Gentile Direttore,
noi insegnanti della Scuola Primaria di Roata Rossi vorremmo esprimere alcune considerazioni riguardo alla lettera di venerdì 24 giugno sul trasferimento degli alunni del Plesso di Ronchi nella nostra sede e sulle impressioni riportate a casa da un bambino, che ha partecipato alla giornata di accoglienza organizzata per la continuità tra le scuole delle due frazioni.
Senza entrare nel merito delle decisioni amministrative che non ci competono, noi - come cittadine e pubblici funzionari - scegliamo di fidarci di tutti coloro che hanno lavorato affinché l’unione dei Plessi dell’Oltrestura fosse la migliore possibile.
Come insegnanti, fin da subito, ci siamo preoccupate di creare le condizioni umane per facilitare l’inserimento e l’integrazione, consapevoli che a livello strutturale l’edificio di Roata Rossi ha delle criticità.
Tuttavia la sicurezza e l’agibilità sono state garantite dagli Organi di competenza e hanno permesso il regolare svolgimento di tutte le attività didattiche, educazione motoria compresa. Noi crediamo che la “scuola” non siano i muri, le tapparelle e le porte. Chiariamo: devono essere a norma!
Una “buona scuola” è formata dalle persone che lavorano e interagiscono al suo interno: insegnanti, collaboratori scolastici, alunni e famiglie. Potrà diventare anche “bellissima” se il rapporto di reciproca collaborazione crescerà con il tempo. Ben sappiamo che entrare in un ambiente sereno è il punto di partenza.
Ecco perché la nostra accoglienza è stata improntata a fiori che sorridono, scale che ci rendono le tabelline più amiche, murales che ricordano la cura e il rispetto dell’ambiente, senza dimenticare le numerose LIM che ci fanno navigare a vele spiegate verso una scuola digitale.
In conclusione, assicuriamo a tutti i genitori che a settembre saremo pronte ad accogliere i loro bambini, con tanta emozione e un pizzico di apprensione per la nuova avventura che ci aspetta.
Le insegnanti del Plesso di Roata Rossi

















