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Attualità | 14 maggio 2026, 06:32

Buona lettura dal Caffè letterario Albedo di Bra con "Ritratto di dama" di Giorgia Penzo

Un libro ad alto tasso di romanticismo che racconta una storia d’amore da sciogliere il cuore

Buona lettura dal Caffè letterario Albedo di Bra con "Ritratto di dama" di Giorgia Penzo

Avviso: libro ad alto tasso di romanticismo. Ritratto di dama di Giorgia Penzo è una storia d’amore che scioglie il cuore. A partire dalle prime righe. «L’aurora a Parigi era un momento magico. Se qualcosa d’impossibile era destinato a compiersi allora sarebbe accaduto all’alba».

È questo ciò che pensa Lavemne Renaud, proprietaria dell’attico in cui vive un giovane studente d’arte, Guillaume, perdutamente innamorato di “un’idea”, come lo rimprovera Pélagie, la bellissima modella che posa per lui, più per vanità che per soldi. La stessa che vuole “salvarlo”, perché non sopporta di vedere tutto quell’amore sprecato.

«L’amore non è mai sprecato», la rimprovera Guillaume, convinto che prima o poi riuscirà a trovare la donna giusta in grado di scaldargli il cuore. Il ragazzo ancora una volta va al Louvre, come ha fatto ogni giorno negli ultimi sei anni e si siede davanti a lei, la “Belle Ferronnière” di Leonardo da Vinci, fino alla chiusura del museo. Non immagina nemmeno che quella notte, la notte di San Lorenzo, la sua vita cambierà per sempre, incontrando una ragazza che sembra essere proprio la dama del dipinto. «Tu sei lei», le dice subito e la ragazza si farà chiamare Elle dopo quelle parole.

La familiarità che li coglie sin dal primo istante li sconvolge, lasciandoli increduli, entrambi si ripetono che non può essere reale, che non sta succedendo per davvero. Solo le stelle cadenti sembrano essere testimoni di quanto stanno vivendo. E Parigi, dal cimitero di Père-Lachaise al cortile del Louvre, dagli Champs Elysées ai giardini delle Tuileries, è loro complice. I due parlano di vita, di morte, ma soprattutto di amore. Disincantato, illuso, reale, mai vissuto, sperato, rincorso.

«L’amore arruola eroi e guerrieri. Ci vuole coraggio per amare qualcuno che ama qualcun altro, per aspettarlo, o per accettare l’idea che, nonostante il sentimento folle, non ti apparterrà mai», dice Guillaume, un eroe romantico che appassiona e commuove.

Il loro incontro è talmente surreale che loro stessi stentano a credere a ciò che stanno vivendo: «Un tizio che ama una donna di un’altra epoca scovata in un ritratto, sorseggia tè con una che vede la personificazione del Tempo. Galleggiamo sulla stessa zattera», dice Elle. Singolare e intrigante è il Tempo fatto persona. «Muta il suo aspetto esteriore ogni volta, e ogni volta porta con sé un dettaglio corrotto. Il Tempo cambia tutte le cose, anche sé stesso», racconta Elle a Guillaume, mentre si sente incalzata da quel vecchio signore con un orologio da taschino e le palpebre rugose cucite con filo di spago.

Le poche ore che hanno a disposizione sembrano finire in fretta, il ritmo del libro incalza man mano che il tempo passa. «Preferisco appassire col rimorso di aver amato e fallito, piuttosto che restare in questo limbo col rimpianto di non aver mai tentato», dice Elle al Tempo. La ragazza è stanca di sopravvivere, le è concessa solo una notte ogni dieci anni, ma vorrebbe vivere per davvero.

Purtroppo, però, qualcosa va storto e i due innamorati rischiano di veder spezzato il loro sogno prima ancora di viverlo. Ma la forza dell’amore, si sa, può ogni cosa. Ed un’altra alba, seppure a distanza di anni, riesce a farsi testimone dell’impossibile.

Silvia Gullino

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