco e assoluta di mimosa si combinano generando sensazioni perturbanti, che rimandano alla dimensione fisica ed emotiva della vita in detenzione.

Questa pratica richiama le incisioni lasciate dai detenuti sulle pareti delle celle — segni di esistenza e tentativi di affermazione identitaria in un tempo sospeso — reinterpretate qui in chiave contemporanea come tracce olfattive e cromatiche. L’incisione diventa così un atto sensibile: non più solo segno visivo, ma esperienza diffusa nello spazio.

Il pluriball, con la sua trasparenza imperfetta, suggerisce la natura stratificata e sfuggente della memoria, mentre le radici emergenti dal terreno si fanno metafora di una memoria collettiva che affonda nella storia della Castiglia e riaffiora nel presente. Il visitatore, coinvolto attivamente, non è più spettatore passivo ma parte integrante dell’opera: incidendo l’installazione con il proprio gesto, viene a sua volta inciso dall’esperienza.

Reminiscence si configura così come un progetto partecipativo, capace di attivare riflessioni profonde sul rapporto tra memoria e identità, tra limite e desiderio di libertà, e di valorizzare l’arte olfattiva come strumento educativo e relazionale, ponte tra generazioni.

cs

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