/ Cronaca

Cronaca | 22 marzo 2011, 18:13

Zizo, il kebabbaro di Saluzzo: "Con questa ordinanza perdo circa 2000 euro al mese"

Il più vecchio venditore di Kebab della città non approva l'orario di chiusura anticipata per i negozi alimentari: "D'accordo che occorre tutelare la quiete, ma io non faccio il poliziotto"

Il kebabbaro Zizo

Il kebabbaro Zizo

La recente ordinanza del comune di Saluzzo che regola l’orario di chiusura delle attività artigianali che vendono prodotti alimentari, ha colpito soprattutto i cosidetti “kebabbari” che costruiscono grossa parte degli introiti proprio nelle ore notturne grazie ai giovani rientrarti dalle discoteche o dalla movida locale. Abbiamo incontrato “Zizo”, proprietario del “Nilo Kebab”, primo ad iniziare questo genere di attività nel saluzzese, il quale ci ha spiegato il suo punto di vista.

Zizo, da ora in poi ci sarà un rigido orario per Lei ed i suoi colleghi, cosa ne pensa?

“Penso che il principio sia giusto. E’ giusto voler tutelare i cittadini dagli schiamazzi notturni o dal disturbo della quiete pubblica, ma così facendo non si punisce chi se lo merita”.

Aveva già fatto qualcosa per migliorare la situazione prima di questa decisione del Comune?

“Certamente. Più volte ho avuto da ridire con qualche cliente che sbraitava dentro e fuori il locale, io ho grande rispetto per il prossimo e sto molto attento a non disturbare nessuno”.

Che rapporto ha con le persone che abitano nei paraggi del tuo locale?

“Ottimo, sono una persona aperta al dialogo, se ci sono problemi se ne parla e cerchiamo di risolverli insieme. Quando, all’inizio della mia attività, qualcuno si lamentava, facevo di tutto per venire incontro alle sue esigenze e chiudevo a mezzanotte o al massimo l’una in settimana, mentre il venerdì ed il sabato si chiudeva poco dopo”.

E come mai nell’ultimo periodo teneva aperto quasi fino al mattino?

“Prima ero l’unico a vendere kebab a Saluzzo, poi si è fatta avanti la concorrenza, che teneva aperto fino alle 4-5.00 del mattino. Così mi sono adeguato per non perdere clienti e lavoro, è la legge del mercato”.

La gente si lamenta, anche tramite raccolta firme, che la vostra attività disturba la quiete.

“Noi disturbiamo la quiete? Non è colpa nostra se i ragazzi arrivano ubriachi a notte fonda. Noi neanche vendiamo alcolici, da noi vengono solo per mangiare, si ubriacano prima da altre parti”.

Lei è sei stato il primo “kebabbaro” di Saluzzo, come mai proprio qui?

“Perché volevo lavorare seriamente in luogo dove me lo permettevano. I saluzzesi sono brava gente, mi sono trovato bene sin dal primo giorno nell’ormai lontano 2007. Non ho avuto grossi problemi d’integrazione, anche perché cammino con le mie gambe senza aiuti esterni”.

Cammina con le sue gambe? Si spieghi meglio

“Sono in Italia dal 2000 ed ho sempre lavorato, guadagnando i soldi onestamente. Non ho mai chiesto case popolari o agevolazioni di ogni genere. Ma tutto questo costa molto: pago 600 euro d’affitto per il locale, lo stipendio del commesso, i contribuiti del commesso, luce, acqua, gas, commercialista ed avvocato se ci sono dei problemi. Poi c’è la casa dove vivo  e dove mi aspettano una moglie e due figli, anzi, tra poco tre”.

Quindi una brutta botta per Lei quella della chiusura anticipata?

“Certo. Adesso i giovani vengono solo più a quell’ora, ed io incassavo più di quanto  incasso in tutta la giornata. Dovendo chiudere secondo gli orari perderei circa 2000 euro al mese, con i quali pagavo l’affitto del locale ed il ragazzo che mi aiuta”.

Ha provato a parlarne in comune o con i vigili?

“Si, ma non abbiamo trovato una soluzione. Gli ho proposto di venire a far le multe a chi urla o disturba la quiete pubblica. In questo modo danneggerebbero i colpevoli e non noi, che lavoriamo seriamente”.

E come risposta?

“Nulla. Che non possono farlo perché quando sono qui sono io il responsabile. Ma ripeto, io vendo kebab, non faccio il poliziotto”.

So che ha proposto una soluzione al problema

“Si ho chiesto al comune il permesso di spostarmi fuori Saluzzo come ambulante, ma le regole comunali non lo permettono”.

Ed ora cosa intende fare?

“Aspettiamo e vedremo cosa succederà, sicuramente vorrò far valere le mie ragioni perché non faccio nulla di male, lavoro e pago le tasse. Cerchiamo una soluzione tutti insieme”.

Andrea Rubiolo

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium