L'inaugurazione a Bene Vagienna di Piazza del Chafleo, l'opera dell'artista colombiano Iván Argote, è il momento culminante di Radis, il progetto di arte nello spazio pubblico ideato e sostenuto dalla Fondazione Arte CRT, ente "art oriented" della Fondazione CRT, in collaborazione con la Fondazione CRC.
L'inaugurazione al pubblico dell'opera si terrà domenica 11 ottobre alle ore 11.30 alla presenza dell'artista Iván Argote, della curatrice Marta Papini e di istituzioni e autorità, con un'introduzione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (Presidente della Fondazione Arte CRT), Mauro Gola (Presidente della Fondazione CRC), Claudio Ambrogio (Sindaco del Comune di Bene Vagienna), e dell'ambasciatore Juan José Páez Pinzón (Console generale della Repubblica di Colombia). La giornata proseguirà con l'inaugurazione della mostra La mano sinistra del buio nelle sale del Palazzo Lucerna di Rorà e con il rinfresco offerto al Palazzetto dello Sport.
"Quando l'arte incontra lo spazio pubblico diventa un'esperienza che appartiene a tutti" dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT. "È ciò che accade con Radis, un progetto che porta l'arte contemporanea nei luoghi della vita quotidiana e li trasforma in occasioni di incontro, curiosità e meraviglia. L'opera di questa edizione interpreta pienamente questo spirito: dialoga con il contesto che la accoglie e offre a cittadini e visitatori uno sguardo nuovo sul territorio. Per la Fondazione CRT, e il suo ente art oriented Fondazione Arte CRT, rendere l'arte accessibile significa proprio questo: fare in modo che il patrimonio culturale non sia qualcosa da osservare a distanza, ma una presenza viva, capace di creare legami e senso di appartenenza."
"Siamo felici di dare inizio alla terza edizione di Radis, inaugurando l'opera con cui Iván Argote ha ripensato uno spazio pubblico di Bene Vagienna, trasformandolo in una piazza dell'arte, un luogo immaginifico, dedicato alla socialità e all'ospitalità. Sono sicura che questa opera-piazza entrerà a far parte della vita della cittadinanza, così come è accaduto a Rittana con l'opera di Giulia Cenci, installata in un bosco di betulle, e a Dogliani con la grande scultura di Petrit Halilaj sul prato di Borgata Valdibà", dichiara Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Arte CRT. "Con Radis, dal 2024, la Fondazione ha deciso di ampliare il suo raggio d'azione su scala regionale, coinvolgendo gli spazi pubblici e le comunità locali nella creazione di un nuovo patrimonio d'arte contemporanea. Per Radis, la nascita e la produzione dell'opera sono occasioni preziose per costruire intorno a essa un articolato percorso di conoscenza, attraverso le attività educative dedicate alle scuole locali e i momenti di approfondimento ed espositivi destinati a diversi tipi di pubblico. A Bene Vagienna lo abbiamo fatto grazie al dialogo con il Sindaco, Claudio Ambrogio, e potendo contare sul sostegno concreto, partecipe e prezioso della Fondazione CRC e del suo Presidente Mauro Gola. Grazie alla curatrice Marta Papini, al suo team di progetto, e all'artista Iván Argote per aver accolto con entusiasmo, intelligenza e impegno questa nuova sfida. Grazie alla Fondazione CRT e alla Presidente Anna Maria Poggi per aver condiviso senza riserve gli obiettivi del progetto".

Affidata, come le precedenti edizioni, alla curatrice Marta Papini, l'opera di questa terza edizione è stata realizzata a Bene Vagienna, nello spazio noto come "la rotonda". L'installazione resterà di proprietà della Fondazione Arte CRT e sarà affidata in comodato al Comune di Bene Vagienna.
Piazza del Chafleo realizza per la prima volta un progetto che l'artista Iván Argote coltiva dal 2016. Nel 2019, attraverso un video, l'artista aveva immaginato i molti significati del verbo "chafleare", da lui inventato. "Chafleare" è un neologismo, la cui definizione rimane volutamente aperta: invece di installare un monumento per celebrare una figura o un evento del passato, Iván Argote trasforma "la rotonda" in una piazza intitolata a una parola nuova, destinata ad acquisire senso lentamente, a seconda di come le persone useranno questo luogo. Se ci si verrà a baciare, "chafleare" significherà baciarsi; se ci si verrà a manifestare, significherà manifestare. L'opera ribalta la logica del monumento tradizionale, che decide una volta per tutte chi e cosa ricordare, e la restituisce a chi abita e la attraversa, trasformando la piazza in una domanda aperta su come, simbolicamente e fisicamente, scegliamo di stare insieme.
La Piazza del Chafleo è composta da tre elementi scultorei in cemento rosa: una scala monumentale che permette di contemplare il paesaggio da una nuova prospettiva; una struttura curva che ricorda i resti del vicino anfiteatro romano, concepita come un dispositivo di incontro; una fontana in cui l'acqua è presente solo se si riesce a immaginarla. Tre placche rotonde, disposte sull'erba come i tradizionali tombini, stimolano l'immaginazione, suggerendo le istruzioni per un gioco a distanza. Tre piccole iscrizioni sulle panchine – "Ti ricordi la prima volta che abbiamo chafleato qui?" – invitano ciascuno a interpretare, a modo suo, il significato del verbo "chafleare". Come in tutte le piazze, anche in Piazza del Chafleo ci sono i piccioni: a loro è dedicata la scultura dorata di un piccione fuori scala, che riposa con un atteggiamento rilassato tra gli alberi della piazza. Il piccione è un soggetto caro a Iván Argote, che lo ha eletto a simbolo di riscatto per ogni soggettività ai margini. In questo caso, è il primo abitante della piazza e suggerisce a chi la visita un possibile uso dei suoi dispositivi.
"Da quasi dieci anni lavoro all'idea di creare la Piazza del Chafleo, un luogo il cui nome deriva da un verbo immaginario che spero acquisisca significato attraverso l'uso dello spazio" afferma Iván Argote. "In altre parole, è un invito a immaginare il senso di un nuovo verbo a partire dall'esperienza di una piazza. Il progetto Radis ha reso possibile che quest'idea diventasse realtà: la Piazza del Chafleo adesso esiste."
"Far spazio all'immaginazione nello spazio pubblico significa esercitare una forma di resistenza alle narrazioni dominanti, nello stesso modo in cui le masche di Giulia Cenci appaiono ai visitatori della radura del Chiot Rosa (Rittana), e le fantasie dei bambini hanno popolato la scuola disegnata nell'aria di Petrit Halilaj a Borgata Valdibà (Dogliani). Con l'ironia, la leggerezza e la 'tenerezza radicale' che contraddistinguono la pratica di Argote, Piazza del Chafleo invita le cittadine e i cittadini a reimmaginare e risignificare lo spazio condiviso, trovando in esso un nuovo luogo di aggregazione e di comunità" dichiara la curatrice Marta Papini.
Gli altri appuntamenti
Sempre domenica 11 ottobre, insieme all'opera di Iván Argote verrà inaugurata nel Palazzo Lucerna di Rorà di Bene Vagienna la mostra La mano sinistra del buio a cura di Marta Papini, che accoglierà opere dalle collezioni della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC, con l'intento di restituirle alla visione della collettività del territorio piemontese. Il titolo fa riferimento al celebre romanzo di fantascienza di Ursula K. Le Guin pubblicato nel 1969, ambientato sul pianeta ghiacciato di Gethen, i cui abitanti non hanno un genere fisso e, in cicli di fertilità, assumono caratteristiche maschili o femminili per brevi periodi. Allo stesso modo, la mostra racconta la vita di ciò che risiede oltre i confini del tangibile e del classificabile: sottoterra o sottacqua, nel futuro o nel passato, nello spazio o sul nostro pianeta, le opere in mostra esplorano un modo non binario di leggere il mondo, in rapporto dialettico con la natura di Palazzo Lucerna di Rorà, un Museo Civico Archeologico in cui ogni reperto è classificato, ordinato e catalogato. La mostra include opere di Francesco Cavaliere, Patricia Domínguez, Regina de Miguel, Aleksandra Mir, Isadora Neves Marques e Diego Perrone e resterà aperta fino al 6 dicembre 2026.
"La terza edizione di Radis consolida la fruttuosa collaborazione con Fondazione Arte CRT, confermando la comune volontà di fare dell'arte una leva strategica per l'attivazione delle comunità e la valorizzare dei nostri territori" commenta Mauro Gola, presidente della Fondazione CRC. "Il ricco programma di appuntamenti - che hanno arricchito i mesi precedenti l'inaugurazione e si concluderanno nelle prossime settimane - ha permesso a Radis, grazie a un'ampia collaborazione con enti e associazioni a livello provinciale, di crescere ulteriormente in termini di radicamento e di capacità di coinvolgere pubblici differenti".
"Sono onorato, a nome di tutta la mia Amministrazione e dell'intera cittadinanza, di ospitare a Bene Vagienna un'opera così importante" dichiara Claudio Ambrogio, sindaco di Bene Vagienna. "Un'opera che non è solo bellezza, ma che porterà visibilità, cultura e turismo alla nostra città. Il mio sentito ringraziamento va a chi ha reso possibile tutto questo: alla Presidente Patrizia Re Rebaudengo, al Presidente della Fondazione CRC Mauro Gola, all'artista Iván Argote per il suo straordinario talento, alla curatrice Marta Papini per la sua preziosa visione, al nostro Ufficio Tecnico del Comune per il lavoro instancabile, e a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito a realizzare quest'opera così bella e importante per Bene Vagienna. Grazie di cuore a tutti."
Il progetto Radis, dal piemontese radis (radice), nasce per avvicinare l'arte contemporanea a un pubblico esteso e interviene in contesti non convenzionali. Radis si articola in diverse azioni: la commissione di opere di arte pubblica permanente, un programma educativo per le scuole curato da Felìz Impresa Culturale Creativa, che proseguirà anche a opera già installata, la mostra e un public program con l'obiettivo di avvicinare il pubblico all'inaugurazione dell'opera di Iván Argote; oltre alla nuova edizione di Supercondominio, il public program si è articolato nel ciclo di incontri Opere Vive. Percorsi di valorizzazione arte pubblica del cuneese, iniziativa curata dall'associazione culturale ART.UR che mira a riattivare e far conoscere i progetti artistici disseminati nella provincia di Cuneo, focalizzandosi sul legame profondo e sulla partecipazione attiva delle comunità locali che convivono quotidianamente con queste opere. Il ciclo si concluderà il 25 ottobre a Dogliani con un appuntamento dedicato ad Abetare (un giorno a scuola), 2025. Disegni e scarabocchi dei banchi delle scuole di Dogliani e dei Balcani, l'opera realizzata dall'artista kosovaro Petrit Halilaj nella Borgata Valdibà (Dogliani) per la seconda edizione di Radis. Il 27 ottobre, inoltre, a Bene Vagienna si terrà Activissime, un workshop dedicato alle bambine e ai bambini condotto da Iván Argote e con la collaborazione di Felìz Impresa Culturale Creativa.
Per informazioni: www.radis-crt.it
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Iván Argote (Bogotà, Colombia, 1983) lavora con scultura, installazioni pubbliche, cinema, pittura e performance. Le sue opere immaginano nuovi modi di fruire e intendere lo spazio pubblico, intrecciando la critica alle ingiustizie storiche e sociali con momenti di tenerezza, umorismo e di ribellione poetica. Argote mette in discussione le narrazioni dominanti invitando il pubblico a ripensare le relazioni tra le persone, il potere e il territorio. Ha esposto presso importanti istituzioni, tra cui il Centre Pompidou, il Palais de Tokyo, la Berlinische Galerie, il Dortmunder Kunstverein, il Museo MALBA, il Museo MAPS, lo SCAD Museum of Art e l'ASU Art Museum. Ha inoltre realizzato installazioni pubbliche presso la High Line (New York), il MASP (San Paolo), Desert X (Coachella Valley), oltre a sculture permanenti per l'Università della Sorbona (Parigi), la città di Anversa e Douala. Le sue opere sono state presentate, tra le altre, alla 60ª Biennale di Venezia (2024), alla 30ª Biennale di San Paolo (2012), alla Biennale di Lione (2024), alla Biennale di Cuenca (2023) e a quella di Salonicco (2015).














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