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Attualità | 29 maggio 2026, 06:35

Bra, giovedì 4 giugno la solenne processione del Corpus Domini

Preceduta dalla Messa, alle ore 20.30, al Santuario della Madonna dei fiori. Il 6 giugno a Torino memoria del Miracolo Eucaristico

Festa del Corpus Domini nell’anno 2025, a Bra

Festa del Corpus Domini nell’anno 2025, a Bra

Ogni anno, sessanta giorni dopo la Pasqua, la Chiesa celebra il “Corpus Domini”: festività religiosa in onore dell’Eucaristia, sviluppatasi nel XIII secolo ed estesa da papa Urbano IV, nel 1264, a tutta la cattolicità.

Anche a Bra tale ricorrenza è vivamente sentita e, nella serata di giovedì 4 giugno, prenderà il via una solenne processione, in cui il “Corpo di Cristo”, sotto il segno sacramentale del pane, passerà tra la popolazione esposto in un “ostensorio”.

Il corteo, guidato dal clero locale, raggiungerà il monastero delle Sorelle Clarisse, subito dopo la celebrazione della Santa Messa in programma alle ore 20.30, presso il Santuario della Madonna dei fiori. Al termine della processione verrà impartita la solenne benedizione. Seguirà l’adorazione eucaristica.

In questo giorno, per l’occasione e come da tradizione, sono allestite suggestive scenografie multicolore lungo il percorso dove passa Gesù Eucaristia. Così, al passaggio del corteo, anche i braidesi sono invitati ad addobbare con fiori e drappi, finestre e balconi.

Saranno presenti le autorità cittadine, le comunità parrocchiali, le cantorie, le associazioni di volontariato e le Confraternite religiose per essere davvero attorno al Pane di Vita, un cuor solo e un’anima sola.

Da Bra a Torino il 6 giugno nella memoria del Miracolo Eucaristico

Il 6 giugno 1453 a Torino avvenne il Miracolo Eucaristico. Sul luogo fu eretta in seguito una chiesa, poi divenuta basilica del Corpus Domini. Ogni anno l’arcidiocesi di Torino rinnova questa memoria con la celebrazione eucaristica e la processione del Corpus Domini, festività religiosa in onore dell’Eucaristia, sviluppatasi nel XIII secolo ed estesa dal papa Urbano IV, nel 1264, a tutta la cattolicità.

Di seguito il programma delle celebrazioni nel capoluogo piemontese di sabato 6 giugno: ore 10, nella Basilica del Corpus Domini (piazza Corpus Domini, Torino), Santa Messa della memoria liturgica; dalle ore 16.30 alle 17.30, nella Basilica del Corpus Domini, adorazione eucaristica; ore 18.00 Santa Messa nella Cattedrale di San Giovanni Battista. La celebrazione si concluderà con un momento di adorazione eucaristica.

Miracolo Eucaristico di Torino

È uno dei miracoli più noti e più sensazionali. Parliamo di quello avvenuto a Torino nel giugno del 1453, durante la guerra tra la Francia e il Ducato di Piemonte-Savoia, ufficialmente scoppiata per il matrimonio tra Luigi, figlio del re Carlo VII, con Carlotta di Savoia (matrimonio che il re non voleva), ma in realtà perché Renato d’Angiò, volendo riconquistare il Regno di Napoli, voleva passare per la Savoia.

Mentre Renato attraversava le Alpi con duemila uomini e cinquecento cavalieri, le truppe piemontesi intervennero in massa e si impadronirono di Exilles, un villaggio della Valle d’Oulx, saccheggiando ogni cosa.

La barbarie non risparmiò la chiesetta, da cui fu asportato tutto, compreso un ostensorio con l’ostia consacrata. I ladri misero la refurtiva in un fagotto, lo posero sopra un asino e si diressero a Torino, dov’era più facile piazzare la “merce”. Oltrepassate Susa, Avigliana e Rivoli, arrivarono a Torino il 6 giugno, ottava della festa del Corpus Domini.

Nessuno si sarebbe accorto di nulla se il mulo non avesse incespicato e non fosse caduto, rifiutando di rimettersi in piedi, nonostante le grida e le bastonate. Ma soprattutto se dal sacco non fosse uscito l’ostensorio che cominciò miracolosamente ad elevarsi senza che alcuno lo sostenesse. Salì, salì in alto e si fermò a mezz’aria, per farsi vedere da tutti, mentre cominciò a risplendere come se il sole fosse disceso sulla terra.

La piazza era piena di gente: potete immaginare le lacrime, i sospiri e le fervorose preghiere che si elevavano all’indirizzo del miracolo. Presto arrivò il vescovo della città, Lodovico di Romagnano, insieme a molti sacerdoti; appena giunti, l’ostensorio cadde a terra, lasciando sospesa soltanto l’ostia consacrata, la quale continuava a risplendere e illuminare. Tutti caddero in ginocchio, adorando un tale prodigio e ripetendo: «Resta con noi, Signore!». Il vescovo, infine, prese un calice, si avvicinò all’ostia e lo levò in alto. Quasi volesse ubbidire alla voce del Pastore, il Signore sacramentato cominciò lentamente a discendere, fino a porsi dentro il calice. Allora il vescovo portò il calice con l’ostia processionalmente e devotamente dentro la cattedrale di San Giovanni Battista.

La prima testimonianza del miracolo, firmata da undici testimoni, è andata perduta, ma ne rimane un riassunto, conservato nell’archivio municipale in una cassetta di cipresso costruita appositamente per questo.

Sul luogo del miracolo prima fu innalzata una piccola cappella, poi l’attuale basilica del Corpus Domini. L’ostia oggi non si conserva più: venerata per una quarantina d’anni, fu consumata per ordine della Santa Sede «Per non obbligare Dio - si legge nei documenti - a fare un continuo miracolo, conservandola intatta».

Peccato! Ma il ricordo del miracolo è vivo, sia perché i Santi del Novecento, che fecero del Piemonte una regione tra le più sante del mondo (si pensi a don Bosco, al Cottolengo, al Cafasso e via dicendo), attinsero dal miracolo ispirazione per le loro opere, sia perché il Congresso Eucaristico nazionale del 1953 (a cui intervenne il futuro Papa Giovanni XXIII) si tenne proprio a Torino. La città più indicata per onorare il Pane disceso dal cielo!

Nell’arte è famoso il dipinto “Il miracolo del SS. Sacramento di Torino. La caduta del mulo con l’Ostia consacrata che si alza verso il cielo”, opera di Pietro Domenico Olivero, Torino 1738, olio su tela, collezione privata.

Perché si celebra il Corpus Domini

Il Corpus Domini (Corpo del Signore) è sicuramente una delle solennità più sentite a livello popolare. Vuoi per il suo significato, che richiama la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vuoi per lo stile della celebrazione. Pressoché in tutte le diocesi infatti, si accompagna a processioni, rappresentazione visiva di Gesù che percorre le strade dell’uomo.

La storia delle origini ci porta nel XIII secolo, in Belgio, per la precisione a Liegi. Qui il vescovo assecondò la richiesta di una religiosa che voleva celebrare il Sacramento del Corpo e Sangue di Cristo al di fuori della Settimana Santa. Più precisamente le radici della festa vanno ricercate nella Gallia belga e nelle rivelazioni della beata Giuliana di Retìne. Quest’ultima, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, nel 1208 ebbe una visione mistica in cui una candida Luna si presentava in ombra da un lato.

Un’immagine che rappresentava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del Santissimo Sacramento. Fu così che il direttore spirituale della beata, il canonico Giovanni di Lausanne, supportato dal giudizio positivo di numerosi teologi, presentò al vescovo Roberto di Thourotte la richiesta di introdurre una festa in onore del Corpus Domini.

Il via libera arrivò nel 1246 con la data della festa fissata per il giovedì dopo l’ottava della Trinità. L’estensione della solennità a tutta la Chiesa però va fatta risalire a papa Urbano IV (che tempo prima aveva anche riconosciuto il miracolo eucaristico di Bolsena) con la bolla Transiturus de hoc mundo dell’11 agosto 1264.

Nell’estendere la solennità a tutta la Chiesa cattolica, il Papa scelse come collocazione il giovedì successivo alla prima domenica dopo Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua). L’inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il Pange lingua, scritto e pensato dal teologo domenicano Tommaso d’Aquino. In numerosi Paesi, tra cui dal 1977 l’Italia, la celebrazione è stata tuttavia spostata alla domenica successiva. In molte chiese locali però la data è rimasta il giovedì.

Silvia Gullino

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