Venerdì 24 aprile doppio appuntamento al Teatro Civico di Caraglio con Io non sparo un reading poetico musicale antimilitarista.
La giornata si articolerà in due momenti distinti: al mattino una rappresentazione dedicata alle classi dell’Istituto Comprensivo “Alfonso Maria Riberi” di Caraglio e alla sera alle 21 lo spettacolo sarà aperto a tutti.
Lo spettacolo si inserisce nel programma di Soffia nel Vento, la stagione teatrale di Santibriganti Teatro nei teatri civici di Caraglio, Busca e Dronero, composta da appuntamenti domenicali per i pomeriggi dedicati alle famiglie e serali tout public: un modo per stare insieme, ma anche per conoscere e riflettere su ciò che accade nel mondo.
I tragici greci scrivevano “La vita è cosa da nulla, viviamola dunque tranquilli”. Sappiamo che il nostro è un desiderio utopico, che la ferinità insita nell’uomo gli ha finora impedito di spegnere la violenza, eppure conosciamo voci che la pensano come noi, voci alte, capaci di attivare a tutti, capaci di toccare i cuori e le menti ad ogni latitudine.
Così abbiamo raccolto le opere dei nostri poeti più carie quelle di altri, meno conosciuti, che rappresentano altri popoli, lontani geograficamente, vicini, vicinissimi in quanto essere umani. Poeti d’Africa come Chinua Achebe o Susan Kiguli, testimoni europei come Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba, Salvatore Quasimodo per vedere il conflitto dalle tricee, dalle città, dai cambi di battaglia, dai plotoni d’esecuzione, dall’iperuranio. Sentiremo anche voci dalla Palestina con Maohumud Darwish e da Libano e Israele con Wajdi Mouawad, David Grossman e le abbiamo accompagnate queste voci da altrettante poesie declinate in forma di musica e canto.
E’ soprattutto un percorso per contagiare chi ci ascolterà con il nostro desiderio di pace, di tregua, di accordo, di basta morti, basta sangue, basta vittime. Lasciamo che a dirlo siamo uomini e donne, di luoghi ed epoche diverse, che hanno usato la poesia per combattere. Un’arma potente. L’unica che accettiamo. Il reading nasce da questa necessità. Vogliamo dare eco alle parole dei poeti, per pensare, piangere, dare e condividere emozioni, e immaginare un futuro meno angoscioso. Why not?














