Secondo appuntamento, nell’ambito del progetto regionale promosso dal Comune di Fossano “Agenda Giovani 4.0”.
Dopo l’incontro con l’ex pallavolista del Cuneo Volley, oggi dirigente, Daniele Sottile, il liceo sportivo e scientifico Ancina di Fossano ha ospitato, nella sala Barbero del Castello degli Acaja, i campioni paralimpici Diego Colombari e Marco Maria Dolfin, rispettivamente di handbike e nuoto, con un pensiero speciale rivolto al compianto Alex Zanardi.
Prima di presentare i due atleti — il primo cuneese, classe 1982, di Bernezzo, il secondo torinese, classe 1981 — sullo schermo gigante della sala è apparsa proprio un’immagine di Zanardi. Nel giorno dei funerali, celebrati a Padova, è stata riproposta anche una foto del sorriso dell’atleta, scattata da Mauro Ietto alle Paralimpiadi di Londra 2012: un simbolo di tenacia, amore per la vita e grande senso dell’umorismo anche di fronte alle avversità. Zanardi è stato capace di ottenere risultati straordinari alle Paralimpiadi, nonostante l’amputazione di entrambe le gambe dopo il tragico incidente automobilistico in Germania nel 2001.
"Alex Zanardi ha sempre mostrato prima il sorriso della sofferenza", ha esordito il giornalista e moderatore Alberto Dolfin, affiancato dalla vicesindaca e assessora alle Politiche sociali di Fossano, Donatella Rattalino. Dolfin è il fratello minore di Marco Maria, atleta paralimpico di nuoto, ospite della giornata, ma anche praticante di padel e grande appassionato di sport. All’evento erano presenti anche il sindaco di Fossano Dario Tallone, l’assessore allo Sport Danilo Toti e la vicepresidente del liceo Ancina, Silvana Racca.
Diego Colombari, atleta di handbike della società Passo di Cuneo e con numerose presenze in Nazionale, ha raccontato il grave incidente in moto avvenuto a 26 anni, dopo uno scontro frontale con un camion, che gli ha cambiato la vita e ha portato all’amputazione della gamba sinistra.
"Noi siamo artefici della nostra vita e l’incidente non può che cambiarne inevitabilmente le dinamiche", ha commentato il campione della Granda. "Ci si ritrova davanti a fare delle scelte di fronte ai propri limiti. Il mio miglior risultato a livello paralimpico rimarrà per sempre l’oro nella staffetta a squadre di Tokyo 2020, un momento che mi emoziona più ora di allora, ripensando a quella pioggia abbondante sul circuito vicino al Monte Fuji".
Colombari ha anche raccontato di aver brevettato con il Politecnico di Torino una bici totalmente carenata e a propulsione, messa in movimento solo con le braccia e la forza degli addominali, con cui ha stabilito nel 2024 a Balocco il record mondiale di velocità, pari a 83,28 km/h, dopo averlo sfiorato in Nevada su un rettilineo lungo 10 chilometri. "Tra 20 giorni proverò a raggiungere un altro record del mondo", ha concluso.
Il secondo ospite, Marco Maria Dolfin, ha invece raccontato la propria reazione al tragico incidente stradale che gli ha provocato una paraplegia incompleta. Nonostante questo, ha continuato a dedicarsi allo sport, riuscendo al tempo stesso a svolgere la professione di chirurgo ortopedico grazie a una speciale sedia elettronica in grado di sostenerlo durante gli interventi, a sposarsi e a diventare padre di due gemellini.
"Ho sempre avuto un animo sportivo e competitivo e dopo l’incidente, all’Unità spinale, scoprii l’amore per il tennistavolo, ma i risultati furono scarsi. Optai allora per il nuoto paralimpico, in cui venni classificato nella categoria H5. Proprio in questa disciplina partecipai nel 2016 alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, arrivando quarto a pochi decimi dal podio: un’emozione grandissima".
Colombari e Dolfin hanno infine dialogato con gli studenti, rispondendo alle domande sul loro percorso, sul modo di reagire alle difficoltà e sulla capacità di convivere con situazioni sportive e quotidiane complesse. Un confronto intenso, segnato da un messaggio comune: dopo l’incidente, si può vivere un’altra vita, proprio come insegnava Alex Zanardi.
QUI SOTTO IL VIDEO DELLE INTERVISTE AI PROTAGONISTI:













































