Ieri, dopo il ponte del 2 giugno, è stato il giorno del rientro in classe al Cravetta-Marconi di Savigliano, con quel banco drammaticamente vuoto, quello di Rasmane Ouedraogo.
Stasera è in programma il primo incontro con una psicologa, voluto e organizzato dal presidente Danilo Rinaudo e da tutta la dirigenza dell'Olimpic Saluzzo per dare supporto ai compagni di squadra del 15enne deceduto sabato 30 maggio nella piscina dell’Eurocamping di Calvisio, a Finale Ligure.
Erano lì, quando Rasmane è morto. Sono circa quaranta gli iscritti, perché quello che è successo ha scosso davvero tante persone. Ragazzi, genitori, allenatori e tutta la società sportiva.
Nel frattempo stanno andando avanti gli accertamenti e le indagini.
Ieri è stato anche il giorno dell'autopsia sul corpo del 15enne.
E' emerso ciò che fin da subito si era ipotizzato. Lo ha confermato il pubblico ministero Massimiliano Bolla: la morte non è stata causata da annegamento.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella di un’aritmia cardiaca, che potrà essere accertata o esclusa soltanto dopo gli esami istologici disposti nell’ambito dell’autopsia.
Serviranno quindi ulteriori accertamenti per chiarire con esattezza le cause della morte del giovane Rasmane.
Intanto restano il dolore e lo sgomento di una comunità intera, della scuola, della famiglia e dei compagni di squadra, chiamati ora ad affrontare un’assenza che lascia un vuoto profondo e difficile da colmare.










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