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Attualità | 09 aprile 2021, 17:04

Piemonte, il Consiglio regionale approva il Bilancio. Cirio: "Il migliore possibile nell'anno della pandemia". Insorgono le opposizioni

Il provvedimento passa con 3 sì e 18 no, dopo una settimana di tour de force nonostante i tempi contingentati. Tutti bocciati gli emendamenti di minoranza

Immagine di repertorio

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Con 31 voti favorevoli e 18 contrari il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato questa mattina il bilancio di previsione 2021-2023 della Regione Piemonte. Tutti a favore i voti dei consiglieri della maggioranza di centrodestra, tutti contrari quelli degli esponenti delle opposizioni.

"Il Bilancio di quest'anno - ha commentato il governatore Alberto Cirio, intervenuto al dibattito subito prima del voto finale - è complicato, e reso più difficile da un margine di libertà ridotto. La Corte dei Conti ci dice che il provvedimento deve fare fronte alle sole spese urgenti e indifferibili, oltre a quelle per fronteggiare la pandemia in corso: tutto il resto lo andremo a modulare nel corso dell'anno".

"Questo provvedimento - ha rimarcato - è il migliore Bilancio possibile nelle condizioni che stiamo vivendo. Deve essere un Bilancio di cautela e di prudenza, che ci renda sicuri innanzitutto di pagare i debiti: abbiamo 550 milioni da pagare, schizzati di 100 milioni in più grazie ai derivati scelti da qualcuno nel passato, debiti che stiamo pagando nonostante il Covid. La Regione deve avere i conti in sicurezza, e questo lo si ottiene innanzitutto pagando i debiti".

"Viviamo in un clima di incertezza rispetto alle risorse - ha aggiunto - man mano che ci saranno disponibilità c'è l'impegno a metterle dove ci sono le priorità, e le priorità sono far ripartire il Piemonte e la nostra gente. I soldi sono importanti, ma prima c'è la vita: dobbiamo pensare a vaccinare tutti il prima possibile".

Pioggia di critiche dalle opposizioni, che si sono viste bocciare tutti gli oltre cinquecento emendamenti presentati. "Il bilancio della Giunta è davvero il 'migliore possibile', come sostiene Cirio?", si chiede Marco Grimaldi (Luv), il consigliere che da solo ha presentato più del 50% degli emendamenti totali. "La risposta è no, visto che dimentica interi mondi, lascia tanti senza sostegno e finge di non vedere chi si è arricchito come le multinazionali dell'e-commerce". Prosegue Grimaldi: "La maggioranza ha scelto di dire no a una misura che sarebbe servita per sostenere i settori maggiormente colpiti dalla crisi, come la cultura e lo sport. E naturalmente ha dimenticato la scuola: proprio quando la Dad ha mostrato gli effetti drammatici delle diseguaglianze sociali sui bambini e sui ragazzi, con 3 milioni di tagli (250 euro circa a studente) gli esclusi dai voucher passeranno da 43mila a 55mila".

Il Bilancio della ripartenza si presenta, purtroppo, come una scatola vuota”, hanno invece commentato Raffaele Gallo e Maurizio Marello (Pd). “Nessun piano finanziario e nessun provvedimento per il rilancio del Piemonte e nemmeno investimenti che vadano oltre la normale amministrazione. Eppure questo sarà l’anno in cui, con il superamento della pandemia, si dovrà pensare a ricostruire un’economia duramente colpita in tutti i suoi settori e in cui si dovranno sostenere famiglie che pagheranno le conseguenze di mesi molto complicati. Questi obiettivi non si raggiungono con provvedimenti tampone, con bonus e contributi a pioggia, ma con una visione economica e politica di medio e lungo termine”. “Tante – hanno concluso gli esponenti dem – sono le nostre richieste che non sono state accolte: dall’ambiente ai servizi socioassistenziali, dal turismo fino all’edilizia sanitaria. Non c’è nessuna traccia di politica industriale, né di misure di contrasto alla povertà, né di rilancio dei territori, né di potenziamento del trasporto pubblico locale”.

Daniele Angi

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