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Eventi | 04 giugno 2026, 16:08

Colline in Musica 2026 entra nel vivo tra grandi repertori e incontri internazionali

Dopo il sold-out al Castello di Guarene, il festival diffuso tra Langhe, Roero e Monferrato prosegue con concerti a Barolo, Torino, Cortazzone, Cortemilia, Castagnito e Piobesi d’Alba, nel segno del tema “Radici”

Colline in Musica 2026 entra nel vivo tra grandi repertori e incontri internazionali

Tra conventi francescani, teatri di collina e sale storiche trasformate in luoghi d’ascolto, Colline in Musica 2026 entra nel cuore del suo percorso artistico. Dopo il concerto inaugurale del 2 giugno al Castello di Guarene, accolto da un pubblico numeroso fino al sold-out, il festival diffuso tra Langhe, Roero e Monferrato prosegue con una nuova serie di appuntamenti che intrecciano epoche, culture e geografie musicali diverse, mantenendo al centro il tema scelto per questa edizione: “Radici”.

L’avvio della rassegna ha già delineato con chiarezza la direzione di questa sesta edizione, che continua a muoversi tra musica da camera, paesaggio e identità culturali. Un percorso che alterna grandi classici, repertori meno frequentati e progetti internazionali costruiti in dialogo con i luoghi che ospitano i concerti.

Tra Cina, barocco e archivi storici

Il secondo fine settimana di giugno si aprirà venerdì 5 giugno al Castello di Barolo con l’Ensemble del Conservatorio di Chengdu, protagonista di un concerto che metterà in dialogo Brahms e la tradizione musicale cinese. Sabato 6 giugno il festival si sposterà all’Archivio di Stato di Torino, nuova sede della rassegna, con un programma che unirà repertorio storico e contemporaneo insieme al violoncellista Claudio Pasceri. Domenica 7 giugno, infine, la musica arriverà nella chiesa romanica di San Secondo a Cortazzone, dove l’Ensemble Armoniosa proporrà un percorso dedicato al barocco italiano tra Vivaldi, Händel, Geminiani e Albinoni.

La scelta dei luoghi continua a essere una delle cifre distintive del festival, che costruisce ogni volta un rapporto stretto tra spazi, memoria e ascolto. In questo modo, ogni concerto diventa anche un’occasione per rileggere il territorio attraverso la musica.

Cortemilia tra Bach ed Enescu

Tra gli appuntamenti più attesi della prossima settimana c’è quello di venerdì 12 giugno al Convento dei Francescani di Cortemilia, con il violinista Kai Gleustein e la pianista Catherine Ordronneau. Il programma unirà la Sonata n. 3 di Bach, la Sonata op. 25 di George Enescu e le Canzoni popolari spagnole di Joaquín Nin, in un itinerario che attraversa la tradizione musicale europea e le sue trasformazioni popolari.

“In questo concerto il tema delle radici emerge in modo molto evidente”, spiega Adrian Pinzaru, membro del comitato artistico del festival. “Bach rappresenta in qualche modo le fondamenta della musica occidentale, mentre Enescu guarda direttamente alla tradizione popolare rumena senza mai copiarla davvero. La sua musica sembra nascere dal folklore, ma viene continuamente trasformata in qualcosa di personale e originale”. Pinzaru sottolinea anche come Enescu, oggi sempre più presente nei grandi circuiti internazionali, sia stato uno dei grandi geni musicali del Novecento.

Castagnito tra Armenia e Novecento

Sabato 13 giugno il festival approderà al Teatro Comunale di Castagnito con il violoncellista armeno Hayk Sukiasyan e il pianista giapponese Wataru Mashimo, protagonisti di un concerto che attraverserà Beethoven, Debussy, Respighi e la musica armena del Novecento. Accanto a pagine più note, come la Sonata di Debussy, il programma proporrà anche brani di Arutiunian, Baghdasaryan e Khudoyan, compositori profondamente legati alla cultura armena.

“Quello di Castagnito sarà soprattutto un viaggio nella musica armena”, racconta ancora Pinzaru. “Hayk Sukiasyan porterà repertori poco conosciuti, ma di grande intensità, insieme a un musicista straordinario come Wataru Mashimo. È proprio questo incontro tra culture diverse che rende il festival particolarmente vivo”.

Piobesi tra Schubert e Stravinsky

Domenica 14 giugno Colline in Musica farà tappa alla Sala Polivalente di Piobesi d’Alba con il Duo Claude, formato da Pasquale Gravina Allegretti al violino e ancora da Wataru Mashimo al pianoforte. Il programma attraverserà alcuni grandi classici del repertorio cameristico, dalla Sonata “Grand Duo” di Schubert alla Sonata K379 di Mozart, fino alla Suite Italienne di Stravinsky.

Proprio quest’ultima rappresenterà uno dei momenti più particolari del concerto. “La Suite Italienne di Stravinsky è profondamente legata all’immaginario italiano”, sottolinea Pinzaru. “Tarantelle, serenate, colori e atmosfere mediterranee diventano parte integrante della scrittura musicale. È un brano che guarda all’Italia trasformandola in suono”.

Il concerto di Piobesi d’Alba porterà inoltre nuovamente sul palco del festival il Duo Claude, primo vincitore del Quartet & Chamber Music Forum, confermando il legame che Colline in Musica continua a costruire nel tempo con i giovani interpreti emersi dal proprio percorso formativo.

Un festival diffuso

Tra castelli, archivi storici, teatri e luoghi di grande valore paesaggistico, Colline in Musica continua così a costruire un itinerario che unisce musica da camera, territorio e dialogo culturale. Ogni concerto diventa non solo un’esperienza di ascolto, ma anche un modo per abitare e raccontare i luoghi che lo accolgono.

Il festival è realizzato da MUST in collaborazione con I’m Exchange Association. Tutti i concerti sono a ingresso gratuito e iniziano alle 18.30. Il programma completo è disponibile su www.roeroculturalevents.it.

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