In questi giorni i “superstiti” consiglieri dell’ATC CN1 saranno chiamati ad eleggere un nuovo Presidente che avrà l’onere di gestire l’Ambito Territoriale Caccia Cuneo 1 – Fossano: Ambito con la maggior estensione di superficie tra tutti quelli della provincia e con un territorio costituito dalla maggior parte dalla pianura cuneese.
L’arduo compito del futuro presidente sarà mettere mano ad una gestione faunistica ed economica dell’Ambito Territoriale che non si trova di certo in una situazione delle più rosee, come del resto quella di tutti gli altri ATC che hanno avuto un incremento elevato di danni a seguito di quella sospensione dell’attività venatoria (a noi piace scrivere mancato interesse della Regione Piemonte ad affrontare un problema che si sarebbe sicuramente presentato) o dell’impossibilità di praticare l’esercizio venatorio, perché quella proroga a gennaio 2021 in molti casi poi inattuata causa terreno coperto da neve, i tutor, le battute extra-caccia non potranno di fatto arginare il problema derivante da un mese in meno di caccia programmata nell’autunno 2020.
Oggi i danni agricoli da risarcire sono elevati, con i soldi dei cacciatori unici contribuenti al mantenimento della macchina organizzativa dell’ATC, considerando la riduzione dei contributi regionali per fini istituzionali che non permettono neanche più di pagare i costi fissi delle sedi, l’ATC dovrà così come richiesto anticipare la somma per poi ricevere i trasferimenti regionali.
Certamente alcune scelte gestionali volte a limitare l’attività o escludere forme di ingressi economici proposti da questa Associazione Venatoria (utilizzo cani, cacciatori temporanei, ecc…) ma ritenuti inutili dal Comitato di Gestione portano ad oggi una minore seppur limitata entrata (stima di 3.500 € annuali), che sarebbe comunque stata utile al bilancio dell’ATC.
Non dimentichiamo che per i ripopolamenti dell’estate scorsa sono avvenuti grazie ad un impegno economico dell’ATC CN1 (poca cosa rispetto alle quote versate da tutti i cacciatori), ma il massimo che si poteva quando la “coperta è corta”, e non dimentichiamo anche i circoli/sezioni dei cacciatori che hanno sempre provveduto a contribuire con elargizioni extra a tali attività.
Tutto questo il prossimo anno non potrà più avvenire perché la situazione passata è stata grave e quella attuale ancor di più, ma in tutto questo resta necessario che tutte le Associazioni (Cacciatori, Agricoltori, Ambientalisti ed Enti Locali) chiamate a far parte della gestione, contribuiscano nominando al più presto i propri rappresentanti e che la Regione Piemonte, Ente preposto al controllo della gestione degli ATC, proponga al futuro Presidente e al Comitato di Gestione una “spending review” e, non solo un “increase of shares” in capo ai cacciatori.
Certamente il commissariamento dell’ATC CN1, in assenza di un presidente, non porterebbe ad una soluzione della problematica bensì ad un ulteriore aumento di costi: al commissario infatti spetterebbe una indennità, a meno di una rinuncia da parte sua, ma chi si prenderebbe “il mal di pancia” gratis?
Come Associazione Libera Caccia, si auspica un interessamento da parte della Regione, per altro già richiesto, e da parte di quei Comuni che oggi pensano che destinando territorio ad aree parco, si risolva il problema danni sul territorio, perché da una parte si chiede l’aiuto ai cacciatori negli abbattimenti e dall’altra si intercludono aree altamente vocate, dove gli ungulati e non solo (corvidi visto gli ingenti danni sui frutteti) troveranno facile rifugio e protezione, nelle quali potranno riprodursi indisturbati e dalle quali poi uscire per effettuare le proprie “scorribande” e arrecare danni alle coltivazioni agricole.
In Breve
sabato 17 gennaio















