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Cronaca | 07 maggio 2020, 15:30

Nel carcere di Saluzzo svolti 428 Covid-test. Bilancio in lieve aumento: positivi 20 detenuti, due agenti della Penitenziaria e due medici

A confermarci i dati il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Paolo Allemano: “In proporzione, i medici del penitenziario pagano il prezzo più alto. Grande sforzo, reso necessario dalla situazione difficile creatasi in seguito al trasferimento di detenuti da altri istituti di pena a seguito della rivolta di inizio marzo”. Si registrano anche i primi guariti

Il carcere di Saluzzo

Il carcere di Saluzzo

Giungono buone notizie dal carcere di Saluzzo, dove nei giorni scorsi la diffusione del Coronavirus aveva coinvolto più di venti persone, tra detenuti, agenti di Polizia penitenziaria e personale sanitario.

Il 29 aprile, le organizzazioni sindacali Sappe, Uil PA, FNS-Cisl, CNPP e FPCgil avevano infatti diramato una nota stampa nella quale si parlava di 14 detenuti contagiati, ai quali si sommano quattro agenti di Polizia penitenziaria e due medici.

Nella casa di reclusione di Regione Bronda sono stati eseguiti Covid-test a tappeto. Paolo Allemano, ex sindaco della Città ed ex consigliere regionale, da novembre è il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.

Credo che quello di Saluzzo – ci spiega – sia l’unico Istituto penitenziario in tutta Italia dove sono stati fatti tamponi a tappeto”. Il numero di tamponi effettuati all’interno del carcere ammonta a 428.

Il bilancio dei contagiati ha riportato lievi aumenti rispetto ai dati resi noti a fine aprile. I detenuti positivi sono saliti da 14 a 22.

Numeri che, però, sono già a loro volta in calo, come ci ha confermato il dottor Allemano: “Due detenuti e due agenti sono nel frattempo virologicamente guariti, dal momento che sono risultati negativi ai due tamponi di controllo”. Il totale più aggiornato vede quindi positivi 20 detenuti, due agenti e due medici.

La situazione è quindi gestibile con isolamento e quarantena in carcere. – aggiunge il Garante – Faccio notare che, in proporzione, i medici del penitenziario pagano il prezzo più alto, come fuori dal carcere.

Si è fatto un grande sforzo, reso necessario dalla situazione difficile creatasi in seguito al trasferimento di detenuti da altri istituti di pena a seguito della rivolta di inizio marzo”. Proprio come avevano già sostenuto le organizzazioni sindacali, che avevano parlato di una “tragedia annunciata”, riferendosi alla decisione di trasferire a Saluzzo detenuti dalla Casa circondariale di Bologna.

Nicolò Bertola

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