Quando la scuola esce dalle proprie mura per farsi comunità, l'innovazione non è più solo una parola, ma un'esperienza viva.
Lo ha dimostrato l’Istituto Comprensivo Isoardo-Vanzetti di Centallo-Villafalletto-Tarantasca-Vottignasco che il 13 marzo è stato protagonista a Didacta Italia, il più importante appuntamento nazionale dedicato alla formazione e all'innovazione scolastica. Organizzata da Firenze Fiera con il coordinamento scientifico di Indire (l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa).
'Didacta' è il progetto collegato della storica fiera tedesca che da oltre 60 anni detta le linee guida dell'istruzione globale. In un quartiere fieristico di oltre 100mila metri quadri, tra padiglioni tecnologici e sale di formazione, la testimonianza di Centallo si è inserita nel filone più prezioso: quello dell'inclusione e del legame con il territorio.
A rappresentare l'istituto cuneese alla ‘Fortezza da Basso’ sono stati la dirigente scolastica, Stefania Magnaldi, il vice Daniele Trucco e la maestra Daniela Allione.
La loro conferenza illustrativa, introdotta da Marco Braghero (coordinatore scientifico nazionale della Rete Scuole Dialogiche) ha acceso i riflettori sui Patti Educativi di Comunità (Pedc), un modello di alleanza territoriale che ha trasformato l'Istituto cuneese in un punto di riferimento nazionale per la ricerca educativa.
Come spiegato dalla dirigente Magnaldi durante l'intervento: “Il Patto non è un semplice adempimento burocratico. Si configura come una vera e propria modalità di costruzione della ‘Comunità Locale. È un’intesa strategica sottoscritta da istituzioni scolastiche, amministrazioni comunali e cittadinanza (associazioni e singoli individui) che riconosce la scuola come un bene fondamentale di tutti.
In un contesto come quello di Centallo, Villafalletto, Tarantasca e Vottignasco — caratterizzato da una popolazione eterogenea, con una quota del 19% di alunni provenienti da contesti migratori e una complessa stratificazione sociale — il Patto è diventato lo strumento per garantire il successo formativo a ciascuno, partendo dalle fragilità.
Il cuore dell'intervento si è incentrato sul concetto di ‘Dialogicità’. L’Istituto ha scelto infatti di entrare in una rete nazionale di scuole dialogiche, adottando un approccio che mette al centro l'ascolto e il rispetto dell'altro."
"Il dialogo è l'ossigeno del processo - ha continuato la dirigente -. È come un’arpa che diffonde armonia, permettendo a tutti gli attori — dai Comuni alle realtà di volontariato — di esprimere bisogni e valori."
"Questo approccio – conclude Magnaldi - ha trasformato la scuola in quello che l'Indire definisce un Learning Hub: un nodo centrale di un ecosistema educativo aperto, dove gli Enti Locali offrono regia e servizi (mense, trasporti, doposcuola), il Terzo Settore mette a disposizione competenze e spazi culturali gratuitamente e le Famiglie e gli Studenti non sono utenti, ma co-costruttori del percorso."
Daniele Trucco ha poi illustrato le tappe principali del percorso intrapreso sottolineando l’importanza della partecipazione attiva degli studenti al Patto.
La presentazione ha suscitato un notevole interesse tra la platea di esperti, dirigenti e docenti provenienti da tutta Italia. Al termine della relazione, si è aperto un vivace dibattito che ha confermato quanto il tema delle 'alleanze territoriali' sia sentito.
Molte le domande dei presenti, incuriositi dalla fattibilità pratica di un progetto così ambizioso. Alcuni dirigenti di grandi aree metropolitane hanno chiesto: "Come siete riusciti a far sedere allo stesso tavolo realtà così diverse senza che una prevalesse sull'altra?". La risposta di Magnaldi e Trucco ha puntato sulla leadership orizzontale: la scuola non comanda, ma orienta, diventando il terreno neutro dove il bene dei ragazzi supera ogni interesse di parte.
Un'altra domanda ha riguardato il ruolo degli studenti: "È davvero possibile coinvolgere dei ragazzi così giovani nella stesura di un patto istituzionale?". Il racconto delle pratiche di parola e dei ‘timeout’ è stata la soluzione: l'Istituto ha dimostrato che se i ragazzi vengono ascoltati davvero, smettono di essere spettatori passivi e diventano custodi responsabili della loro stessa scuola.
“La presentazione a Firenze non è casuale – affermano Magnaldi e Trucco - il Patto di Centallo era già stato citato lo scorso dicembre a Roma, presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari, da Marilena Giglia, componente del consiglio nazionale dell’Uciim e dirigente scolastica dell’IC Manzoni di Ravanusa in Sicilia, capofila regionale della rete scuole dialogiche, come una delle esperienze più mature in Italia. Il Patto ha cambiato il modo di affrontare problemi complessi come la dispersione scolastica. L’IC Isoardo-Vanzetti è la prova che la scuola può diventare laboratorio di una nuova cittadinanza e che una comunità, quando dialoga, ritrova sé stessa e diventa capace di educare insieme”.















