“A Saluzzo per il momento non ci sono criticità per quanto riguarda gli approvvigionamenti idrici degli acquedotti. Il direttore di Alpi Acque, Claudio Careglio, mi ha rassicurato in proposito”.
Il sindaco Franco Demaria spiega che la rete regge bene e aggiunge: “Si è registrato, in questi ultimi giorni, un leggero calo alla sorgete della Saretta, ampiamente compensato dal pozzo della Mattona. Quindi nessun problema per la parte bassa della città. In collina, lieve calo dalle sorgenti di Pian dell’Orso, ma anche in questo caso, grazie ad un sistema di pompaggio, ampiamente collaudato nel corso degli anni, si riesce a far fronte alla situazione senza problemi. Questo non significa – si affretta a puntualizzare – che debba venire meno l’invito a usare l’acqua con buonsenso, sia per l’uso domestico che per l’irrigazione dei giardini o il lavaggio delle auto. Non sappiamo fino a quando durerà la fase di siccità per cui ricordo a tutti i cittadini – questa l’esortazione di Demaria - che l’acqua è sempre, in ogni stagione dell’anno, un bene prezioso e va usata con criterio e mai sprecata”.
Sembra paradossale, ma per Saluzzo resta la pianura più che la collina la grande riserva di acqua per la città.
Va detto che, tra le varie opere pubbliche, la rete dell’acquedotto è quella che appare oggi la più efficiente, grazie a una serie di infrastrutture realizzate negli ultimi decenni e a una manutenzione sulla rete che ha permesso di intervenire là dove c’erano perdite importanti.
Nell’antica capitale del Marchesato, dunque, difficilmente l’acqua mancherà perché c’è un sistema di compensazione di sorgenti e vasche di raccolta che assicura un’ equa distribuzione alle varie zone della città.
La sorgente più importante, la galleria drenante della Saretta di Revello che arriva dall’alta valle Po, di norma garantisce circa 100 litri al secondo. Al momento – come detto - si registra appena un modesto calo.
Anche qui, per i non addetti, un altro paradosso: è potenzialmente più problematica la situazione in inverno che in estate.
Un dato per tutti: la situazione più critica la sorgente della Saretta la registrò nell’inverno 2012, quando il termometro scese sotto i 20 gradi. Il gettito si era ridotto a 12 litri al secondo per un paio di giorni, poi fortunatamente la temperatura risalì e la crisi rientrò.
L’approvvigionamento idrico di Saluzzo è alimentato da sorgenti: la Saretta (la principale), Pian dell’Orso (Santa Cristina) e dai pozzi di Mattona.
Dalle fonti, l’acqua arriva in alcune vasche di grandi dimensioni che si trovano in zona San Lorenzo (poco prima della Comunità Cenacolo, 300 mc), Villa Chiara (di fronte all’omonima villa dopo la Castiglia, 1400 mc), via Tapparelli (principale 1200 mc, secondario 300 mc), Mattona (200 mc).

[La cisterna di via Tapparelli]
Particolarmente opportuno si è rivelato l’intervento realizzato dalla ditta Crea nella seconda metà degli anni ’90 in via Tapparelli con un’operazione – per quei tempi faraonica – che richiese lo sbancamento di un’ampia area poco sotto Casa Cavassa, rivelatosi fondamentale per fornire la potabile a larga parte del concentrico.
Tutte le vasche sono interconnesse e il loro livello monitorato 24 ore su 24 attraverso un sistema di telecontrollo. L’acqua è ovviamente soggetta a puntuali controlli da parte dell’Asl.
“Nelle ampie cisterne – spiegano i tecnici – esistono sistemi a raggi Uv che consentono di ridurre al minimo l’uso del cloro”.

[L'esterno della vasca di San Lorenzo]
La lunghezza complessiva della rete saluzzese è di circa 180 chilometri (20 per l’adduzione, 160 per la distribuzione).
Nel complesso le tubazioni – la cui età media risale all’inizio degli anni ’90 – sono in relativo buon stato e sono state via via migliorate con interventi realizzati dalla società Alpi Acque.
L’azione di monitoraggio, condotta con metodi innovativi, che consentono di localizzare il guasto in maniera precisa, e una costante manutenzione hanno consentito di ridurre in modo significativo le perdite d’acqua che in taluni punti della rete erano notevoli.








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