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Attualità | 28 giugno 2023, 15:58

Qualità e ambiente: la cooperativa Piemonte Miele di Fossano si presenta

Nata nel 1976 oggi conta 470 soci in tutta Italia con 1.500 tonnellate di miele conferito nel 2022/23 che per il 50/60% va alla grande distribuzione organizzata

Qualità e ambiente: la cooperativa Piemonte Miele di Fossano si presenta

 

Una realtà nata a Fossano nel 1976. Allora gli apicoltori fondatori erano nove. Oggi conta 470 soci in tutta Italia, distribuiti prevalentemente in Piemonte ma anche in Calabria, Sicilia e Puglia.

È la cooperativa Piemonte Miele con un fatturato di 6,5 milioni di euro nel 2022, oltre 40 mila alveari curati e 1.500 tonnellate di miele conferito nel 2022/23 che per il 50/60% va alla grande distribuzione organizzata.

Si sono presentati con il convegno formativo “Qualità e ambiente. Il miele che non vedi” svoltosi mercoledì 28 giugno nella sede in via Latirolo, in frazione Cussanio. Un corso proposto dall'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, promosso da Piemonte Miele società cooperativa in collaborazione con More News Soc. coop - Gest cooper, moderato dalla giornalista Barbara Pasqua.

Ad aprire i lavori il presidente Ernesto Marengo: “Nel 2005 abbiamo deciso di puntare sull'espansione e sulla qualità. Oggi produciamo un prodotto di eccellenza garantito da valutazioni tecniche. Preleviamo campioni da ogni fusto (4/5mila fusti all'anno, ndr) e facciamo fare analisi in laboratorio”

Davide Colombo, vicepresidente di Piemonte Miele: “In questo momento si sta giocando una importante partita a livello europeo sull'etichetta. Non tutti i vasetti infatti contengono miele di stessi apicoltori o dello stesso lotto. Alcuni sono miscele. Poi segnalo la presenza di miele che non è del tutto miele dalla Cina con un sistema di concorrenza non leale. Ricordiamoci che l'apicoltore è il motore dell'agricoltura e deve essere tutelato” 

A parlare di ambiente e cambiamento climatico è stato Marco Porporato, Università degli Studi di Torino: “Le api sono animali particolari. Ne esistono 31 sottospecie. L'intera colonia è considerata un animale con tanti individui. Il cambiamento climatico incide eccome. Il caldo fa aumentare la varroasi (acariosi delle api, ndr) e dunque sale la soglia di mortalità. Ma tutto dipende dal punto di vista dell'osservazione. Ad esempio alcuni studi sugli effetti delle temperature e della raccolta del miele hanno dimostrato che in Polonia e nel Regno Unito il cambiamento climatico è stato favorevole perché ha migliorato le condizioni generali dell'andamento della vegetazione, allungando la stagione favorevole. 

Tuttavia in altre zone, come la nostra, è peggiorato. Il troppo caldo infatti aumenta la percentuale di api operaie che devono dedicarsi alla raccolta dell'acqua per regolare la temperatura dell'alveare.

Teniamo presente che l'alveare si sviluppa in stretta relazione con l'ambiente circostante. Dunque gli apicoltori devono far riadattare le api in modo veloce, gestire in modo diverso il nomadismo e ridisegnare il sistema agricolo. Ad esempio agricoltura intensiva ha rovinato perché ha tolto alberi e siepi. Bisogna dunque restaurare l'offerta nutrizionale dell'ambiente e offrire alle api delle risorse per crescere e lavorare”.

Irene Bongiovanni, presidente nazionale di Confcooperative Cultura Turismo Sport: “Ogni volta che metto piede in Piemonte Miele sono colpita da una grande sensazione di passione e affascinata da quello che c'è dietro. Cosa possiamo fare per aiutare chi ci mette passione? Serve conoscenza e consapevolezza del mondo miele. Unirsi in cooperativa permette di fare qualcosa che singolarmente non è più sostenibile nè economicamente che qualitativamente”.

A chiudere il corso un interessante degustazione di mieli unifloreali guidata da Luca Passet, responsabile produzione e Controllo qualità presso Piemonte Miele.

Cristina Mazzariello

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